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TRA SISTEMA PAESE E SISTEMI ELETTORALI

La vivacità della discussione prende corpo attraverso i meccanismi esplorativi di una nuova legge elettorale teoricamente in grado di modificare gli attuali equilibri politici. Di Angelo Giubileo

di Angelo Giubileo | 25 Settembre 2011

Forse ci siamo, nel senso che la discussione politica riprende finalmente, dopo circa tre anni di vaneggiamenti linguistici in un “gioco” (Wittgenstein) che ha prodotto quale unico risultato l’arretramento del paese sul piano non solo politico ma prima ancora culturale e socio-economico.
La vivacità della discussione prende corpo attraverso i meccanismi esplorativi di una nuova legge elettorale teoricamente in grado di modificare gli attuali equilibri politici di maggioranza e opposizione realmente presenti nel paese.
Nel centrodestra, il confronto avviene tra le forze maggioritarie di governo, che avvertono sensibilmente la difficoltà di risultare vincitrici anche alle prossime elezioni politiche nazionali, e il cosiddetto terzo polo, in pratica l’Udc di Casini, che vorrebbe ritornare ad un sistema elettorale piuttosto di tipo proporzionale.
Nel centrosinistra, dopo un lungo e inutile corteggiamento operato nei confronti dei vari esponenti dello stesso terzo polo – ricordiamo brevemente: prima l’alleanza organica con l’Api di Rutelli, poi il tentativo di convergenze programmatiche con Fli e Udc -, sembra ora farsi definitivamente strada un’alleanza tra le diverse forze che, sia detto chiaramente, molto sembra avere a che fare con il “vecchio” Ulivo di prodiana memoria. Nel qual caso, c’è innanzitutto da augurarsi che almeno si tragga insegnamento dagli errori gravi in gran parte commessi.
Il confronto che si manifesta nell’ambito dell’area di centrodestra appare senz’altro interessante, laddove in particolare le istanze maggioritarie di Pdl e Lega Nord si confrontano con le istanze dei cattolici moderati di Casini. A tale proposito, amplierei l’orizzonte del dibattito ricollocandolo nell’ambito di uno spazio temporale molto più vasto, che comprende i confini della prima-repubblica, e si sostanzia nel confronto tra istanze di rinnovamento da un lato ed esigenze di consolidamento dall’altro di un blocco conservatore, basato su accordi compromissori, che in buona sostanza continua a indirizzare le sorti del nostro paese ben oltre la caduta del regime fascista.
Il tentativo, in buona parte fallito, del primo-Berlusconi sembrava orientato nel giusto verso e senz’altro un sia pur minimo risultato l’ha anche ottenuto, quello cioè di pretendere lo schieramento delle forze politiche su fronti contrapposti. Non è stato il sistema maggioritario a creare la paralisi ed alimentare divisioni, o come altri sostengono a creare divisioni e ad alimentare la paralisi, e questo lo sanno bene la gran parte dei paesi evoluti dell’occidente; è stato piuttosto il tentativo, incompleto, di realizzare la transizione dal sistema fascista ad un sistema democratico-liberale, efficiente e quindi compiuto, di alternanza politica.

Angelo Giubileo

Pubblicato in : Primo piano

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Maurizio Sarti

    26 Settembre 2011 alle 08:32

    Caro Angelo,
    condivido quanto tu affermi circa la mancanza di collegamento tra maggioritario e paralisi politica. Se dovessimo, infatti, consegnare le sorti del paese al sistema elettorale dovremmo ammettere un default politico senza precedenti. Consentimi, però, di formulare alcune osservazioni al tuo contributo: la prima, vorrei tanto che il momento che abbiamo vissuto e stiamo vivendo sia animato dalla ferma volontà di transitare ad un “sistema democratico-liberale, efficiente e quindi compiuto, di alternanza politica”, purtroppo se questo non è avvenuto o, per essere ottimisti, non è ancora avvenuto, è dovuto essenzialmente a quasta politica che non riesce ad uscire dal buco della caccia all’ultimo voto e perde di vista quella complessità e quella visione di prospettiva che una politica con la “P” maiuscola dovrebbe avere; e, qui, arrivo alla seconda considerazione, non basta che Berlusconi si dimetta, nè che questo governo vada a casa, nè ancora che si torni rapidamente alle urne, o meglio, va bene tutto a patto che si formi una maggioranza che sfidi se stessa e le piccole e grandi corporazioni di questo paese e si adoperi per rimettere in piedi questo paese.
    Il premio per un lavoro ben fatto sarebbe la sconfitta alle elezioni seguenti ma, anche, lo’aver dato all’Italia e agli italiano la possibilità di riscatto.
    Un abbraccio
    Maurizio

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