
Donald Trump ha innalzato la pressione sull’Iran ai massimi storici, minacciando una guerra su vasta scala e una totale distruzione economica della Repubblica Islamica se Teheran non capitolerà dinanzi alle richieste di Washington. Dopo i massicci bombardamenti statunitensi contro oltre 90 obiettivi militari iraniani e i recenti raid del Centcom, la strategia della Casa Bianca unisce una devastante potenza di fuoco a un ultimatum diplomatico senza precedenti.
Nonostante la firma del Memorandum di Islamabad dello scorso giugno, i ripetuti attacchi di Teheran e delle sue milizie contro le navi commerciali nello Stretto di Hormuz e le basi USA hanno spinto Trump a dichiarare superata la tregua e a esigere il “100% di concessioni” per evitare il collasso definitivo del Paese.
L’amministrazione statunitense ha messo in campo una duplice risposta operativa per piegare le resistenze dei Guardiani della Rivoluzione: Il Centcom
(è il comando militare strategico statunitense fondato nel 1983, responsabile delle operazioni in Medio Oriente, Asia Centrale e Meridionale)
ha colpito duramente centri di comando, depositi di droni, infrastrutture missilistiche e reti di comunicazione interna. Trump ha avvertito che i bombardamenti continueranno per settimane se l’Iran non cesserà le provocazioni.
Gli Stati Uniti mantengono il presidio militare assoluto sullo Stretto di Hormuz per garantire il transito sicuro delle rotte commerciali globali.
Washington ha annunciato che i danni causati dall’Iran alle imbarcazioni civili verranno risarciti attingendo direttamente ai beni finanziari iraniani bloccati negli Stati Uniti.
L’intelligence militare monitora h24 ogni sito sotterraneo (incluso il complesso di Pickaxe Mountain), con piani operativi già pronti per neutralizzarli in via definitiva.
Sul piano geopolitico ed economico, l’azione di Donald Trump punta a isolare Teheran anche colpendo i suoi partner commerciali internazionali: È in fase di adozione un blocco economico totale per tagliare l’export di greggio iraniano.
Un decreto presidenziale prevede l’applicazione di tariffe doganali del 25% verso qualsiasi Paese terzo che continui a intrattenere rapporti d’affari o transazioni commerciali con Teheran.
Oggi l’America alza la voce e mostra i muscoli nello Stretto di Hormuz. E mentre i governi europei tremano, balbettano e invocano una “moderazione” che assomiglia terribilmente alla codardia, la storia ci sbatte in faccia la sua lezione più amara: con chi non riconosce la tua stessa idea di libertà e di vita, la pace non si baratta a colpi di sconti commerciali. O si ha il coraggio di imporre la forza del diritto, o si accetta, dritti e rassegnati, il diritto della forza. Tutto il resto è solo l’ennesima, sterile recita sul palcoscenico del mondo.
Giuseppe Basilico

Lascia un commento