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Tolta la targa che ricordava Saragat e la nascita del PSDI

Si conferma la volontà pervicace e ottusa di cancellare dalla nostra storia la memoria laica, liberale e socialista. Pensalibero inviterà a protestare con il ministro Rutelli.

di Pensalibero | 30 Dicembre 2006

E’ ancora nella prima pagina di Pensalibero quanto avevamo scritto a proposito delle polemiche sorte dopo l’intitolazione di una via di Hammamet a Bettino Craxi. Cioè dell’uso di parte che viene fatto persino della toponomastica per rimuovere persino la memoria dei grandi leaders laici, liberali e socialisti, soprattutto se scomodi perché testimonianza degli errori e ritardi della sinistra italiana. Avevamo fatto l’esempio di Giuseppe Saragat, l’esponente più rappresentativo del socialismo democratico, liberale, libertario, moderno. Che è quasi totalmente ignorato, nonostante sia stato persino Presidente della Repubblica (1964-71).
Non pensavamo che i fatti si incaricassero di darci ulteriori prove, oltre a quelle già abbondantemente recate. E, invece, non c’è mai fine alla volontà pervicace di eliminare dalla memoria collettiva ogni traccia che non sia riconducibile agli interessi del filone catto-comunista. L’ultimo episodio, è particolarmente grave e al tempo stesso stupido. Da Palazzo Barberini, ove ebbe luogo l’11 gennaio 1947, la storica scissione, guidata da Giuseppe Saragat, da cui nacque il PSDI, e che consentì di mantenere l’Italia nel novero delle democrazie dell’Occidente, è stata tolta la targa che ricordava quell’evento.
Una decisione stupida e controproducente, ma non siamo sorpresi. Intanto segnaliamo le prime reazioni. Il segretario nazionale del PSDI, Renato D’Andria, ha inviato un telegramma di protesta indirizzato all’on. Francesco Rutelli ministro per i Beni e Attività Culturali
”in riferimento at rimozione targa commemorante scissione palazzo Barberini ad opera nostro fondatore presidente Giuseppe Saragat –si legge- chiediamo immediata ricollocazione detta targa ricordante atto fondamentale nascita nostra democrazia et chiediamo ad ella signor ministro immediato incontro per programmare manifestazione di giorno undici gennaio duemilasette virgola data sessantesimo anniversario fondazione psdi”.
Una interrogazione allo stesso ministro è stata presentata da Gian Franco Schietroma, già Segretario nazionale del Psdi nel periodo 1995-98 e attualmente deputato dello Sdi- Rosa nel Pugno. Schietroma ha sottolineato nell’interrogazione la grande importanza dell’evento storico del 1947, di cui fu protagonista principale uno di Padri della repubblica, Giuseppe Saragat, ricordando in particolare che quella coraggiosa scelta politica tra l’altro, ha contribuito a assicurare l’avvenire democratico del nostro Paese. Schietroma ha chiesto al Ministro Rutelli quali siano le cause dello spiacevole accaduto e quali iniziative il Governo intenda porre in essere per rimediare a tale incresciosa situazione, che impone di certo l’immediato ripristino della targa a Palazzo Barberini.
Anche Pensalibero intende fare la sua parte, promuovendo l’invio di analoghi messaggi da parte dei suoi lettori al Ministro Rutelli.

Pubblicato in : Primo piano

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Interazioni del lettore

Commenti

  1. Gino Di Maro

    31 Dicembre 2006 alle 16:51

    Mi associo ai sentimenti di sdegno e chiedo anche io di fare qualcosa di concreto.
    Pur non appartenendo, nè per età nè per convinzione politica, ai fautori della scissione che portò alla nascita del PSDI rendo omaggio alla memoria di Giuseppe Saragat, uno dei Padri della Repubblica, ed a quanti con la Loro militanza politica hanno fatto grande l’Italia.

    Rispondi
  2. Silla Cellino

    31 Dicembre 2006 alle 10:34

    Mi associo allo sdegno ed alle preoccupazioni di chi ha scritto l’articolo. Durante la mia passata militanza nel PSI, ho sempre fatto parte delle componenti di sinistra, però il mio approccio alla politica, fin da giovane liceale, avvenne nel nome di Giuseppe Saragat, un personaggio affascinante e di cui condivido ancora ideali e motivazioni, sulle quali ora disinvoltamente si sorvola, per comodità, ma anche per tanto opportunismo.

    Rispondi
  3. Gabriele Ariola

    30 Dicembre 2006 alle 23:06

    Al di là di questo squallido episodio,il socialismo italiano ha il dovere di riconoscere a Saragat tutto quanto Gli spetta.
    Avevo 12 anni,ma ricordo che,coinvolto dai miei familiari,anch’io seguii appassionatamente la lunga serie di scrutini che precedettero la Sua elezione.Ricordo l’esultanza di tutti i miei ed in particolare della mia bisnonna,che ho avuto la fortuna di conoscere e che,dal letto di morte,esclamò”finalmente,ce l’abbiamo fatta.”
    Personalmente, ho compreso che Saragat aveva avuto ragione solo dopo la scoperta dei finanziamenti sovietici al PCI.
    Tuttavia,al cuor non si comanda,nonostante il fronte popolare,che ho sempre considerato un errore colossale,continuai ad amare di più il caro,vecchio,per me impareggiabile Nenni.
    Ormai aveva segnato la mia vita.

    Rispondi
  4. G.M.

    30 Dicembre 2006 alle 21:52

    Credo sia necessaria un’azione molto energica contro tali demenziali volonta insabbiatrici.
    Propongo una sottoscrizione nazionale a sostegno delle singole iniziative.
    Sarà però necessario conoscere la causa della rimozione e a chi è spettato mettere od autorizzare la targa a suo tempo. Se fu iniziativa privata non autorizzata su edificio storico (e pubblico) l’iter di ri-posizione è ovviamente diverso.
    Resta il fatto che SARAGAT, PERTINI, CRAXI (lasciamo stare gli altri – Nenni per primo – con importanti incarichi di Governo) sono stati alla guida dell’Italia, con grande senso patrio, forse mai toccato da nessuno. Avevano il torto di non servire i “poteri forti” (e consolidati aggiungo io), diventando ovviamente scomodi per la storia che si vuole inculcare alle nuove e vergini generazioni.

    Rispondi

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