• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Quanta debolezza dietro l’antimontismo

di Alberto Benzoni | 5 Ottobre 2012

È possibile cambiare la società in una logica di unità nazionale e cioè senza una maggioranza politicamente caratterizzata nella sua natura e nei suoi intenti?

Monti e la sinistra italiana: ovvero dichiarazioni scontate e reazioni isteriche.
Il nostro Presidente del Consiglio ha risposto a una domanda che – ci piaccia o no – gli viene continuamente posta dalla comunità internazionale. E quando diciamo comunità internazionale non parliamo dei finanzieri con il naso adunco che ossessionano, ahimè, non solo la destra populista, ma anche la sinistra parolaia, parliamo di tanti capi di stato, dei dirigenti della comunità internazionale, di Obama.
E rispondendo a questa domanda: non ha posato ad uomo del destino o a leader indispensabile, non ha patrocinato liste né si è dichiarato disposto a capeggiarle, e nemmeno ha snobbato le elezioni e l’importanza del loro responso. Ha semplicemente detto (e meno di questo non poteva dire…) che se, dopo le elezioni, in caso di difficoltà i partiti avessero optato per ricostituire una maggioranza di “unità nazionale”, lui sarebbe stato disposto a guidarla. Punto.
Un paese normale o, più esattamente, forze politiche normali avrebbero reagito in modo normale a questa notizia. L’opposizione sottolineando di essere contrarie all’ipotesi, ma per ragioni di merito, Pd e Pdl affermando che “con Monti è stato bello”, ma che dopo le elezioni erano in grado di dare corso a maggioranze politiche. Punto.
E, invece, una canea di “indignados”in nome della difesa della democrazia e delle sue prerogative. Che ne faccia parte una destra capeggiata dall’‘Unto del popolo’ è logico, seppur vergognoso, e ciò vale anche per la sinistra sfascista di Di Pietro. Ma che, a gridare insieme a loro ci siano anche Bersani e i suoi collaboratori (associati, in questo caso, con Renzi ) è francamente incomprensibile, e perciò estremamente preoccupante.
C’è, in primo luogo, la sensazione che lo stesso Bersani non sia riuscito a razionalizzare, e cioè a spiegare a sé stesso e agli altri, una scelta (quella, appunto, del governo di unità nazionale) di cui pure era stato uno degli artefici principali. La sensazione è che gli manchi la qualità essenziale di un leader, e cioè la capacità di andare controcorrente. Al posto suo, Togliatti, ma anche Brandt e Schmidt, si sarebbero assunti sino in fondo l’‘etica della responsabilità’, proprio perché erano perfettamente consapevoli che l’esercizio convinto della medesima è condizione essenziale per acquisire l’egemonia.
Ora, questa dimensione Bersani non ce l’ha. Né lo aiuta il fatto di guidare un partito che è diventato un nido di vipere all’insegna dell’autodistruzione reciproca e, se vogliamo, il fatto che in Italia la politica è oramai dominata dai media e dai sondaggisti. Non è dunque il caso di infierire su di lui, anche perché, tutto sommato, la “reazione isterica” deriva da una crisi più profonda, leggi dalla totale illeggibilità della sinistra come proposta di governo del paese.
E parliamo della sinistra parolaia, come di quella di governo. La prima inveisce, come da copione, contro il “governo della fame e della miseria”, la sua alternativa è una patrimoniale che allo stato appare poco più di un risarcimento simbolico, più il ripristino dell’art.18 e un po’ di investimenti pubblici. Poi Marchionne fa schifo, ma se il governo lo convincesse a rimanere in Italia non sarebbe male…
E questo è quanto. Perché, se poi andiamo a leggere la ‘dichiarazione d’intenti’ del Pd, siamo di fronte a una vaghezza propriamente desolante.
E, dunque, la reazione isterica di Bersani e C. è un segnale di debolezza, perché la colpa di Monti è semplicemente quella di rappresentare la verità. Di far luce, implicitamente, su di una situazione in cui la sinistra vuole essere l’alternativa, ma non dispone, almeno sino ad ora, degli strumenti (un progetto, un’alleanza) per realizzarla.
Un vuoto pneumatico. Ma che si può cominciare a riempire. Cominciando dal principio. Ricordando, in primo luogo agli italiani, che la nostra “inaffidabilità internazionale” non è un bieca invenzione dei mercati e dei crucchi, ma nemmeno una conseguenza immediata dello stato dei nostri conti pubblici. Perché riflette, nel profondo, le debolezze strutturali della nostra società e del nostro Stato: inefficienza, illegalità, corruzione, paralisi della politica, degenerazioni corporative, deriva fatale verso la stagnazione.
Ciò posto, c’è, immediatamente una seconda domanda, che non investe in alcun modo Monti, ma piuttosto la sua formula di governo. È possibile cambiare la società in una logica di unità nazionale e cioè senza una maggioranza politicamente caratterizzata nella sua natura e nei suoi intenti? Evidentemente no. E l’esperienza di quest’anno sta lì a dimostrarlo.
È su queste basi che la sinistra può rivendicare il diritto/dovere di superare l’esperienza Monti, sotto il segno del “passaggio” necessario, ma non sufficiente.
Ma, naturalmente, per farlo occorre essere credibili. Avere una visione, e puntare a cose concrete. Nel frattempo la sabbia corre irrimediabilmente nella clessidra. E alla fine del tempo consentito c’è sicuramente la catastrofe, non dico per il paese, ma sicuramente per la sinistra e la sua classe dirigente.

Pubblicato in : Primo piano

Info Alberto Benzoni

Nato nel 1935. Ha lavorato all’ufficio Studi e Internazionale dell’Iri. Nel Psi dal 1957. Vice sindaco di Roma dal 1976 al 1981. Autore di testi sulla storia del movimento socialista in Italia e, in particolare, sull’esperienza craxiana. Ha scritto anche, con la figlia Elisa, “Attentato e rappresaglia – il Pci e via Rasella” e “Le vie dell’Italia”. Si è interessato collaborando a varie riviste, di problemi di politica internazionale.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti