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Trump blinda Hormuz, Israele ordina l’evacuazione di Tiro

 Il Medio Oriente affronta una doppia accelerazione della crisi che rischia di incendiare l’intera regione, stringendo in una morsa sia le rotte commerciali globali sia i centri urbani del Libano meridionale. Con una dichiarazione perentoria, Donald Trump ha tracciato una linea rossa invalicabile sullo Stretto di Hormuz: “Nessuno lo controllerà”. Quasi contemporaneamente, sul fronte di terra, l’esercito israeliano (IDF) ha emesso un drastico ordine di evacuazione immediata per la storica città di Tiro, spingendo oltre 200mila abitanti e sfollati verso una fuga disperata.

di Giuseppe Basilico | 28 Maggio 2026

Donald Trump lancia un monito globale sullo Stretto di Hormuz mentre l’esercito israeliano ordina l’evacuazione immediata di Tiro, in Libano, spingendo oltre 200mila residenti alla fuga.

Le tensioni in Medio Oriente raggiungono un nuovo picco critico. Si aprono contemporaneamente due fronti ad altissima instabilità geopolitica. Da un lato c’è il blocco marittimo globale. Dall’altro, l’offensiva di terra nel Libano meridionale.

 Il Medio Oriente affronta una doppia accelerazione della crisi che rischia di incendiare l’intera regione, stringendo in una morsa sia le rotte commerciali globali sia i centri urbani del Libano meridionale. Con una dichiarazione perentoria, Donald Trump ha tracciato una linea rossa invalicabile sullo Stretto di Hormuz: “Nessuno lo controllerà”. Quasi contemporaneamente, sul fronte di terra, l’esercito israeliano (IDF) ha emesso un drastico ordine di evacuazione immediata per la storica città di Tiro, spingendo oltre 200mila abitanti e sfollati verso una fuga disperata.

Le parole del presidente statunitense mirano a disinnescare sul nascere qualsiasi tentativo dell’Iran o delle sue milizie alleate di utilizzare lo Stretto di Hormuz come arma di ricatto geopolitico. Il messaggio di Washington è chiaro: la libertà di navigazione nell’imbuto marittimo dove transita circa il 20% del greggio mondiale non è negoziabile.

L’amministrazione USA ha fatto sapere di aver già allertato i propri assetti navali nel Golfo Persico. Qualsiasi tentativo di blocco o di sabotaggio ai danni delle petroliere commerciali riceverà una risposta militare immediata e simmetrica.

In Libano, la guerra sul campo ha raggiunto uno dei suoi punti di massima drammaticità. I portavoce in lingua araba dell’IDF hanno diffuso mappe dettagliate del centro di Tiro, intimando alla popolazione locale di abbandonare immediatamente le proprie case e di dirigersi a nord del fiume Awali.Tiro, patrimonio mondiale dell’UNESCO e fino a ora parzialmente risparmiata dalle distruzioni più severe, si è svuotata in poche ore. Le vie d’uscita verso Beirut sono state paralizzate da chilometri di code. L’intelligence israeliana giustifica l’operazione parlando di una massiccia presenza di centrali di comando, depositi di armi e bunker sotterranei della milizia sciita Hezbollah integrati nel tessuto urbano.

La concomitanza di questi due eventi apre scenari di forte instabilità:

Le strutture di accoglienza a Beirut e nel nord del Libano sono al collasso. Manca cibo, acqua e assistenza medica per le centinaia di migliaia di nuovi profughi.

I mercati energetici restano in forte tensione. Il monito su Hormuz ha frenato le speculazioni al rialzo, ma la paura di un incidente militare diretto nel Golfo mantiene i prezzi del barile instabili.

I tentativi di mediazione internazionale e le risoluzioni ONU appaiono al momento del tutto inefficaci nel rallentare l’offensiva israeliana e nel placare la retorica bellica regionale.La transizione verso un conflitto regionale aperto appare sempre più concreta, mentre la diplomazia internazionale fatica a trovare un canale di dialogo efficace tra le parti.

Giuseppe Basilico 

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Giuseppe Basilico

Giuseppe Basilico è un giornalista pubblicista collaboratore del giornale “Avanti Online”. ” Ho 49 anni vivo a Roccagorga in provincia di Latina. Ho la maturità Istituto d’Arte. Non sono un giornalista (posso definirmi un semplice pubblicista come tanti). La passione inizia attraverso i libri di Oriana Fallaci in tarda età a 45 anni. La mia formazione nasce sulla base di discussioni con la mia docente di giornalismo sulla politica Estera (proprio dalla Fallaci), se non avessi avuto i suoi libri come punto di riferimento non avrei concluso assolutamente nulla. Non avendo disponibilità economiche di frequentare corsi – uscivo da un lungo lutto di mia madre – chiesi a Bobo Craxi di domandare alla testata “Avanti! online” se ci fosse spazio per ospitarmi. Da lì iniziò questa bellissima avventura fatta di interviste e pezzi sul Medio Oriente – Ucraina e che continua con la testata PensaLibero.it. Nel 2016 incontro Cirino Pomicino a Roma in una intervista che verte sulla politica di ieri e di oggi. Credo che sia stato un segnale per annunciarmi alle testate attuali che mi ospitano”.

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