• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Tremonti, forse Giulio IV

di Giuseppe Mele | 5 Ottobre 2012

Accanto a sé Giulio avrà Critica sociale di Finetti – Carluccio ed il gruppo socialista di Formica e Delbene, il che significa unire spezzoni non amalgamabili di antichi socialisti, leghisti bossiani, destri e corte dell’ex ministro delle finanze barese.

Tremonti, Giulio I, II, III, in attesa del IV Sull’Hummington Post anche Tremonti ha annunciato un Manifesto politico (ed un partito). Non è il primo. Nel 2009 un Capuzzo eccitato salutava un team d’eccezione, mix destro-sinistro, professori e parenti eccellenti, impegnati nel «Manifesto del diritto futuro» da presentare al G8. Nel gruppo Letta jr. ed i figli di Napolitano e Visentini; Guido Rossi e l’attuale ministro Grilli; tanti giuristi e  quell’ambasciatore Baldocci che si prendeva un’onorificenza francese mentre Sarkò rideva in faccia al Cavaliere. Il primo manifesto Tremonti snocciolava la norma mondiale di un codice cosmopolita kantiano, il «global legal standard» in contrapposizione al Fiscal Kompact, caccia spietata alle banche fonti di moneta cattiva, ai paradisi fiscali ed ai nuovi Templari quali Goldman Sachs & affini ed infine detax indirizzato senza mediazioni ai poveri del mondo. All’epoca Tremonti era guida finanziaria di un Paese senza crisi, membro di un esecutivo forte, trait d’union tra Lega e Pdl, esponente in Europa della maggioranza nazionale del partito di maggioranza generale. I convenuti, inclusa l’Ocse, accorrevano ed erano felici d’essere ospiti dei seminari di don Verzè al San Raffaele. I capi UE ascoltavano Tremonti tacendo mentre risuonavano tra una erre sibilante e l’altra, le teorie sui risparmi pubblici & privati, i progettati eurobond ed i rimbrotti sulle norme sui cetrioli. Il Tremonti di oggi non è più dimesso, semmai più libero. In un completo sdoppiamentico di personalità, condanna tutta una serie di azioni ascrivibili al suo operato da ministro, dai vincoli del Patto per la stabilità per gli enti locali, all’introduzione dei costi di riscatto pensionistico o alla messa a punto dell’agguerrita macchina fiscale antievasori. Mai lo Stato ha incassato più danaro che sotto di lui; i suoi eredi impallidiscono oggi che l’aumentata pressione fiscale porta all’Erario introiti minori. Per questo motivo Giulio è odiato da gran parte della sua parte politica che ha trovato sempre poca soddisfazione sul raggiungimento del bilancio attivo delle partite statali correnti. Le sinistre gli sono contrarie non accettando l’eccessivo nordismo, la sua idea particolare di Europa, i conferimenti dati a Cassa Depositi e Prestiti ed il rifiuto di patrimoniali. In tempi diversi è stato avversato dai Casini e dai Fini, che volevano poter spendere, per famiglie e forze dell’ordine. Contraddittoriamente anche la parte più liberale Pdl, la stessa che oggi fa buon viso al Monti corrente, si era sollevata, in nome dell’eccessiva tassazione, contro il Prina del Cavaliere. Una sollevazione, condivisa dai Martino e Galan con i Cicchitto e Brunetta, a difesa dell’impasse dell’estate 2011, quando il bivio per Berlusconi era tra proseguire la politica di contrasto al Fiscal Kompact franco-tedesco o salvare il governo. La resa all’impostazione europea di Draghi avrebbe condotto, con altri fattori, comunque alla caduta del governo. Oggi la rabbia antitremontiana di tanti liberali di base tra l’ingenuo ed il fazioso, prosegue, nello slancio di quell’epoca, in nome di un ipotetico statalismo, quando lo stesso Giannino si appella a interventi pubblici sui grandi mercati. Tre volte Berlusconi in difficoltà ha sacrificato Giulio, per con il senno di poi, ritrovarsi più d’accordo con lui che con i consiglieri più vicini. Per le radici Pdl di rivolta alla stagione del Britannia di Draghi e Prodi ed al sacco d’Italia dei primi ’90, è assurdo finire chine sotto il colonialismo fiscale europeo, mascherato da liberalismo globale. Il colmo è poi raggiunto dai finiani che condannano l’eccessivo liberalismo tremontiano, quello della “crescita non si fa per decreto”. Il nuovo Manifesto, “Lavoro e libertà, avanti ma insieme” non si rivolge più ai capi di stato ma agli elettori che dovrebbero sostenere il suo nuovo partito assieme alla teoria dell’”Uscita di Sicurezza”. Giulio non è però tagliato per elezioni cittadine, regionali o nazionali. I suoi manifesti e libri, aspirano a troni più grandi, almeno europei. Se Monti compila un’impostazione istituzionale europea già data ed immodificabile, il sondriese pone implicitamente il problema della necessità, per una vera democrazia europea, di veri partiti continentali. Tremonti vorrebbe portare in giro per l’Italia, cominciando il 7 ottobre da Riccione, il vecchio Manifesto, quello nuovo, le idee sviluppate in un decennio; sulla scia dei politici da camper, treno e bus, i Rutelli, i Prodi, i Veltroni, i Renzi. Idee semplici ed alate: combattere «eclissi giuridica e globalizzazione selvaggia; erigere una Bretton Woods europea con percorso contrario di quella Usa  ’44. Al contrario del dominio mondiale del dollaro, l’euro deve chiudersi in una fortezza, porre l’eurofinanza sotto stretto controllo, in un contesto di protezionismo e di intervento pubblico continentali. E’ l’idea di applicare in Europa il dirigismo economico cinese e dei Brics. Ha solo il difetto di spezzare in due l’Occidente, ponendo gli europei in rotta di collissione con gli Usa ed il loro liberismo globale. Spartitura anche chiara, che non ha chi possa suonarla. Non certo l’Europa fondamentalmente divisa, ancora dipendente dal resto del mondo sia per la difesa, che per l’energia, sia per Internet che per i flussi finanziari virtualmateriali. Senza contare che il cinismo di un nuovo dirigismo cozza con federalismo e con l’idea che l’economia abbia bisogno di coesione sociale, cioè di democrazia. Accanto a sé Giulio avrà Critica sociale di Finetti – Carluccio ed il gruppo socialista di Formica e Delbene, il che significa unire spezzoni non amalgamabili di antichi socialisti, leghisti bossiani, destri e corte dell’ex ministro delle finanze barese. L’algidità dell’uomo, lo scarso appeal popolare, i piccoli numeri di partenza cozzano con le idee Manifeste, elevate tanto quanto è grande l’autostima del tre volte ministro delle finanze del centrodestra. Il suo difetto – far passare da sprovveduti tutti gli altri, Amato, Ciampi, Prodi, Visco, Padoa Schioppa, Monti incluso Delors, tedeschi ed americani – lo farà tornare assieme al Cavaliere. I liberal applaudiranno riaccettandolo tra loro in un mix di sussidiarietà e territorio, diritto vs. mercato, di lotta al fascismo bianco ed al latifondo finanziario. Confusione sufficiente per la prossima defenestrazione. Fatto è che alla coppia Quirinale-Chigi di Prodi-Renzi e di Monti-Passera, cosa può contrapporre il centrodx. se non Berlusconi-Tremonti?

Pubblicato in : Primo pianoTag: caro alzeglio ciampi

Info Giuseppe Mele

Studi tra Bologna, Firenze e Mosca.Già attore negli ’80, giornalista dal 1990, blogger dal 2005. Consulente UE dal 1997. Sindacalista della comunicazione, già membro della commissione sociale Ces e del tavolo Cultura Digitale dell’Agid. Creatore della newsletter Contratt@innovazione dal 2010. Direttore di varie testate cartacee e on line politiche e sindacali. Ha scritto Former Russians (in russo), Letture Nansen di San Pietroburgo 2008, Dal telelavoro al Lavoro mobile, Uil 2011, Digital RenzAkt, Leolibri 2016, Renzaurazione 2018, Smartati, Goware 2020,Covid e angoscia, Solfanelli 2021, Il Male assoluto sullo schermo 2022.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti