Mussolini, l’uomo della provvidenza, come venne definito da Papa Pio XI, fu colui che inizialmente rovinò l’Italia, in quanto stipulò con la chiesa cattolica gli sciagurati Patti Lateranensi, che segnarono la fine della laicità in un Paese che aveva completato la sua unificazione nel 1870, proprio il XX settembre con la presa di Roma, all’insegna della laicità e della lotta contro il potere temporale dei Papi.
Dopo la caduta di Mussolini e l’instaurazione della repubblica gli italiani ebbero – e sprecarono – l’opportunità di ristabilire la laicità nel Paese in quanto nel 1947, in sede di Assemblea Costituente, si votò a favore dell’Art.7 della Costituzione, che conferma la validità dei Patti Lateranensi come accordi che regolamentano i rapporti stato-chiesa.
Furono così traditi in pieno gli ideali risorgimentali ed in particolare il credo di Cavour: “libera chiesa in libero stato” – ed infatti lo stato italiano, da allora in poi, non fu mai più libero dalla chiesa!
Votarono contro l’Art.7 socialisti, repubblicani e alcuni liberali, a favore tutti gli altri partiti, inclusi, incredibilmente, i comunisti, e fu proprio il loro voto ad essere quello decisivo.
Dov’erano andate a finire le idee di Marx, soprattutto il suo “religione oppio dei popoli”?
Ed in che modo può oggi l’Italia, in un’ Europa sempre più laica, tornare ad esserlo anche lei? A quale partito deve fare riferimento?
Beh, sicuramente NON al PD, pieno zeppo com’è di catto-baciapile!
Gli unici partiti ad essere rimasti fedeli alla loro tradizione di laicità sono, oltre ad alcuni gruppi di estrema sinistra e parte dei liberali, proprio i socialdemocratici e i socialisti, cioè noi! Purtroppo oggi siamo i soli, in Italia, a tentare di tenere in vita, tra enormi difficoltà, i grandi ideali laici del nostro Risorgimento.
Enrica Rota (avantidelladomenica.it)

Lascia un commento