
Le basi Usa in Medio Oriente sono fortemente a tiro delle armi iraniane. Lo ha detto il portavoce dell’esercito iraniano che in un’intervista all’agenzia Isna ha minacciato: “Se il nemico fa una mossa folle e commette di nuovo un errore di calcolo, gli risponderemo immediatamente”. Secondo il generale di brigata Mohammad Akraminia, “nella recente guerra, il piano dei nemici era quello di creare caos e anarchia eseguendo un’operazione militare fulminea, affrontare il regime con una seria sfida e rovesciarlo, e poi dividere l’Iran”. Ma si e’ trattato, ha detti, “di un errore di calcolo da parte degli Stati Uniti” e in Iran “la coesione e l’unita’ del popolo sono maggiori di prima”. Se Trump “pensa di poterci attaccare e dopo due ore twittare che è tutto finito, si sbaglia: la nostra risposta sarà una tempesta di fuoco e travolgerà l’intera regione dell’Asia occidentale” ha concluso il generale. L’Iran ha espresso la propria disponibilità a negoziare con gli Stati Uniti, “ma questa volta vogliamo garanzie”. Lo ha detto oggi il primo vice presidente, Mohammad Reza Aref, sottolineando al contempo la necessità per il Paese di “essere preparati a uno stato di guerra. L’Iran non inizia mai una guerra, ma se imposta, si difenderà con forza”, ha aggiunto, stando a quanto riportato dall’agenzia di stampa Isna. Già nei giorni scorsi il primo vice presidente aveva riferito di un piano del governo per “gestire il Paese in tempo di guerra”. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha auspicato un dialogo con l’Iran, in particolare sulla questione nucleare, per evitare una crisi che avrebbe “conseguenze devastanti per la regione”. “Abbiamo condannato fermamente la terribile repressione che ha avuto luogo in Iran”, ha affermato Guterres durante una conferenza stampa presso la sede delle Nazioni Unite a New York. “Stiamo seguendo con preoccupazione le discussioni in corso e riteniamo che sia importante avviare un dialogo per raggiungere un accordo, in particolare sulla questione nucleare, ed evitare così una crisi che potrebbe avere conseguenze devastanti per la regione”, ha proseguito Trump, riferendosi alle minacce di un intervento militare americano contro la Repubblica islamica. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ricevuto informazioni sui piani per un possibile attacco all’Iran, sviluppati parallelamente dalla Casa Bianca e dal Pentagono. Lo scrive il Wall Street Journal citando alti funzionari statunitensi.Tra le opzioni, secondo il quotidiano, figura il cosiddetto “grande” piano, in base al quale Washington attaccherebbe le strutture del regime e le installazioni delle Guardie Rivoluzionarie in un’operazione su larga scala. “Sono profondamente preoccupato per le numerose segnalazioni di personale sanitario e strutture mediche in Iran colpiti dalla recente insicurezza e impossibilitati a fornire i propri servizi essenziali alle persone bisognose di cure. Negli ultimi giorni, sono state segnalate aggressioni di operatori sanitari e almeno cinque medici sono stati arrestati mentre curavano pazienti feriti. Chiedo il rilascio di qualsiasi operatore sanitario in stato di detenzione”. Lo ha scritto su X Tedros Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms. “Il personale sanitario non dovrebbe mai subire intimidazioni”, ha aggiunto. Il ministero degli Esteri dell’Iran ha convocato l’ambasciatore tedesco a Teheran, Axel Dittmann Wilhelm, dopo le dichiarazioni pronunciate ieri dal cancelliere tedesco, Friedrich Merz, sulla Repubblica islamica, giudicate dalle autorità iraniane “interventiste e ridicole”. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Mehr, precisando che l’ambasciatore è stato ricevuto dal vice ministro degli Esteri e direttore generale per l’Europa occidentale, Alireza Yousefi, che ha formalmente trasmesso la “ferma protesta” della Repubblica islamica per le posizioni assunte da Berlino, in particolare riguardo alle forze armate iraniane.
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha definito “un grave errore strategico” la decisione dell’Ue di inserire il “Corpo dei guardiani della rivoluzione islamica” nella lista delle “organizzazione terroristiche”. Israele accoglie come “decisione importante e storica” la scelta dell’Unione europea di inserire nella lista delle organizzazioni terroristi i Guardiani della rivoluzione dell’Iran. “Accolgo con favore la decisione dei ministri degli Esteri dell’Ue di designare i Guardiani della Rivoluzione iraniani come organizzazione terroristica. Si tratta di una decisione importante e storica”, scrive su X il ministro degli Esteri, Gideon Sa’ar.
Giuseppe Basilico

Lascia un commento