Forniamo di seguito un breve glossario che vi permetterà di rientrare a pieno titolo nella vita sociale e civile senza fare la solita figura del trasportato dalla piena.

“Il governo all’insaputa”, questo il titolo dell’appassionante saga interamente autoprodotta, e dunque orgogliosamente Made in Italy, grazie al finanziamento pubblico ai partiti che ha permesso di ingaggiare dietro lauto compenso i migliori professionisti della scena italiana, tutti eccezionalmente concentrati sugli scranni di Montecitorio, location esclusiva e di grande pregio dove ogni giorno si girano in rigorosa presa diretta le rocambolesche vicende dei nostri beniamini. Persino l’astronauta italiano attualmente nello spazio, durante il collegamento con Enrico Letta ha chiesto con avida curiosità anticipazioni sulle prossime puntate, pressato dai suoi colleghi di altre nazionalità – perbacco, già hanno rinunciato alla gravità, per stare lassù, chiedergli di rinunciare anche alla leggerezza sarebbe veramente troppo.
E come per ogni soap che si rispetti, chi perde una puntata è out, non potendo poi più districarsi nel groviglio di una trama che di ora in ora si arricchisce di nuovi particolari, ma soprattutto rischiando di trovarsi tagliato fuori dai nuovi linguaggi, dalle nuove frontiere geografiche e dalle nuove abitudini sociali generate da questo trend topic – che da queste parti sarebbe come a dire ‘ovvìa, icchè c’è di novo oggi?’, però se lo scrivi così ti espellono subito dal Pd perchè D’Alema dice che non sei introdotto nell’elite europea, e poi se ti chiama la Merkel fai una figuruccia, perchè ti manca quella puzzetta sotto il naso che sembra un paio di baffi invece è un potente radar per individuare i poveri di spirito e tenerli a debita distanza. Compagni sì, ma ognuno nel suo, please.
Dunque, per chi fosse momentaneamente impossibilitato a seguire “Il governo all’insaputa”, causa missioni spaziali, spedizioni scientifiche nel mar delle Molucche, contratti a tempo in qualche remota piattaforma petrolifera o contratto non rinnovato con il proprio gestore Internet, forniamo di seguito un breve glossario che vi permetterà di rientrare a pieno titolo nella vita sociale e civile senza fare la solita figura del trasportato dalla piena, e senza essere costretto a prostrarsi di fronte a Stumpo inventandosi fantozziane giustificazioni per la propria mostruosa ignoranza.
– kazachistani: affettuoso ed amicale appellativo testè creato – con ammirevole inventiva e strepitoso senso dello spettacolo – durante una diretta parlamentare dall’onorevole La Russa, che ha di un balzo eguagliato e superato il suo miglior imitatore di sempre, Fiorello. Dicesi kazachistani gli abitanti del Kazachistan, che fino qui avevano creduto di chiamarsi kazaki ma che sono stati introdotti a nuova vita geografica dall’ineffabile La Russa.
Mentre siamo in trepidante attesa che scopra l’esistenza dell’Uzbekistan e ribattezzi anche gli uzbeki in uzbechistani, e poi passi veloce come il lampo all’Azerbaijan con esiti che i nostri limitati mezzi linguistici non ci permettono neanche di ipotizzare, ci chiediamo sommessamente come mai, dalle parti del centrodestra, alligni la sindrome del cartografo visionario. Dopo il tunnel sotto il Gran Sasso inaugurato nella testa della Gelmini, ed i kazachistani di La Russa, temiamo assai per i calli di Brunetta. Chè nella sua Venezia ci son le calli, ma qualcuno ne ha informato Gasparri?!
– rapimento: trattasi del gioco dell’estate 2013, ovvero rapisci anche tu un kazachistano – se è un semplice kazako non vale perchè La Russa vi squalifica immediatamente – e vinci: un ministero a tua insaputa, un corso di geografia con la Gelmini, un corso di lingua italiana con Razzi, ed una indulgenza plenaria firmata dallo Stumpo valida per tutte le consultazioni interne del Pd prossime future. Dall’ultimo premio sono esclusi tutti coloro che si chiamano Matteo, parlano fiorentino ed hanno meno di quarant’anni.
– reunion: l’evento musicale del secolo, a Mosca canteranno di nuovo insieme Romina ed Alfano – che è Albano in una delle sue innumerevoli trasformazioni a sua insaputa. Per l’occasione, lanceranno una nuova versione del loro più grande successo, cantando “felicità è tenere per mano un kazachistano” con il coro dell’armata La Russa.
– indovinello: se i kazachistani sono i kazaki a loro insaputa, ed i kazaki sono i kazachistani ad insaputa di La Russa, chi ha il problema più grosso?! Colui che fornirà la risposta esatta al quesito vincerà un biglietto di sola andata per un paese civile – affrettatevi, è la vostra ultima speranza di salvezza. E intanto rallegratevi che il Burkina Faso ha cambiato nome, chè ribattezzare i suoi abitanti sarebbe stata impresa troppo ardua anche per La Russa.

Con che kazaka esci stasera? Ma tu c’ l’hai una kazaka o vivi sotto un ponte. Qui molti sono abituati a cambiare spesso kazaka. Ma perché non si fanno i kazaki loro; ecc. Quanto sono belle!
Nel codice Gelmini-Carfagna dicesi moratoria la conserva di more :)
Ahaha, quella di Alfano e Romina te l’ho un po’ suggerita forse?!?
Pubblichi il pezzo e tac, eccoti il quartetto dell’ave maria, i 2+2 del PdL che propongono la moratoria per i diritti civili, ti prego fai una postilla sulla Carfagna+Gelmini che vogliono la moratoria sui diritti civili per “non spaccare il Paese”,perché penso che scriveresti cose esilaranti a questo proposito!!!