
La politica è oramai una performance teatrale, una farsa con finale che rischia di trasformare il sorriso in tragedia.
Sempre più complesso anche fare ironia, perché si può ironizzare su un contenuto non su un vuoto o peggio su un esito drammatico.
Oramai il politico è un attore guidato da un responsabile marketing che in base a sondaggi giornalieri detta un copione che ricalca esattamente quello che la sua parte politica vuole sentirsi dire sul tema o problema del momento.
Il copione è una balla colossale? Non ha nessuna importanza, ha soddisfatto gli spettatori come il bel finale di un film.
Vogliamo fare l’elenco delle promesse fatte dalla nostra classe dirigente? Ci vorrebbe un tomo più lungo dell’Antico Testamento.
Legge Fornero al rogo, in pensione a quota 101 in caso contrario siete autorizzati a spernacchiarmi: è ancora là che naviga tra un ponte faraonico che collega due regioni con drammatici problemi idrogeologici, una viabilità stradale da gincana, una rete ferroviaria antidiluviana, un Vannacci che gli ruba la scena a destra e la voglia di tornare a fare il gioco che più gli piace, il Ministro dell’interno. Programmazione e lungimiranza zero. Vale l’oggi, anzi sulla scia dell’oscar internazionale della recita parapolitica mancato nobel per la pace, vale l’ora se non il minuto.
L’equilibrista, pompa alla mano, che appena mette piede al governo promette di far sparire le accise sulla benzina, poi piano “Mattei” per fermare le migrazioni all’origine (ma manca il cervello Enrico Mattei ), ora è colpa dei comunisti, dei giudici comunisti e vai con una riforma che non cambierà di un secondo la durata dei processi, colpa dei black bloc sostenuti dai sporchi comunisti del PD (ma se sono tutti democristiani!!!).
Pensavo fra me e me che si trattasse di destra sociale, che avrebbe avuto una visione sul futuro del nostro Paese non solo legato al controllo del potere, ma anche ad uno sviluppo economico forte, guidato dallo Stato.
Invece stiamo rincorrendo l’affarista con ciuffo ex biondo, quello che ci considera parassiti se siamo contro, leccaculo se siamo a favore, mandiamo Ponzio Pilato al meeting per la ricostruzione di Gaza, nuova Las Vegas, dove i legittimi abitanti conteranno meno di zero.
Stiamo perdendo un treno unico, unire l’Europa seria, farla diventare la prima potenza civile, culturale, economica e militare del mondo. Non serve un genio: basta fare la sommatoria dei PIL e pensare allo sviluppo anche in chiave Italiana.
Compriamo le armi dagli Stati Uniti? Ce le costruiamo. Abbiamo i migliori ingegneri e i migliori operai del mondo, l’industria dell’ automobile azzerata da scelte industriali censurabili, pura finanza speculativa.
Abbiamo dato miliardi a questa gente, ce le riprendiamo, le riconvertiamo con un piano industriale decennale e progettiamo e costruiamo droni, aerei, armi difensive del futuro che gli altri si sognano. Chi ha la nostra creatività al mondo. Ci rimettiamo a fare elettronica, quella odierna è preso vita in Olivetti. Paghiamo il giusto i nostri tecnici che lavorano nella Silicon Valley, a Shenzhen, li ho visti in azione di persona. Geni Italiani.
Questo, pur detto in quattro parole, è un piano “Mattei” che mi aspetto, non lagne e piagnistei. Un gestione seria della migrazione, che come mi diceva il lungimirante intelligentissimo Gianni De Michelis quando ero un ragazzo: “Fiorenzo è un fenomeno epocale che sta per arrivare, nessuno fermerà, ma si potrà gestire a nostro favore”. Era il lontano 1986, quarant’anni fa e questi devono ancora capirlo. Non è con la soluzione semplice alla mancato nobel per la pace che si risolve questo problema, non a fucilate e lager.
Questo lo ha capito Merz e sono convinto che riporterà la Germania alla vetta, sperando che poi non frani nei tragici errori del secolo scorso. Unirsi a quel piano con il gruppo dei fondatori della CEE, trovando una giusta mediazione significa vittoria, sfaldarsi trattando dazi, contro dazi con suprematisti e affaristi con l’atomica porta a sicura sconfitta.
Certo costruire una nuova Europa è difficile, ma in tutto ciò dove sta il centro sinistra: spiace doverlo ammettere, ma non c’è proprio. La segretaria del PD più urla e meno si sente, parla sempre contro, metta in campo dei programmi seri. Figurati.
Conte, sarà in vacanza? Fratoianni & C.: sono impegnati dal parrucchiere, il capello bianco da quelle parti non piace.
Ci sarebbe un vero stratega politico, quello che ha ispirato le quattro mosse che hanno salvato negli ultimi anni l’Italia da chine molto pericolose e lo scrivo a denti stretti : Matteo Renzi. Purtroppo un ego gigantesco lo ha rovinato. Tutti gli riconoscono l’intelligenza, ma si è guadagnato sul campo una solida antipatia. Altre figure autorevoli? Stefano Bonaccini: scomparso, credo ad hoc, in Europa. Se c’è batta un colpo, ma forte stavolta.
Noi socialisti: sarebbe ora di mettere fine ad una diaspora insensata, ma non per fare un partitino, ma per esserci al posto giusto contando. Anno dopo anno la persone hanno capito che l’ultimo vero leader politico Italiano è stato Bettino Craxi. La storia riletta sta facendo giustizia, anche nei media di grande visibilità, con analisi di storici seri ed autorevoli. Continuano le cenette delle varie ex correntine locali ed invece questo sarebbe il momento giusto per ridare vita ad un partito che è sempre stato antifascista e anticomunista, che ha sempre combattuto per una società equilibrata, dove la classe media possa vivere e dare vita al mercato interno, gli ultimi siano aiutati a rialzarsi, non con i navigator, con dei professionisti preparati ecc.. Potrebbe accadere se lo vogliamo, la storia in questo momento ci aiuta: Matteotti, Pertini, Craxi. Le loro biografie sono molto seguite dai giovani impegnati.
Fiorenzo Da Ros

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