
“Non sa neanche parlare, neanche incuter paura: è un poveraccio qualsiasi, senza cervello e senza carisma. In più è buffo. Sto parlando di Donald Trump.”
Mercoledì 2 aprile il presidente americano Donald Trump annuncerà i cosiddetti “dazi doganali reciproci”. L’evento è in programma alle 16 locali (le 22 italiane) presso il Rose Garden della Casa Bianca, al quale parteciperà la sua amministrazione al completo. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt spiegando che “ogni Paese che ha trattato in modo scorretto gli Stati Uniti dovrebbe attendersi dazi” e sottolineando che sulle tariffe che saranno annunciate Trump si è consultato con il segretario al Tesoro Scott Bessent. “Il presidente annuncerà un piano tariffario che annullerà le pratiche sleali che hanno derubato il nostro paese per decenni. È tempo di reciprocità ed è tempo che un presidente intraprenda un cambiamento storico per fare ciò che è giusto per il popolo americano”, ha sottolineato. I dazi reciproci e quelli sulle auto andranno ad aggiungersi a quelli già introdotti, tra cui vale la pena di ricordare i dazi del 25% che gli Usa già applicano su tutte le importazioni di acciaio e alluminio, ai quali l’Ue ha risposto con tariffe del 50% su whisky americano, motociclette e motoscafi a partire da aprile, e da metà aprile ulteriori dazi su gomme da masticare, pollame, semi di soia e altri beni. E a cui il Canada ha reagito imponendo tariffe su altri 20,6 miliardi di dollari di beni importati dagli Stati Uniti. Corea del Sud, Cina e Giappone hanno tenuto domenica il loro primo dialogo economico in cinque anni, cercando di agevolare il commercio regionale per prepararsi ad arginare i dazi degli Stati Uniti. I dazi che Washington intende annunciare mercoledì riguarderanno “tutti i Paesi”, non solo quelli con i maggiori squilibri commerciali con gli Stati Uniti. Così Trump ai giornalisti a bordo dell’Air Force One, respingendo l’idea che le tariffe doganali colpiranno solo un numero ristretto di partner commerciali di Washington. “Inizieremo con tutti i Paesi e vedremo cosa succede”. L’Unione europea “risponderà senza linee rosse ai dazi del presidente Usa Donald Trump sui prodotti europei”. È quanto riferisce il quotidiano spagnolo El Paìs che cita un’alta fonte dell’Ue. “Non ci sono linee rosse nell’elenco europeo delle ritorsioni”, ha assicurato la fonte. Downing Street ha dichiarato di aspettarsi che il Regno Unito venga colpito dai nuovi dazi annunciati dal presidente Trump, nonostante la speranza di ottenere un’esenzione. Lo riportano i media britannici. Downing Street ha dichiarato che i funzionari continueranno i colloqui con gli Stati Uniti “finché ci sarà la possibilità di raggiungere un accordo”, dopo che le previsioni hanno indicato che un aumento dei dazi del 20% sulle merci e i servizi britannici ridurrebbe il Pil del Regno Unito dell’1% e costringerebbe a un aumento delle tasse questo autunno. L’Ucraina e gli Stati Uniti stanno lavorando a una bozza di accordo sulle risorse del sottosuolo “ma non c’è alcuna questione Nato”. Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha risposto al presidente Usa Donald Trump che nei giorni scorsi aveva affermato che Kiev vuole firmare un accordo con gli Stati Uniti per ottenere l’adesione alla Nato.
“Per quanto riguarda questo accordo e la questione della Nato, non c’è alcuna questione Nato in questo accord”, ha sottolineato Zelensky. Russia e Stati Uniti stanno preparando un nuovo incontro “per eliminare gli elementi di disturbo nelle relazioni bilaterali e normalizzare i contatti”. Lo ha detto ai giornalisti il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, citato dall’agenzia Interfax. Il ministro ha spiegato che Mosca e Washington, con l’approvazione dei presidenti dei due Paesi, stanno lavorando sul tema dell'”eliminazione dei cosiddetti fattori irritanti che interferiscono seriamente con il lavoro” delle ambasciate in entrambe le capitali. Donald Trump è frustrato con “i leader di entrambe le parti”: lo ha detto la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt rispondendo ad una domanda sui negoziati per la tregua e la pace in Ucraina. La Russia verrà inserita al livello più alto di un nuovo sistema di registrazione delle “influenze straniere” creato dal governo laburista britannico. Lo ha annunciato in Parlamento Dan Jarvis, numero due del ministero dell’Interno nell’esecutivo di Keir Starmer, secondo cui chiunque svolga attività nel Regno Unito per conto di Mosca dovrà registrarsi se non vuole incorrere in pene che prevedono fino a cinque anni di carcere. “La Russia rappresenta una grave minaccia per la sicurezza nazionale del Regno Unito”, ha dichiarato Jarvis alla Camera dei Comuni. “La cooperazione tra Russia e Cina non è mai rivolta contro terze parti e non è suscettibile di interferenze esterne”: lo ha dichiarato il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, incontrando a Mosca il presidente russo Vladimir Putin. Eseguiscono gli ordini e basta; l’obbedienza cieca e assoluta a chi ha un grado superiore è l’unico concetto che occupi il loro cervello.
Giuseppe Basilico

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