• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Terra di odio e vendetta

di Vincenzo Andraous | 8 Dicembre 2014

Ci risiamo, proprio come ieri, donne, uomini, bambini, trucidati in una sinagoga, in autobus, altri suicidati su una trave, altri ancora in galera, dentro le proprie case polverizzate.

Ci risiamo, come ieri, avanti Cristo, dopo Cristo, quella Croce offesa, umiliata, annientata. Ognuno a rivendicare ragione, diritto, giustizia, ciascuno a fare nel sangue la propria assoluzione da vincitore.

Terre inzuppate di sofferenza imbavagliata, atrocità nascoste, massacri silenziati, dentro stati della mente ottusi e conclusi, dimensioni del cuore che non posseggono più alcuna compassione, pietà, l’ultima volontà di un perdono.

Terre di potenti che non concedono più metri, ne tolgono, terre di ricchi e di poveri ridotte a camposanti, in preda all’ira della vendetta, a urlare colpe, condanne, accuse incrociate, la sentenza sta nei tanti e troppi volti reclinati.

Eserciti bene intruppati e colonne di affaccendati con la polvere da sparo, tecniche di guerra e pratiche del terrore, popoli fintamente mascherati di giustizia, angolazioni di disumanità  abbandonata a se stessa, nell’esclusione sociale, caratterizzata dai più alti livelli di controllo sulle persone, subordinate ai colpi di pietra, di machete, di pistola, di obice.

L’idea che osservare e costringere qualcuno in condizioni sub-umane sia sinonimo di osservare ciò che accade in termini più generali, è davvero una bestemmia pronunciata ad alta voce, una derisione all’onestà intellettuale, con lo scopo di rendere la tortura e l’omicidio una condizione alternativa più accettabile.

Si muore scomposti dal rumore degli spari, degli scarponi chiodati, dai cingoli dei carri armati, fanno breccia nel cuore indurito di chi non ha più figli, sorelle, fratelli, una famiglia, la propria casa.

Nel morso antico dell’odio, della vendetta, della supplica e della concessione tradita, si muore dentro la propria storia millenaria, si muore per una bandiera, per un pezzo di terra con tanti padroni e pochi giusti. Si muore per opulenza da difendere, per povertà da rivendicare, si muore per un principio, per una fede contrapposta, si muore per delirio di onnipotenza, anche là dove il potere ha solo voce di  commiserazione.

Si muore senza onore delle armi, si muore tra gli scaracchi, mai con sentimento di riconciliazione.

Al dolore per una scomparsa, c’è preghiera di circostanza, azione di propaganda, che sfocia nella ferocia del più forte, persino il più debole non fa passi indietro.

Spara il cannone, spara il lanciarazzi, sparano come forma di tutela della propria incolumità, della propria leggittimità a esistere in un territorio che non ha più speranza, perché oppressa dalla più ostile disperazione.

Ci risiamo, proprio come ieri, donne, uomini, bambini, trucidati in una sinagoga, in autobus, altri suicidati su una trave, altri ancora in galera, dentro le proprie case polverizzate.

Tu ne ammazzi uno, io ne ammazzo cento, tu lanci razzi, io bombardo, donne, vecchi, bambini, carne da macello con la divisa della vittima svenduta e fin’anche oltraggiata.

Un passato che non passa, che non insegna un bel niente, che non allena gambe solide per ritornare al mondo di un possibile futuro.

E’ un’umanità in asfissia, stretta tra eredità indicibili e rivalse fraudolente, plotoni in fila per tre in attesa del colpo alla nuca, persone prese in mezzo, non più riconosciuti i ruoli,  il valore della vita umana, da ogni barricata il nemico a vista  è da atterrare, non più storie di uomini,  ma numeri, cose, oggettistica d’accatto, rimasugli da estinguere in fretta.

Non c’è spazio per il rispetto, sono  minacce che s’avverano, a differenza di qualche parolaio da gran cassa mediatica, in questo film che s’annuncia poderoso, non c’è Davide contro Golia,  bensì innocenti senza più documenti di identità, ma forse Dio, il tuo, il mio, non starà più appoggiato a fare di conto con arguzia da mercato, forse Dio s’è davvero stancato.

Pubblicato in : Primo piano

Info Vincenzo Andraous

Catanese, nato nel 1954, ergastolano, ha ottenuto dopo decenni di carcere ristretto la semilibertà. in precedenza ha usufruito di percorsi premio e lavoro esterno, svolgendo attività di tutor-educatore presso la Comunità “Casa del Giovane” di Pavia. E’ stato animatore del Collettivo Verde del carcere di Voghera, impegnato in attività sociali e culturali con televisioni pubbliche e private, Enti, Scuole, Parrocchie, Università, Associazioni e Movimenti culturali di tutta pa penisola. Ha al suo attivo numerose collaborazioni a tesi di laurea in psicologia e sociologia, collabora con riviste e giornali laici e cattolici. Ha pubblicato libri di poesia, di saggistica sul carcere el devianza nonché una autobiografia.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti