Meraviglia delle meraviglie: si è scoperto, causa immancabili intercettazioni telefoniche e quindi per caso, che i giornalisti “piazzati” da Berlusconi alla RAI e a Mediaset gli sono grati e fanno un certo tifo per lui. Insomma, il grande fratello esiste davvero. Ma, nella patria della famiglia, non è figlio unico. Ha fratellini e sorelline, di facili costumi che quando scrivono sui giornali, per la radio o per la televisione fanno gli stessi servizietti ad altri padroni: politici di varie confessioni, imprenditori, banchieri e finanzieri che dalle loro compiacenti scritture ricavano lauti quanti repentini profitti, soprattutto in borsa.
Talvolta, lo si è visto con calciopoli, lo fanno anche nello sport, ma mai per sport; sempre per guadagno o per gratitudine, che poi è un guadagno postdatato.
E anche loro, come i colleghi di RAI e Mediaset, si consultano, altro che se si consultano. Come facevano, per loro ammissione, i direttori dei maggiori giornali italiani ai tempi di tangentopoli per stabilire chi mettere alla gogna e, soprattutto chi sottrarre.
Insomma, guarda un po’, hanno scoperto che molti giornalisti fanno parte di scuderie, politiche o di altro genere. E che nell’epoca del bipolarismo che tutto doveva risolvere la dipendenza si è accentuata. Non solo da parte dei giornalisti. Come dimostra il fatto che tutti vorrebbero, a sinistra, al centro o a destra, imbarcare nel loro partito Luca Cordero di Montezemolo, il padrone dei padroni.
Toh! Le scuderie dei giornalisti!
Meraviglia delle meraviglie: si è scoperto, causa immancabili intercettazioni telefoniche e quindi per caso, che i giornalisti “piazzati” da Berlusconi alla RAI e a Mediaset gli sono grati e fanno un certo tifo per lui. Insomma, il grande fratello esiste davvero. Ma, nella patria della famiglia, non è figlio unico. Ha fratellini e sorelline, di facili costumi che quando scrivono sui giornali, per la radio o per la televisione fanno gli stessi servizietti ad altri padroni: politici di varie confessioni, imprenditori, banchieri e finanzieri che dalle loro compiacenti scritture ricavano lauti quanti repentini profitti, soprattutto in borsa.
Talvolta, lo si è visto con calciopoli, lo fanno anche nello sport, ma mai per sport; sempre per guadagno o per gratitudine, che poi è un guadagno postdatato.
E anche loro, come i colleghi di RAI e Mediaset, si consultano, altro che se si consultano. Come facevano, per loro ammissione, i direttori dei maggiori giornali italiani ai tempi di tangentopoli per stabilire chi mettere alla gogna e, soprattutto chi sottrarre.
Insomma, guarda un po’, hanno scoperto che molti giornalisti fanno parte di scuderie, politiche o di altro genere. E che nell’epoca del bipolarismo che tutto doveva risolvere la dipendenza si è accentuata. Non solo da parte dei giornalisti. Come dimostra il fatto che tutti vorrebbero, a sinistra, al centro o a destra, imbarcare nel loro partito Luca Cordero di Montezemolo, il padrone dei padroni.

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