
“È vero. Ma l’autocompiacimento è il sale delle dittature, la critica è il sale della democrazia. Presidente Trump, e le chiedo come uomo di potere, come classe politica dirigente, può affermare d’aver la coscienza tranquilla?”
Palestinesi in coda per una porzione di cibo caldo distribuito da una mensa di beneficenza nel campo profughi di Nuseirat, nella Striscia di Gaza centrale. Il presidente Usa, Donald Trump potrebbe annunciare la proposta statunitense per un cessate il fuoco durante la visita in Medio Oriente. Lo affermano due fonti del Golfo vicine agli ambienti ufficiali citate da Haaretz. Il piano potrebbe prevedere la creazione di un governo di transizione e nuove disposizioni di sicurezza per la Striscia di Gaza del dopoguerra, potenzialmente rivedendo la diplomazia regionale e aprendo la porta a futuri colloqui di normalizzazione, hanno affermato le fonti. Il Dipartimento di Stato americano non ha risposto immediatamente alle domande sui colloqui di Trump su Gaza. Trump non ha annunciato una visita in Israele nell’ambito del suo tour nella regione. Due diplomatici hanno osservato che il presidente degli Stati Uniti si e’ recentemente astenuto dal parlare del suo piano “Riviera di Gaza”, che ha fatto infuriare il mondo arabo con la proposta di reinsediare l’intera popolazione di Gaza e di attribuire la proprieta’ statunitense della Striscia. In vista del viaggio, Washington ha intrapreso una serie di azioni positive per l’Arabia Saudita. Un accordo per fermare i bombardamenti americani sugli Houthi in Yemen e’ in linea con un cessate il fuoco saudita in quella zona. Washington ha anche slegato i colloqui sul nucleare civile dalla questione della normalizzazione. L’Idf ha diramato un avviso di evacuazione “urgente” per tre porti controllati dagli Houthi nello Yemen, in vista di possibili attacchi aerei. In un post su X, il portavoce in lingua araba, intima a chi si trova nei porti di Ras Isa, Hodeidah e Salif sulla costa occidentale di evacuare.
Hamas sta tenendo colloqui diretti con il governo statunitense sulla tregua a Gaza e la ripresa degli aiuti umanitari. Lo ha dichiarato un alto funzionario palestinese, come riferisce Ynet citando Reuters. Questa non è la prima volta che gli Stati Uniti avviano contatti diretti con Hamas. In passato Israele si era indignato per i negoziati segreti condotti dall’inviato di Donald Trump, Adam Boehler, sul rilascio degli ostaggi e un cessate il fuoco che alla fine non hanno avuto successo.
Un alto funzionario statunitense ha descritto positivamente il quarto round di colloqui con l’ Iran sul suo programma nucleare, affermando che un altro round si svolgerà a breve. I colloqui in oman, guidati dall’inviato speciale Steve Witkoff, “sono stati di nuovo sia diretti che indiretti e sono durati oltre 3 ore”, ha dichiarato un alto funzionario dell’amministrazione, in condizione di anonimato. “è stato raggiunto un accordo per proseguire con i colloqui e continuare a lavorare sugli aspetti tecnici. Siamo incoraggiati dall’esito di oggi e attendiamo con ansia il nostro prossimo incontro, che si terrà nel prossimo futuro”. L’Iran ha dichiarato che si sono “conclusi” colloqui del quarto round di negoziati sul nucleare con gli Stati Uniti in Oman, definiti da Teheran “difficili”. Lo ha detto il portavoce del ministero degli esteri, Email Baghaei. “Il quarto round di negoziati indiretti Iran-Usa si è concluso; colloqui difficili ma utili per capire meglio le rispettive posizioni e per trovare ragionevoli e realistici modi per affrontare le differenze”, ha detto Baghaei. Una fonte del ministero degli Esteri egiziano ha riferito a Ynet che il Cairo ha deciso di non nominare un nuovo ambasciatore a Tel Aviv, in seguito all’annuncio di Israele di voler espandere le operazioni militari contro Hamas nella Striscia di Gaza nell’ambito dell’Operazione “Gideon’s Chariots”. La fonte ha anche indicato che l’Egitto ha deciso di non approvare le credenziali dell’ambasciatore israeliano in Egitto, Uri Rotman, recentemente nominato dal governo e attualmente in Israele. Secondo diversi media arabi, tra cui Al-Quds Al-Arabi, i presidenti dell’Autorità nazionale palestinese (Anp), della Siria e del Libano prenderanno parte all’incontro del presidente Usa Donald Trump con il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman il 13 maggio a Riad, primo giorno della sua visita nella regione. La prossima settimana Trump visiterà tre monarchie arabe del Golfo, con tappe a Riad, Doha (Qatar) e Abu Dhabi (Emirati Arabi Uniti). Sempre secondo la stampa araba, ripresa dal quotidiano Times of Israel, l’iniziativa è stata voluta dal principe ereditario saudita ed è stata accettata da Trump.L’ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, ha dichiarato ieri che la decisione di Trump di saltare Israele nella sua prossima visita in Medio Oriente non è indicativa di un deterioramento delle relazioni tra Washington e Gerusalemme. Israele aveva fissato il viaggio di Trump come scadenza per un accordo di cessate il fuoco con Hamas, prima di lanciare nuovamente una massiccia offensiva a Gaza a inizio marzo. Anche questo mi solleva.
Giuseppe Basilico

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