Ci stanno riprovando. E sono i soliti a farlo. Questa volta c’è in più la prospettiva di una nuova rapina al popolo italiano: Enel, Eni, Finmeccanica ed altre aziende sono nel mirino.

Accadde tutto come previsto: cannoneggiamento giudiziario verso il capo del partito di maggioranza, gioco di sponda fra potentati italiani e potentati stranieri, lavoro ai fianchi per stremare la nostra credibilità ed indurre i mercati a decretare altissimi tassi di interesse per il nostro debito. Creata l’atmosfera, il colpo finale: l’imposizione ad una classe politica smarrita e inetta del professor Monti in qualità di commissario garante della linea decisa dalla euro-burocrazia in applicazione delle direttive della Cancelliera Angela Merkel.
Stiamo pagando ancora quell’errore: in termini economici (disoccupazione e stagnazione) e politici (Paese ingovernabile).
Eppure, ci stanno riprovando. E sono i soliti a farlo. Non è più spendibile Monti, ma non mancano altri ugualmente disponibili. Questa volta c’è in più la prospettiva di una nuova rapina al popolo italiano: Enel, Eni, Finmeccanica ed altre aziende sono nel mirino dopo essere state indebolite se non fiaccate da iniziative giudiziarie.
Quanto sia stata orribile la nostra figura in occasione della espulsione della giovane signora kazaka e della sua figlioletta è del tutto evidente. Altrettanto lo è il tentativo di profittarne per togliere di mezzo il governo delle “larghe” intese ed imporre soluzioni avventurose.
E’ solo uno dei tanti colpi di maglio inferti al governo Letta. I prossimi saranno decisivi: il tentativo di dichiarare l’ineleggibilità di Berlusconi e, soprattutto, la pronuncia della Cassazione sul processo Mediaset.
In questo clima avvelenato del tutti contro tutti, soprattutto dentro i due principali partiti, PD e PDL, Matteo Renzi deve fare grande attenzione a non ripercorrere il ruolo che fu di Gianfranco Fini in occasione delle grandi manovre che portarono al governo Monti. L’indebolimento e, addirittura, la libanizzazione del PD non sono nel suo interesse. Le lusinghe interessate di questi giorni celano gli stessi interessi delle lusinghe che portarono Fini ad illudersi di avere un grande avvenire mentre si stava scavando la fossa.
Renzi è intelligente e sveglio. Ma in politica è cosa di tutti i giorni incontrare qualcuno più furbo di te.
Il Sindaco di Firenze non ha bisogno di consigli. Ma ci piacerebbe che fosse lui ad affermare chiaro e forte che piuttosto di rinunciare alla centralità del Parlamento si andrebbe di nuovo al voto. Chi altri potrebbe farlo se non lui?

Che la stampa non voglia ed i giornalisti italiani non sappiano fare più il loro mestiere ed essere all’altezza dei media delle altre democrazie occidentali sono in pochi a denunciarlo. E che con pretesti si stia marginalizzando il ruolo del Parlamento, pure. Ma dubito che si sia arrivati ad un livello tale di organizzazione capace di manovrare in tal modo la politica italiana. La storia ci insegna che al di là delle intenzioni spesso sono eventi casuali ed il sovrapporsi caotico di interessi contrastanti a determinare l’esito di un’iniziativa. Gli stranieri approfittano delle nostre debolezze (acquisizioni, vantaggi sul finanziamento pubblico e privato etc), ma i potentati che agiscono, perchè nulla cambi, mi pare più che altro siano italiani. La speculazione finanziaria, d’altra parte colpisce ovunque, dove trova l’occasione. E Monti più che applicare le direttive della Merkel ha finito per assecondare gli apparati parassitari dello Stato, come ha ben spiegato Bini Smaghi sul Corriere di ieri, 27 luglio (“La Bce chiedeva riforme, non austerità ma per l’Italia è stato più facile tassare”). La politica è debole ed inadeguata non solo in Italia. Il vuoto lasciato viene riempito da altri poteri più forti (“Bce contro la tempesta finanziaria l’occasione sprecata dagli Stati ” , Antonio Foglia. Corriere della Sera 26 luglio) a danno dei cittadini.
Una sola osservazione ,circa la centralità del Parlamento . Dovrebbe essere un Parlamento di eletti e non di nominati ,con membri privi di conflitti di interesse di base ( poltrona senza benefici come mega stipendi -liquidazioni-vitalizi …il che allontana le menti dall’ interesse generale) , con numerosità idonea al parlare , discutere , trattare per il bene della polis ( che poi è il Paese ) . Altrimenti non è un Parlamento ,ma un mercato delle vacche fine a se stesso.
Il che fa tutta la differenza ,mi pare !