Il pezzo forte nella presentazione di martedì del buon libro di Tognoli e Festa (Milano e il suo destino, 2010, Boroli ed., euro 14) era rappresentato dal dottor Romiti, già a.d. della Fiat.
Romiti è stato deludente. Ha dichiarato di non voler parlare di politica, ha raccontato alcune note autobiografiche di scarso rilievo e la storia, non del tutto credibile, che il suo intento, quando comperò l’Alfa Romeo, era quello di potenziare l’azienda milanese ma i torinesi gli impedirono di farlo. In compenso Gianni Cervetti ha affrontato di petto l’argomento principale del libro, cioè la storia delle giunte di sinistra che hanno governato Milano negli anni ’70 e ’80, la politica riformista del PCI in parallelo con quella del Partito Socialista e dei gruppi laici che si vennero accostando progressivamente alla Giunta. Una analisi chiara, non priva dell’ammissione di alcuni errori ma anche umanamente significativa. Cervetti ha citato, nella storia di Milano, la figura di Cesare Correnti contrapponendola a quella di Carlo Cattaneo, più esaltata invece dagli autori, sostenendo che il Correnti, promotore anche di un tentativo di riforma della scuola italiana, era una personalità più riformista di quella di Cattaneo. Riformismo, infatti, vuol dire non solo teoria ma a anche, soprattutto, la pratica dell’impegno politico (se non sbaglio, ricordo che Togliatti, in una rubrica alla radio, aveva adottato come pseudonimo quello di Cesare Correnti). Anche Finetti e Colucci junior sono stati all’altezza della riunione che ha avuto un forte e interessante carattere di rievocazione storica. Del resto, il libro di Tonioli e Festa ha appunto questo significato: di essere cioè una rapida carrellata sulla storia di Milano a partire dalle origini. Soprattutto però interessante la parte che vede negli autori anche i protagonisti della vita milanese. Più difficile comprendere il loro entusiasmo per il futuro di Milano, gli sviluppi della sua storia e l’impegno della sua attuale classe dirigente: si pensi solo che questa grande Città Metropolitana (definizione di carattere costituzionale) è divisa in alcune decine di Comuni (certo più di venti). É stata recentemente divisa in due province. É stata fatta scomparire come entità locale la sua grande azienda energetica. Ha contratto i servizi della sua azienda di trasporti e la Regione sta vendendo le concessioni per i trasporti nelle aree marginali al centro della città. Noi speriamo che l’entusiasmo dei due autori risolto, in passato, in azioni concrete, possa essere una spinta anche per il futuro. Ma non ne siamo così certi.
Giacomo Properzj www.leragioni.it

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