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Trivelle: probabile gol pesantissimo per Renzi

di Daniele Marchetti | 14 Aprile 2016

Nonostante tutto, nonostante la vigorosa campagna per il Sì attuata sia direttamente che subdolamente, attraverso la stucchevole polemica sulla non partecipazione al voto a cui non hanno voluto sottrarsi neppure influenti personalità istituzionali, o nonostante le inchieste e le dimissioni eccellenti, il verdetto del cosiddetto referendum “sulle trivelle” appare scritto. E potrebbe rivelarsi un primo pesantissimo goal per Renzi.

Dietro la scarna valenza reale del test referendario: la maggior parte delle piattaforme estrattive, infatti, godranno ancora di concessione decennali, la partita che si sta giocando dietro le trivelle appare assai interessante.

Innanzitutto i risultati. Se -come pressoché tutti gli analisti politici prevedono- il referendum fallirà per il non raggiungimento del quorum, la resa dei conti nel PD -in ballo c’è la leadership dell’antirenzismo interno- si scatenerà sui voti reali e c’è da scommettere che i “pugliesi” sostenitori del “sì” e guidati da Emiliano (nonchè D’Alema) avranno la meglio sugli “emiliani” del “no”capeggiati da Bersani e Prodi (il primo a dichiarare pubblicamente il proprio voto).

In questo scenario Renzi, oltre a stravincere -facile- il referendum, sancirà la spaccatura della minoranza interna rendendola, se possibile, ancora meno influente ma, soprattutto, costringerà i bersaniani a ripensare la loro strategia nei confronti del Premier-Segretario per non auto-consegnarsi all’insignificante marginalità di una minoranza della minoranza.

Ma il risultato referendario sembra avere un’altra accattivante implicazione. Il non raggiungimento del 50% degli aventi diritto al voto, infatti, sarà legato moltissimo al non-voto dell’elettorato di centrodestra per sua natura assai allergico alle consultazioni referendarie e, per contro, molto sensibile alle istanze che garantiscono -al di là di tutto- benessere economico alla nazione.

Di tutta la vicenda, forse quest’ultimo elemento par essere il più significativo. Il fatto che Renzi incarni sempre più il «l’idem sentire» dell’elettorato “moderato del fare” sia di centrosinistra sia, soprattutto, di centrodestra appare la prova provata dell’evoluzione a cui sta andando incontro -a piccoli passi ma inesorabilmente e, pressoché, naturalmente- il sistema politico italiano.

Le trivelle non sanciranno la nascita di alcun partito del Premier né alcun partito della Nazione, ma il fatto che Renzi intercetti sempre più la sensibilità del corpaccione dell’elettorato cosiddetto moderato -da sempre stragrande maggioranza del corpo elettorale- potrebbe essere un buon viatico per la “campagna d’ottobre” e il referendum confermativo sulle riforme costituzionali. Gli elementi ci sono tutti: semplificazione del sistema, sburocratizzazione dello Stato, stabilità del Governo e taglio di centinai di scranni parlamentari. Da sempre cavalli di battaglia della «gente» della libertà.

 

Pubblicato in : Primo pianoTag: battaglia, bersani, centrosinistra, conti, dimissioni, governo, leadership, natura, nazione, pd, prodi, referendum, renzi, riforme, sistema politico

Info Daniele Marchetti

Nato a Lucca nel gennaio 1965, sposato e padre di un furetto di nome Filippo, risiede a Firenze. Laureato in Scienze Biologiche, specializzato in Epistemologia presso l’Università degli Studi di Pisa e perfezionato in “Bioetica e Biotecnologie” all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, dal 1997 è abilitato alla professione di Biologo e dal 2003 è giornalista iscritto all’Ordine della Toscana e Direttore di alcuni periodici lucchesi. Già ricercatore presso l’Università degli studi di Firenze e titolare di una borsa di ricerca del Ministero degli Affari Esteri (bandita dall’Istituto Agronomico per l’Oltremare), nel 2000 ha pubblicato per lo Studio Editoriale Fiorentino (S.E.F.) il volume “L’Italia delle Agro-Biotecnologie”. Appassionato da sempre di politica (quella pensata più di quella “realizzata”), nel 2001 entra in Consiglio regionale della Toscana come funzionario e nel 2009 guida, con la carica di Dirigente, una Segreteria Istituzionale. Dal 2010 ha rivestito l’incarico di Responsabile dell’Ufficio stampa di un influente Gruppo consiliare.

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