A noi italiani va riconosciuto un grande merito: nei momenti di crisi, riusciamo a dare il peggio di noi, il che produce l’eclatante risultato di spiazzare chiunque, al di fuori dei nostri confini – alquanto incerti persino geograficamente, stante la presenza mitologica della Padania, che non esiste ma che e’ tuttavia percorribile in bicicletta – intenda trovare una qualche ragionevole unita’ di misura della nostra attuale situazione.
Se la solidità dei titoli di stato si misurasse nel distacco – ma chiamiamolo spread, un suono pericolosamente simile ad una pernacchia che pare proprio somigliarci tanto – tra rigore e cialtronaggine, non ce ne sarebbe per nessuno, domineremmo i mercati in lungo ed in largo e le Agenzie di rating sarebbero costrette a riesumare antichi alfabeti ormai in disuso per valutare le nostre performances, perché la tripla A e’ roba da poveri tedescucci noiosi fino all’economia di se stessi mentre noi siamo meravigliosamente prodighi del nostro italico genio e non ci tratteniamo da farne dono al mondo ogni giorno della nostra avventurosa ed immaginifica vita.
Perbacco, siamo riusciti a smentire persino quello spettinato di Einstein: la sua precisina formuletta della relatività, tanto teutonica nella sua pretesa di stabilire un limite persino alla velocità della luce, e’ stata presa di infilata da scie di italici neutrini vaganti sotto il Gran Sasso – in un tunnel imprecisato sotto i piedi degli abruzzesi, dice la Gelmini che, presa dall’entusiasmo della scoperta, ha la’ per la’ inventato un altro non-luogo, che insomma mica c’e’solo la Padania a questo mondo e noi del Pdl rivendichiamo la stessa fantasia di Bossi, tie’.
E la cosa più straordinaria, quella che sintetizza perfettamente la nostra natura di spericolati inventori, sta tutta nella dichiarazione degli autori della scoperta scientifica del secolo: stavamo cercando un’altra cosa. Proprio come Berlusconi quando telefona e non sa mai chi gli risponde: pensa di parlare con la Merkel, invece e’ una escort barese – il cui accento, diciamolo, avrebbe pur dovuto metterlo sull’avviso – e poi si creano incidenti diplomatici a causa di apprezzamenti giusti fatti alla persona sbagliata. O viceversa, che non si e’ ancora capito bene chi parla con chi, l’unica certezza e’ l’argomento trattato. Sempre quello.
Ma il vero colpo d’ala, quello che ci ha definitivamente sollevati dalla cupa mediocrità delle democrazie mature per elevarci nel sempiterno Olimpo dei cazzari, che mai come in questi tempi di crisi ha conosciuto tanto splendore grazie a noi, e’ quello che ha messo a punto un sorprendente sistema di soluzione dei problemi altrui, che a farci i casi degli altri noi siamo imbattibili: l’outing per interposta persona. Trattasi di mirabile trovata a mezzo Internet con la quale anonimi benefattori, mossi da autentica pietà per coloro che tergiversano da sempre sulle loro abitudini sessuali, sospesi drammaticamente fra “l’accudimento dei trans” – copyright Marrazzo – e quello della mamma-moglie-amica-amante, hanno reso nota finalmente, e senza uno straccio di prova, la lista definitiva dei buoni e dei cattivi, con l’ammirevole intento di promuovere quella parità dei diritti che in realtà non siamo in grado di garantire neanche a quel bene comune chiamato buonsenso.
Una trovata di una scempiaggine mirabile, aggravata, nella nostra migliore tradizione, dal campionario di variegate repliche che ha suscitato – pseudo spiritose, pseudo istituzionali, pseudo sportive, soprattutto pseudo in senso lato – senza lasciare altra eco se non quella di un fastidio ormai intollerabile verso le umane miserie di un paese senza più vergogna di se’ e dunque destinato a produrre solo scorie impossibili da smaltire.
A corollario di tanto scialo intellettuale, e’ arrivata la rissa mediatica fra Emilio Fede e Niky Vendola, uno dei più bassi esempi di scazzo fra comari inacidite mai prodotto a memoria d’uomo: il frasario volgare e triviale di un ometto anziano ancora preso da tardivi e deliranti rigurgiti di machismo veteroitalico, contro il frigido giustizialismo di chi accusa un indagato – non ancora condannato, quindi – facendo mostra del proprio inesistente concetto di garantismo. Altro che outing, e’ stata una autentica debacle per entrambi.
E saremo pure i più fighi del pianeta, e forse anche dell’universo, ma intanto i Poors, col nome che si ritrovano, invece di chiederci l’elemosina chissà perché ci declassano, e persino i satelliti impazziti cambiano rotta all’ultimo momento e vanno a cadere dall’altra parte del mondo, in Canada, paese civile e financo noioso, dove la gente e’ ancora curiosamente convinta che tutto sommato il caro vecchio Einstein avesse ragione quando diceva: e’ più facile scindere un atomo che abbattere un pregiudizio.
ChiBo

Aggiungo che quando si parla di economia, di crisi, di guga all’estero, l’omofobia italica é la causa di gravi perdite per il settore turistico! Ne faccio le spese ogni qualvolta faccio un salto in Italia con amici stranieri! Il “sistema” Italia sui locali gay, sulla vita notturna, sui luoghi di incontro é indecoroso di un Paese civile! L’Italia é “zappata” fatta fuori dalle mappe preferite dal turismo gay, ed é un peccato vista l’unicità artistica del nostro Paese! Ma é cosi! Una vergogna! Il sindaco di Berlino parla della sua città dicendo “Siamo poveri, ma sexy”, ed in effetti in queste città i gay vanno, da tutto il mondo, e spendono e spandono con un successo per l’alberghiero, per i ristoranti, e tutti gli altri locali considerevole!
L’accoglienza del gay a Milano o Roma é basata sul pizzo della Uno Card, imposta per poter accedere in qualsiasi locale per la comunità gay! E i turisti, magari di passaggio 3 giorni, non vogliono pagare questa card (ingiusto e solo in Italia) e non ci ritornano piu’!
Ecco, questo fa perdere soldi all’Italia.
Chiara, hai ragione, credo pero’ che sia sbagliato considerare il coming out, o la semplice accettazione una “scelta personale”, io scelgo quale jeans indossare, come tagliare i miei capelli, quale profumo mettere, quale partito votare e cosa ordino al ristorante queste sono scelte personali, ma se permetti la consapevolezza di quello che si é, con cio’ che poi ne deriva, é semplicemente maturità, il nasconderlo e camuffarlo per una vita diventa patologico, non é sano in ogni caso! Chi fa politica deve essere aperto verso il mondo e non avere paura di esprimersi per quello che é!
Cosa puo’ inventare un ministro che deve fare leggi per la scuola, o riformare la giustizia, o per altri mille motivi se non ha la mente libera da pregiudizi anche verso se stesso?
Ieri sera il ministro Alain Juppé ha partecipato ad una lunga intervista su France2 e da uomo di destra, ma al passo coi tempi, ha riconosciuto che bisogna mettere “les pendules à l’heure” per il matrimonio omosessuale e che lui é favorevole al fatto che la Francia persegua questa strada. Quindi ci saranno degli avanzamenti ulteriori con la prossima legislatura, sia che vinca la gauche che la droite.
Puccio, non ti smentisci mai, continui a fare figure meschine, ma evidentemente é una tua “scelta” anche questa! Par contre, l’offesa, te l’ho già detto, verso il sottoscritto, quella là devi smetterla altrimenti ti querelo, ho avvocato in Italia e in Francia, che sia chiaro, non devi permetterti piu’ di chiamarmi al femminile perché é lesivo del mio genere maschile! Conservo copie di ogni tuo messaggio, attento a non sorpassare la linea del
sopportabile. Prendi queste parole come un avvertimento, non minaccio, ma avverto calmamente, a buon intenditor, poche parole.
Paolo: hai perfettamente ragione, ma ribadisco che non si può comunque entrare nelle scelte personali. L’ipocrisia del politico mascherato da “normale” la si punisce a monte, non votando i partiti – che peraltro hanno molto più potere del singolo esponente – che appoggiano politiche omofone. Mi pare una strategia molto più efficace.
Puccio: questa rubrica non ha alcuna necessita’ di cambiare nome, poiché esprime nient’altro che le opinioni di chi la scrive e la firma. Diversamente da te, io ritengo che non esistano cittadini “diversi” rispetto alla loro tendenza sessuale e, da laica, credo che una democrazia che voglia dirsi tale debba garantire a tutti gli stessi diritti. Nessuno vuole imporre nulla, qui si tratta di riconoscere le stesse tutele a tutti. Per questo la soluzione francese dei Pacs e’ la migliore.
L’ angolo di Chi-Bo meriterebbe una nuova intitolazione ,viste le occasioni non perse da Paolo Francia per propagandare le proprie tendenze. Le quali ,da esperienza affatto personale , vengono così estese a compendio di tutte le virtù . Infatti in Francia (intendendo Paese ,o Nazione ), a suo dire , vengono considerate tali ! Complimenti ! Ma a me ( ed a molti altri depravati ), di simili virtuose esperienze interessa veramente il giusto . Notate una cosa : di qualsiasi argomento si tratti inizialmente ,dopo le riflessioni di Paulette nostra (peraltro avversa a cambiare appellativo ), una sola domanda frulla nelle menti del lettore…”ma di che cosa stavamo parlando?”. Di spread ,o di comari inacidite ,di Francia ,Europa ,Italia o di turismo sessuale ? Ah ,si , delle esperienze sessuali di qualcuno…bene ,facciamoci una cultura !
Purtroppo Chiara i colpi bassi e vili che si portano ogni giorno in Italia contro gli omosessuali non esclude, dall’altro lato, altri colpi bassi e dolorosi, in guerra non possiamo continuare a rispondere con il minuetto di Boccherini, io l’altra guancia non la porgo! Ho subito e sofferto il ricatto vile e le telefonate anonime quando ero studente, non dichiarato né agli altri, né a me stesso, so cosa voglia dire! Ma ero un ragazzo di 18 anni senza esperienza, eppure ne sono uscito rafforzato e a testa alta, coloro che facevano questi gesti sono dei poveri individui che hanno avuto un’esistenza trista e grigia e che ricordo con compassione, forse poi si trattava solo di invidia professionale. Diverso il discorso per un politico che gestisce una regione o che fa il ministro e che ha superato la sessantina e che non dovrebbe sconvolgersi piu’ di tanto e che invece dovrebbere prendere la palla al balzo e fare coming-out, unico modo per far tacere per sempre le dilazioni, le voci di corridoio, tutto questo armamentario vecchio del ricatto per la cosa piu’ bella del mondo, l’amore per se stessi, per cosa si é e per chi si ama. Altrimenti mi parli di omuncoli senza palle né fibra ai quali non concedo neppure il minimo barlume del rispetto!
Paolo, ribadisco il concetto: sono perfettamente d’accordo con te sul fatto che ognuno dovrebbe presentarsi per ciò che e’ soprattutto se ricopre un ruolo pubblico, ma questo implica un senso di responsabilità personale che non si può ne’ imporre ne’ indurre. Non votiamo i PARTITI che sostengono l’ omofobia, portiamo avanti una battaglia di principi e di idee, ma non scendiamo mai al basso ricatto. Questo, Paolo, renderebbe anche il miglior risultato molto amaro, credimi.
La delazione, Chiara, esiste in Italia dove essere gay e rivendicarlo é peggio che dichiarare di avere un cancro! Dove ci sono leggi che tutelano le unioni gay la dilazione sai dove possono mettersela….La dilazione, l’ho già detto, é grave quando investe persone che non hanno a che fare con la politica, solo per vendetta o cattiveria, ma questi comportamenti hanno terreno fertile in Italia, perché essa é retrograda e fuori dal tempo!
Invece, in Italia, la dilazione per i politici gay e omofobi assieme, é cosa sana e giusta!
Non si puo’ sparare cazzate alla gente quando si rivestono cariche pubbliche, perché niente poi di queste persona risulta piu’ credibile!
Quanto alla causa gay in Italia, non é certo la delazione che fa il gioco contrario, ormai é un tanto al kg! I gay italiani, ancora per chissà quanti decenni, saranno il fanalino di coda rispetto ad altri che hanno la fortuna di andarsene via, questo é il problema!
Le etichette non ci combinano niente, ma io un politico che non assume la propria sessualità e , di piu’, istiga all’omofobia, scusami, ma non lo voto, non é degno di essere votato!
Nel governo Sarkozy ci sono ministri o sottosegretari gay che vengono invitati coi rispettivi compagni dal Presidente delle Repubblica, da noi siamo ancora alla “dilazione”?!? Ma per favore…..
Quanto al garantismo e al giustizialismo, andavano bene quando non c’erano le intercettazioni telefoniche, cosa vuoi giustiziare o garantire quando le conversazioni parlano da sole?!? Chi si sputtana a quei livelli con telefonate che appaiono poi sui giornali, non ha bisogno di clemenza, né di garantismo, é già colpevole prima che il giudice si decida a considerarne il caso!
In un mondo dominato da secoli dal mascio macho eterosessuale, é importante che anche le donne o i gay possano ambire a posizioni di primo piano, ovviamente con le stesse competenze, ma vanno favoriti se le competenze sono le stesse, cosi si cambia il mondo.
Errata corrige: riconoscimento dei diritti – giusta rivendicazione.
Caro Paolo, mi leggi da anni e sai benissimo che mi sono sempre battuta per il rivo so ime to’ dei diritti delle coppie di fatto, etero e omosessuali, dunque su questo non torno sopra. Certo che la “segretezza” e’ sbagliata, ma ammetterai che anche la delazione lo e’, rappresenta l’altra faccia di una medaglia che non risolve il problema ma semmai lo aggrava. Le battaglie per i principi si fanno con correttezza, chiarezza ed a viso aperto. Se si sceglie la via del colpo basso, si ottiene solo di svilire la motivazione di una visita rivendicazione, facendo così il gioco di chi invece desidera affossarla. Un’ultima cosa: Vendola ha sbagliato, perché apostrofando pubblicamente Fede come venditore di droga e di escort ha dato per acquisito l’esito di una vicenda giudiziaria tuttora in corso, scegliendo quindi la via del gisutizialismo becero e negando il garantismo, quello che pero’ rivendica per i suoi collaboratori – e sono troppi – finiti sotto inchiesta. E aggiungo: così come NON voterei una donna per il solo fattonche sia donna, così NON voterei un gay per il solo fatto che sia gay. A me interessano le idee, non le etichette.
Purtroppo Chiara la strada da percorrere é lunga e tutta in salita! Ho già parlato in precedenza a cosa porti la negazione di se stessi, la lista di questi dieci poveri politici (poveri umanamente) non é pero’ condannabile a mio avviso, ma é una sveglia in un’ Italia sorda, muta e cieca!
Finché l’Italia, tra le altre sue rovine e manchevolezze, non smetterà di essere sessuofoba, esisteranno sempre altri casi “Marrazzo”, altre liste di gay “velati” come si dice, e via dicendo! Gli uni e gli altri (i “velati” e gli accusatori) frutto del pensiero italico sessuofobo, é là il problema!
Trovo che un richiamo alla realtà e una sonora sveglia non siano pero’ condannabili! Se lo sarebbe per un comune mortale, non lo é affatto per un politico che sceglie di essere PUBBLICO, di occuparsi dell’educazione dei giovani, dei programmi scolastici, di “dare l’esempio”, di educare la gente che non fa politica al rispetto dell’altro in ogni sua forma, religiosa, sessuale, razziale, di provenienza!
Cara mia, a me la storia del gay come “fatto privato” fa venire i brividi, perché da questa storia nascono i diritti negati, i ricatti, le paure, il nascondersi e finché non si spezza questa catena malsana di spettegolezzi, l’Italia non sarà mai un paese evoluto!
Vedere tra questa lista di politici accusati non di essere gay, ma di nasconderlo, la dice lunga sulla loro vocazione poi a dire la verità su altri argomenti, su soldi illeciti, su cose fatte senza onestà! La “glasnost” di cui si parlava tanto é cosa morta?!? Come si puo’ accettare che un politico aizzi el folle beote contro i diritti dei gay, se lui stesso lo é, ma evidentemente non ancora maturo per dirselo e dirlo?!? Non ci interessa la posizione kamasutra di questo o quel politico, ma ci interessa sapere CHI sono le persone che si votano, quale rapporto abbiano con la loro vita e quindi anche con la propria sessualità, ci piacciono le persone sane di mente e di corpo che non negano, come politici, il loro essere per pavidità, per non rischiare di perdere avanzamenti politici, ma ci interessano gli uomini veri, quelli con le palle, quelli come il sindaco di Parigi o come un Vendola che ha risposto a Fede, in un battibecco che quest’ultimo ha aizzato, “Meglio gay che porco”, e non c’é bisogno di aspettare il giudizio di un tribunale per sapere chi é il porco e chi il gay!
Addirittura! E’ proprio il caso di dire: omly the brave…
non buttiamoci tanto giù, tutti ci invidiano l’angolo di chi.bo. !