Tempi
drammatici, tempi duri, nessuno spazio per l’ironia di fronte a tanta
sofferenza, morte e a tante figure eroiche.
Medici e infermieri, figure socialmente
secondarie sino a l’altro ieri, ove le figure primarie, quelle da prima pagina,
erano i calciatori, i “grandi fratelli”, i “divanari” delle televisioni, degli
yachts, i billionaire.
Ora scopriamo che senza i medici e gli
infermieri, quelli da meno di duemila euro mese per infinite ore di lavoro, il
nostro bene primario, la vita, è in balia del fato.
Tempo di meditazioni: speriamo che finita
l’emergenza rimanga la memoria, l’insegnamento, la rivalutazione delle persone
e delle professioni di indispensabile caratura sociale, le figure umane che
rischiano la vita per noi, quelle che hanno risposto a migliaia al “richiamo
alle armi” contro un nemico invisibile, subdolo, letale.
Un sano riequilibrio di valori che porti i
nostri schermi ad essere più ricchi di questi esempi eroici, positivi,
educativi, che di “grandi fratelli”, politicanti pivelli, scusate se copio
questa allocuzione mai così centrata di Nicola Cariglia e pallonari di varia
natura.
Lascio le soluzioni alla scienza, agli esperti,
non ai pivelli e a quelle mi attengo, ma mi permetto un’ultima meditazione.
Nel momento del bisogno si vedono gli amici:
aih, aih, aih!!!
Ha iniziato il nostro vicino, Kurz, Sebastian
Kurz, quello che poco tempo fa in piena emergenza migranti aveva chiuso il
Brennero e poi richiamato dall’Europa lo aveva di fatto spostato di pochi
chilometri, con blocco stradale a Innsbruck, di cui sono testimone vivente,
quello che vuole dare la cittadinanza Austriaca ai cittadini Tirolesi della
provincia di Bolzano.
Ebbene, questo biondino implume, questo pivello
di pura razza, ha chiuso i confini con l’Italia all’istante, salvo poi, come
per le precedenti, derubricare per le merci, accortosi che anche le sue non
sarebbero entrate in Italia.
Un atto ostile può passare per errore, due atti
ostili lasciano amarezza, tre atti ostili, soprattutto in un’emergenza così
drammatica, avrebbero meritato una tirata d’orecchi, di quelle che quando
serviva il mai tanto compianto Bettino usava con energica autorevolezza.
Kurz è un nostro confinante, ma non è un amico
dell’Italia, ora ne abbiamo prova certa, non è “Riccardo Cuor di Leone”, lo
definirei più un “Kurz fior di c…….”, al posto dei puntini inserite il termine
che volete purchè inizi con c e faccia rima.
Anche l’Europa, solo dopo un richiamo di
Mattarella, questo si puntuale ed autorevole, ha cambiato rotta, dopo che la
Lagarde aveva indirizzato il timone verso la scogliera con una dichiarazione da
totale incompetente.
Altri non proprio esempi di amicizia si sono
verificati nei paesi dell’est Europa che si apprestano ad entrare nell’euro e
che godono “a man bassa” dei vantaggi di questa posizione ibrida: risulta che
siano state requisite diverse forniture medicali destinate all’Italia e
dirottate “verso i contanti”.
Invito i pivelli ad annotare sui loro taccuini
questi fatti, meditare e trarne qualche insegnamento utile, se mai un giorno
diverranno autorevoli.
Fuffa.
In mezzo a questa tragedia conto come una goccia
d’acqua nel mare, ma mi sento vicino col cuore a tutti gli Italiani che
soffrono, che hanno avuto lutti, a quelli che hanno difficoltà economiche
pesanti, ai molti giovani che hanno visto il loro lavoro già precario finire
all’improvviso, a chi è solo e chi sa a quante altri situazioni deprimenti e
struggenti.
Finirà presto e sono certo che la memoria di
questa catastrofe ridurrà gli ego ed il consenso di chi gli esibisce, alzerà il
senso sociale ed il consenso di chi usa il noi come squadra e non come plurale
maiestatis.
Il noi squadra farà ripartire alla grande
l’Italia, un grande Paese, un grande Popolo.
Un abbraccio
Fiorenzo Da Ros
Tempo di meditazioni
Ora scopriamo che senza i medici e gli infermieri, quelli da meno di duemila euro mese per infinite ore di lavoro, il nostro bene primario, la vita, è in balia del fato.

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