Cari amici, et voila’…! Che dico.., evitiamo il francese..Ecco a voi la tessera. Quella famosa, quella per cui hanno rotto los dos Zebedeos. E’ così che si va incontro al popolino e ai suoi bisogni. Rabberciato, fallito, prima di nascere nell’idea, prima che nei fatti, negli sguardi vacui, velleitari e insulsi dei membri 5 Stelle, i vari Di Maio, Di Battisti, Lezzi di prosopopea populista, come si dice ora, sono tronfi tra i loro scranni. Questa non è né più e né meno l’autarchia fascista agli albori, che ogni piè sospinto in Italia rinasce dalle cenerei, non certo della Fenice, ma da un popolo che all’impegno e allo gnengero, preferiscono le spiagge di guano del Cile, da raccattare, ma non lavorare. Favole da raccontare, agli astanti inebetiti e a quelli che fanno finta, ma gli fa comodo giocare con quotidiane sciocchezze pentastellate. La Francia guarda. Di Maio, prova a parlare al francese, dopo aver sparato a zero, provocato, in fine parlando male di tutto, scrivendo in fine al giornale Le Monde. In sintesi, facendo una bella figura di Merd. Scusate il francesismo, anche se oggi pare in disuso.
Enrico Martelloni


Lascia un commento