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Tocca solo ai comuni la riduzione del personale, regioni e ministeri ancora lontani dalla cura dimagrante

di Cesare Mannucci | 21 Luglio 2013

Solo la nostra pubblica amministrazione è andata contro la storia e la modernizzazione nel nostro Paese facendo crescere i numeri del proprio personale ad un ritmo costante accompagnato dai sordi colpi dei timbri.
municipioLa “cura dimagrante” di riduzione del personale la fanno solo i Comuni gli enti pubblici superiori vivono ancora nell’eccesso e nell’obesità dei numeri folli. Come sempre sono gli anelli deboli a pagare il prezzo più alto dell’inefficienza  che le classi politiche sorde e cieche degli ultimi anni pur di salvaguardare se stesse e i propri privilegi hanno prodotto, consentendo la crescita a dismisura del personale occupato negli uffici, regionali e nei dicasteri capitolini. ‘’Non stupiscono i dati, resi noti dall’Istituto nazionale di statistica, emersi dal 9° Censimento Istat su Industria e servizi, Istituzioni pubbliche e Non Profit sulla situazione degli organici e del personale nei Comuni’’. E’ quanto dichiara Umberto Di Primio, Sindaco di Chieti e delegato Anci alle politiche del personale. Secondo la rilevazione dell’istituto di statistica, infatti, nell’ambito di un generale calo del numero di dipendenti pubblici avvenuto nell’ultimo decennio, tra gli enti territoriali, sono i Comuni ad aver subito la piu’ forte contrazione del numero di addetti (-10,6%).‘’Questo dato non ci sorprende – aggiunge Di Primio – perche’ negli ultimi dieci anni le manovre finanziarie hanno imposto una cura dimagrante molto drastica agli organici degli Enti locali che ad oggi sono costretti a contenere il turn over entro limiti molto stringenti: il 40% delle cessazioni dell’anno precedente, limite che applicato anche a Comuni piccoli e piccolissimi sta, di fatto, progressivamente azzerando gli organici gia’ molto limitati di questi enti’’.  ‘’Questo dato e’ tanto piu’ significativo – evidenzia –  se si considera che nel variegato mondo delle Pubbliche amministrazioni, i Comuni sono, per eccellenza, gli enti di prossimita’ che forniscono servizi essenziali ai cittadini (basti pensare al sociale, alla polizia locale) e sono fattore attivo di garanzia dei diritti costituzionali fondamentali economici e sociali’’.‘’Questa continua ‘emorragia’, che ha subito nell’ultimo anno una ulteriore accelerata, ci preoccupa molto; auspichiamo dunque – conclude Di Primio – che si avvii, finalmente, come l’ANCI ha chiesto da tempo, una seria riflessione sulle politiche assunzionali negli Enti locali, finalizzata a valorizzarne l’autonomia e ad ampliarne i margini di manovra, in un’ottica di equita’ e nel rispetto dei vincoli complessivi del Patto di stabilita’’’. Tutto vero anche se sui freddi numeri accertati dai dati statistici continuiamo ancora una volta battere il tasto sulla dolente nota della scarsa professionalità del personale della pubblica amministrazione. Non è un mistero e uno scandalo affermare che oltre il 60 per cento degli impiegati dei comuni giustificano la loro presenza solo per garantire gli inutili tortuosi e lenti passaggi che tutti i provvedimenti decisi dagli organi di governo locale siano sottoposti al “giusto procedimento amministrativo” , cioè la produzione di una mole impressionante di carta anche solo per comperare il materiale di cancelleria dell’ufficio anagrafe. Siamo convinti, e da settimane lo scriviamo su queste pagine web, che i nuovi numeri del personale della pubblica amministrazione debbano viaggiare di pari passo con una vera legge di riforma e semplificazione amministrativa che si identifichi con le innovazioni quotidiane della tecnologia e del mondo internet 2.0. Decisioni che non possono essere rimandate o realizzate in tempi diversi. Servono due riforme che partano dal basso ovvero dalla rete dei comuni italiani, ma immediatamente dopo sulle province (se esisteranno ancora) sulle regioni e infine sui dicasteri dello stato centrale. Del resto nel secolo passato la civiltà industriale con le sue scoperte e i suoi progressi ha progressivamente ridotto nelle fabbriche il personale occupato con il miglioramento dei produtti ottenuti grazie agli automatismi nelle linee di montaggio. La tecnologia ad esempio negli organi d’informazione ha cancellato delle figure professionali quali gli stenografi, i correttori di bozze nei quotidiani velocizzando la realizzazione delle pagine da mandare in tipografia per la stampa finale. Solo la nostra pubblica amministrazione è andata contro la storia e la modernizzazione nel nostro Paese facendo crescere i numeri del proprio personale ad un ritmo costante accompagnato dai sordi colpi dei timbri col bollo tondo della montagna di carta accatasta nei polverosi archivi dei nostri comuni e delle nostre regioni.

Pubblicato in : Editoriale

Info Cesare Mannucci

Direttore Responsabile ad interim, già Vice Direttore vicario di PensaLibero.it, svolge una intensa attività giornalistica da oltre 40 anni. Ha cominciato nel settimanale L’Eco di Milano e provincia, come collaboratore, per ricoprire poi incarichi di responsabilità come caposervizio, caporedattore sino alla condirezione dello stesso. E’ stato collaboratore esterno del quotidiano del pomeriggio La Notte (gruppo Rusconi Editore), e per oltre 24 anni giornalista al quotidiano nazionale Il Giorno (Eni e poi Poligrafici Editoriale) per il quale si è occupato di cronaca nera, amministrativa, sindacale e giudiziaria. Componente del Cdr de Il Giorno in qualità di fiduciario. E’ stato anche collaboratore del quotidiano della Cei, L’Avvenire e dell’Unione Sarda. Ha svolto, inoltre, intensa attività politica come Sindaco del comune milanese di Mediglia, Vicepresidente vicario del consiglio direttivo del Parco Agricolo del Sud Milano, per il quale è stato componente del consiglio d’amministrazione di Fedenatur la rete dei parchi periurbani della Comunità Europea (con sede a Barcellona) in rappresentanza della Provincia di Milano. Componente del comitato tecnico intercomunale per la trasformazione del Consorzio dell’Acqua Potabile di Milano (Cap) in società di capitali (Cap Holding SpA). E’ stato anche delegato per la Lombardia al congresso nazionale dell’ Associazione nazionale comuni italiani (Anci) del 1999 a Catania. Capo Segreteria a Milano di un noto europarlamentare (2016). Consigliere comunale all’opposizione a San Donato Milanese, cittadella che ospita Metanopoli e il quartiere generale dell’Eni (2017-2022). Da giugno 2022 Consigliere comunale di minoranza a Dresano (Mi). Dal 2023 al 2024 Responsabile della comunicazione di un conosciuto europarlamentare pavese. Direttore Responsabile de “Il Giornale dei Laghi” mensile della Gestione Navigazione Laghi-Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (dal luglio 2025)

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