
L’Iran dichiara che gli Usa abbiano “responsabilità a livello internazionale” per il loro sostegno al genocidio dei palestinesi da parte di Israele a Gaza. Lo ha affermato il ministro degli esteri iraniano Hossein Amirabdollahian nel corso di un colloquio telefonico con l’omologo dell’Oman, Sayyid Badr Albusaidi. Albusaidi ha sottolineato la necessità di avere un cessate il fuoco stabile e un invio di aiuti umanitari alla popolazione nella Striscia.
20mila le vittime civili provocate dall’offensiva, Israele continua a bombardare Gaza sostiene di aver attaccato 230 obiettivi nelle ultime ore e sono in corso operazioni su vasta scala in Cisgiordania, con arresti in tutto il territorio palestinese. Le forze israeliane sostengono di aver scoperto una rete di tunnel nel cuore di Gaza City con ingressi collegati alle case dei leader di Hamas.
L’Iraq ha inviato una cisterna di carburante in Egitto a sostegno della carenza nella Striscia di Gaza.
“Una petroliera irachena con un carico di 10 milioni di litri di carburante ha lasciato il porto di Bassora per il Canale di Suez per aiutare i palestinesi a Gaza e il governo iracheno prevede di inviare ulteriori carichi di aiuti in futuro”, ha detto Zedan Khalaf, consigliere del primo ministro.
I membri del Consiglio Onu restano impegnati in negoziati di alto livello nella speranza di evitare un altro veto da parte degli Stati Uniti.
Nessun dialogo sugli accordi di scambio di prigionieri se non dopo la fine dell’”aggressione” israeliana. Il movimento islamico ha rifiutato la proposta di Israele per una settimana di tregua in cambio di 40 ostaggi.
Nessun dialogo sugli accordi di scambio di prigionieri se non dopo la fine dell’”aggressione” israeliana. Lo hanno sostenuto in un comunicato Hamas e le fazioni palestinesi a Gaza.
Nel nord della Striscia di Gaza non c’è più alcun ospedale funzionante a causa della mancanza di personale, carburante e medicinali. Lo denuncia l’Organizzazione mondiale della sanità.
Israele avrebbe rifiutato un accordo simile a quello raggiunto nel 2011 per il caporale Gilad Shalit per il rilascio di detenuti palestinesi in cambio di ostaggi dalla Striscia di Gaza.
L’Unione Europea ha deciso di sostenere l’operazione “Guardian of Prosperity”, guidata dagli Stati Uniti, il cui obiettivo dichiarato è garantire la sicurezza della navigazione nel Mar Rosso di fronte agli attacchi degli Houthi yemeniti contro le navi nella zona, attraverso l’operazione “Atalanta”.
Un accordo per una tregua nel conflitto tra Hamas e Israele “sembra possibile” e gli Stati Uniti devono garantire che qualunque cessate il fuoco sia duraturo e porti a una fine del conflitto e dell’assedio umanitario nei territori palestinesi.
Il gruppo islamico palestinese ha detto agli egiziani che la sua posizione rimane che “nessun accordo di scambio verrà raggiunto prima di un cessate il fuoco definitivo”. I colloqui continueranno, gli egiziani sono ottimisti sulla possibilità di una svolta nei prossimi giorni, ma sono convinti che la situazione sia difficile e che i negoziati saranno lunghi.
Hamas è interessato alla fine della guerra e non a una pausa dei combattimenti che possa adottare la stessa strategia di Israele, vale a dire che consenta il rilascio degli ostaggi e poi la ripresa dei combattimenti.
Si tratta su tregua e ostaggi, ma l’accordo resta sempre più distante. Nei negoziati in corso al Cairo, Hamas avrebbe respinto una tregua in cambio della liberazione di 40 rapiti.
Il Patriarcato di Gerusalemme annulla tutti i pranzi e le cene di Natale, i soldi risparmiati andranno a Gaza. Hezbollah ha trasformato il Libano in una zona di guerra. Continua a mettere in pericolo l’intera regione per Hamas e l’Iran.
È terribile. Disumano.
Giuseppe Basilico
(da “Avanti Online”)

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