
Il 27 ottobre Israele vota. È la prima elezione nazionale dopo il 7 ottobre 2023 e arriva a scadenza naturale della legislatura, cosa che non accadeva dal 1988. Dei 531 sondaggi pubblicati dal giorno dell’attacco, solo 88 danno la maggioranza alla coalizione di Netanyahu. Il principale sfidante è l’ex capo di stato maggiore Gadi Eisenkot.
Questa settimana Haaretz ha anticipato il contenuto di Hostages: 843 Days of Abandonment, il libro dei giornalisti Shlomi Eldar e Ruth Yuval. Secondo il libro, a inizio settembre 2023, dopo lo stallo del negoziato sui corpi di Hadar Goldin e Oron Shaul, Yahya Sinwar, capo di Hamas a Gaza, contatta un esponente di Fatah. Gli chiede di riferire agli israeliani che, se il negoziato non va avanti, Hamas ha pronta per Israele una grande sorpresa, e usa la parola araba zilzal, terremoto. L’uomo di Fatah passa l’avvertimento a un suo contatto che oggi è consigliere del presidente emiratino Mohammed bin Zayed. Il 15 settembre il capo dello Shin Bet Ronen Bar riceve l’informazione e la porta a Netanyahu. Una decina di giorni dopo, sempre secondo il libro, bin Zayed telefona al premier su un canale riservato. Netanyahu gli risponde che a Gaza Israele è pronto e non riferisce la conversazione né al capo di stato maggiore Herzi Halevi, né a Bar, né al capo del Mossad David Barnea.
L’ufficio del primo ministro nega che la telefonata sia avvenuta. Bar e Halevi dichiarano di non essere mai stati informati di un avvertimento emiratino. Gli Emirati non commentano e non smentiscono. L’ex premier Naftali Bennett sostiene che la notizia è vera. Gli autori dicono di avere registrazioni e documenti. A oggi la telefonata resta un’accusa documentata dagli autori e contestata dal governo.
Altri fatti sono accertati. Per anni Israele ha consentito il trasferimento di denaro del Qatar a Gaza. Nel settembre 2023, poche settimane prima dell’attacco, Barnea andò a Doha e, su indicazione del governo, confermò che i pagamenti dovevano proseguire, come ha ricostruito il New York Times. Barnea e Bar si erano opposti a quei fondi. Nel rapporto sulle proprie responsabilità, pubblicato nel marzo 2025, lo Shin Bet indica tra le cause dell’attacco la politica di benefici economici a Gaza seguita tra il 2018 e il 2021.
Lo stesso rapporto elenca gli errori interni. Il piano d’attacco di Hamas, noto come “Muro di Gerico”, era arrivato all’agenzia nel 2018 e nel 2022 senza diventare uno scenario di riferimento. La rete di informatori a Gaza era indebolita da un’operazione fallita nel 2018. La notte del 6 ottobre si attivarono 45 SIM israeliane in mano ai miliziani. Attivazioni simili, 38 nell’ottobre 2022 e 37 nell’aprile 2023, non erano state seguite da attacchi, e il segnale fu sottovalutato. Alle 3:03 lo Shin Bet inviò un avviso a esercito, polizia e Consiglio di sicurezza nazionale, senza indicazioni sulla portata o sui tempi dell’offensiva. Nel maggio 2025 Israele ha arrestato una fonte dello Shin Bet a Gaza, un quadro intermedio di Hamas, che quella notte aveva assicurato al suo referente che non c’era alcuna preparazione offensiva.
L’inchiesta militare sul festival Nova ha accertato che l’esercito autorizzò l’evento due giorni prima, a quattro chilometri dal confine, e che i reparti schierati nella zona non ne furono informati. Tra i ragazzi del festival e le forze di sicurezza intervenute nell’area i morti furono 378, e 44 persone furono portate a Gaza.
Tre anni dopo non esiste una commissione d’inchiesta statale sul 7 ottobre, che le famiglie delle vittime chiedono e il governo ha finora respinto. Eisenkot si è impegnato a istituirla se vincerà. Tre collaboratori dell’ufficio del premier, Jonatan Urich, Eli Feldstein e Yisrael Einhorn, sono indagati nel cosiddetto Qatargate, con l’accusa di aver ricevuto denaro per promuovere l’immagine del Qatar durante la guerra. Il Consiglio d’Ottobre, che riunisce familiari e sopravvissuti, ha pubblicato ad agosto un rapporto secondo cui Hamas non è stato disarmato e continua a riorganizzarsi.
In Italia, mercoledì, in piazza Montecitorio circa trecento sigle hanno manifestato contro il disegno di legge sull’antisemitismo in discussione alla Camera. Nel presidio sono comparse bandiere di Hamas e Hezbollah. Il 16 maggio, al corteo nazionale per la Palestina a Milano, c’erano bandiere di Hezbollah e della Repubblica islamica iraniana. Nel novembre 2024, alla manifestazione nazionale di Roma, le bandiere di Hamas e Hezbollah comparvero insieme a vetrine infrante e petardi lanciati contro la polizia. Hamas è l’organizzazione che il 7 ottobre 2023 ha ucciso circa 1.200 persone in Israele, in gran parte civili, e ne ha rapite 251.
Domani sera comincia Rosh Hashanah 5787, il 20 settembre sarà Kippur. È il terzo capodanno ebraico da quando è cominciata la guerra. Lo scontro con l’Iran è in corso dal 28 febbraio, in Libano gli attacchi proseguono nonostante la tregua di aprile, a Gaza la crisi degli ostaggi si è chiusa nell’ottobre 2025 ma i raid continuano.
Nonostante tutto, Am Israel Chai.
Nico Kir

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