Un remake quello con cu/b>i si confronta Paul Haggis, sceneggiatore di Clint Eastwood (Million Dollar Baby, Lettere da Iwo Jima), degli ultimi 007 (Casinò Royale, Quatum of Solace), regista di Crash (Oscar 2005) e di Nella valle di Elah, per rispondere ad una domanda “Fino a che punto può arrivare l’amore?”
“Pour elle <-dichiara Haggis- mi era piaciuto tantissimo volevo porre ai protagonisti dei quesiti che nell'originale non sono stati affrontati: mi piace indagare sulla natura del credere, e continuerò a farlo; la natura dell'amore è un tema che affascina" E per rispondere a questa domanda scrive e dirige un thriller in cui la tensione sale , nelle due ore di proiezione, in maniera straordinaria per lasciarci poi quasi privi di forza e, nonostante la voglia di lieto fine, con un dubbio: "è questa la verità che abbiamo visto?"
Mentre scorrono le prime scene del film che presentano i protagonisti una didascalia informa "Tre anni prima" e Russel Crowe "attore incredibilmente generoso", come lo ha definito lo stesso regista, si appresta a diventare protagonista pressoché unico, vediamo John Brennan (Crawe) guidare una macchina e guardare, preoccupato qualcuno che si lamenta alla sua destra.
Quando una nuova didascalia informa che ci aspettano i prossimi tre giorni, vediamo la stessa scena (la macchina guidata da un John Brennan sempre più preoccupato) ma a quel punto la storia ha compiuto un cerchio perfetto e si appresta alla conclusione.
Torniamo alla scena iniziale ma ormai sappiamo tutto: chi si lamenta, cosa è successo, cosa sta per succedere o perlomeno cosa vorremmo che succedesse.
John Brennan, Lara e Luke, il loro piccolo figlio, sono una bella e solida famiglia : genitori innamorati e attenti al loro figlio, una bella casa, John insegna letteratura all'Università, Lara ha un lavoro che le piace anche se ha qualche contrasto con il suo capo: una donna.
L'irruzione violenta della polizia nella loro casa per accusare Lara di omicidio e arrestarla interrompe la colazione del mattino ma interrompe anche uno stile di vita e le sicurezze di un bambino.
Tutto gira attorno alla frase che John pronuncia nel corso di una sua lezione, attorno alla domanda che si pone e pone ai suoi allievi, domanda che fa riflettere lo spettatore, lo mette sull'avviso: il professore sta cambiando, si sta trasformando in un uomo disperato che sceglie la "follia"
"Passiamo tanto tempo a cercare di organizzare il mondo, costruiamo orologi, calcolatori, cerchiamo di prevedere che tempo farà. Ma quale parte della nostra vita è davvero sotto il nostro controllo? E se scegliessimo di vivere unicamente una realtà costruita da noi? Questo ci rende folli? E se è così... non è meglio di una vita di disperazione?" anche perchè: "Il pensiero razionale distrugge l'anima." e la sua anima è tesa, come ogni sua azione a riprendersi la propria vita rappresentata da sua moglie.
John, innamoratissimo della moglie è sicuro della sua innocenza e si batte per tre anni per dimostrare la sua innocenza. Quando la giustizia condanna inesorabilmente Lara e questa tenta il suicidio a John non resta che mettere in moto la sua intelligenza, il suo coraggio, la sua incoscienza, il suo amore per salvarla.
E non importa se per attuare il suo piano dovrà sporcarsi le mani, dovrà mettere a repentaglio la sua stessa vita, dovrà frequentare spacciatori, truffatori, dovrà subire botte e offese. Non importa se per mettere in sicurezza il suo piano anche a lungo termine dovrà ricattare per non essere ricattato, dovrà uccidere, per non essere ucciso.
Lara vale e merita ogni suo sforzo, ogni suo pensiero, ogni sua decisione.
Maria Rita Monaco
THE NEXT THREE DAYS
Un gioco di sguardi, una domanda: “Dove può arrivare l’amore?”, una risposta:” in amore bisogna dare più di quanto si riceve”. Un film di Paul Haggis grande sceneggiatore alla sua terza prova dietro la macchina da presa. di Maria Rita Monaco

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