
Vladimir Putin e Donald Trump hanno discusso anche della situazione riguardante l’Iran e hanno accettato di continuare i contatti tra loro su questo tema. Lo riferisce l’agenzia Ria Novosti citando il Cremlino. “La situazione intorno all’Iran e in Medio Oriente nel suo complesso è stata discussa in modo piuttosto approfondito” ha dichiarato il consigliere del presidente russo per la politica estera, secondo cui “la parte russa ha sottolineato l’importanza di risolvere questioni controverse, divergenze e conflitti esclusivamente con mezzi politico-diplomatici”. Lo riporta l’agenzia Interfax.
È un’agenzia di stampa russa. Le Idf affermano di aver effettuatoun attacco aereo “contro un terrorista nel villaggio di Sil”, vicino a Beirut, in Libano. Lo riporta il Times of Israel. Secondo l’esercito, l’individuo era coinvolto nel contrabbando di armi e nell’attuazione di piani terroristici contro civili israeliani e truppe dell’Idf, agendo per conto della Forza Quds del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell’Iran. Una delegazione del Qatar sta per arrivare al Cairo per i colloqui sul cessate il fuoco a Gaza. Lo riporta Sky news. La delegazione di Hamas e’ arrivata ieri nella capitale egiziana. “Hamas è incline ad accettare la proposta qatariota-egiziana per lo scambio di prigionieri e il cessate il fuoco, sebbene non abbia ancora preso una decisione definitiva”. Lo riferisce l’agenzia di stampa governativa turca Anadolu citando fonti bene informate. ”Hamas sta tenendo consultazioni con diverse fazioni e forze palestinesi prima di consegnare la sua risposta ufficiale ai mediatori”, sostengono le fonti, che hanno preferito rimanere anonime, affermando che Stati Uniti, Egitto e Qatar hanno fornito “ampie garanzie” per l’attuazione dell’accordo (senza specificarne i dettagli) e indicando che la Turchia potrebbe essere aggiunta ai paesi garanti.
E’ la prima volta che il premier si reca in visita al kibbuz Nir Oz, (nel sud di Israele. Il gruppo armato palestinese Hamas ha invaso il kibbutz la mattina presto del 7 ottobre 2023, perpetrando un massacro in cui circa un quarto degli abitanti di Nir Oz sono stati uccisi o presi in ostaggio) tra le comunità che hanno sofferto maggiormente il massacro del 7 ottobre. Dei circa 400 abitanti, oltre un quarto (117) sono stati uccisi o rapiti. Come riferisce Haaretz, sulla visita di Netanyahu ci sono state divergenze all’interno della comunità con una parte che vorrebbe utilizzare il momento per cercare di convincerlo a raggiungere una tregua con Hamas che porti alla liberazione degli ostaggi e un’altra parte che invece non vuole che il premier sfrutti la situazione e il ricordo dei loro cari.
Secondo quanto riporta il giornale, Times of Israel sul posto si vedono cartelli che definiscono il premier “Signor abbandono”. Alcuni hanno gridato “vergogna”, denunciando Netanyahu come “corrotto” e “assassino” al passaggio dei veicoli. Nir Oz è stato tra i kibbutz più colpiti dall’attacco di Hamas, con 117 dei circa 400 residenti della comunità rapiti o assassinati durante il massacro.
“L’Iran rimane impegnato nei confronti del TNP (Trattato di non proliferazione) e del suo accordo di salvaguardia”. È quanto scrive in un post sul social X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. “In conformità con la nuova legislazione, scaturita dagli attacchi illegali contro i nostri impianti nucleari da parte di Israele e degli Stati Uniti, la nostra cooperazione con l’Aiea sarà canalizzata attraverso il Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale iraniano per ovvie ragioni di sicurezza”, ha aggiunto Araghchi. L’estate aggiunge un nuovo strato di miseria alla lotta quotidiana per la sopravvivenza nella Striscia di Gaza devastata dalla guerra. Con temperature che superano i 30 gradi Celsius, all’interno delle tende degli sfollati si soffoca, mentre all’esterno l’umidità è insopportabile. “Non c’è elettricità. Non c’è niente”, ha detto Rida Abu Hadayed, 32 anni e madre di 7 figli, “non riescono a dormire. Continuano a piangere tutto il giorno fino al tramonto”. Il caldo a Gaza è aggravato dalla ridotta disponibilità di acqua, dalle reti fognarie paralizzate e dallo spazio vitale sempre più ristretto con il rischio di epidemie. “La nostra vita nella tenda è miserabile. Passiamo le giornate a versare acqua sulle loro teste e sulla loro pelle”, ha detto il padre dei bambini, Yousef Hadayed, “l’acqua è scarsa. È molto difficile procurarsela”.
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Giuseppe Basilico

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