
“Dopo la fine ufficiale di ogni obbligo internazionale sancita nell’ottobre 2025, il programma nucleare di Teheran è entrato in una ‘zona d’ombra’ che preoccupa le cancellerie mondiali. Con l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (IAEA) impossibilitata a verificare le scorte di uranio arricchito al 60% e i segnali di una rapida ricostruzione dei siti danneggiati nei conflitti del 2025, la capitale iraniana torna a essere il fulcro di una sfida globale. Tra nuovi tunnel scavati sotto la ‘Montagna del Piccone’ a Natanz e una diplomazia che fatica a trovare terreno fertile, l’Iran sembra più vicino che mai alla soglia tecnologica della weaponizzazione.” (L’azione di “armare il software”, ovvero, iniettare codice malevolo in un codice originariamente innocuo, per compiere azioni criminali). “Le armi nucleari costituiscono la più grande minaccia per l’umanità” scandisce il ministro degli Esteri iraniano Abbas dal palco della Conferenza delle Nazioni Unite sul disarmo a Ginevra, poco dopo i colloqui indiretti con gli stati Uniti sul programma nucleare di Teheran. “L’Iran ha sempre perseguito un percorso pacifico nell’ambito dell’energia nucleare. L’Iran non intende acquisire armi nucleari” ha assicurato. “Dobbiamo affrontare il problema dei doppi standard che minano il diritto internazionale: o smantelliamo le armi nucleari o saranno loro a smantellare noi. Possiamo smantellarle insieme” ha garantito. L’Iran è “pronto a far verificare di non volersi dotare dell’arma nucleare”: lo ha affermato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, in un’intervista citata dall’Afp. “È successo un fatto imbarazzante a Teheran. Un parlamentare iraniano nella sede del Parlamento ha strappato la foto del presidente Mattarella a cui va la nostra solidarietà e per questo ho deciso di convocare l’ambasciatore iraniano e avere chiarimenti”. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in commissione in Senato. L’annuncio è stato accolto da un applauso. Sono stati rilasciati su cauzione tre noti attivisti iraniani tra cui Mehdi Mahmoudian, sceneggiatore del film “Un semplice incidente” del regista Jafar Panahi, arrestato il primo febbraio. Lo ha comunicato su Instagram la fondazione della premio Nobel Narges Mohammadi. Con Mahmoudian sono tornati in libertà Vida Rabbani e Abdollah Momeni. Tutti e tre, come Panahi, avevano firmato la “lettera dei 17” con cui personalità del cinema, avvocati e attivisti avevano condannato la repressione delle proteste di dicembre e gennaio. La Guida suprema dell’Iran, Ali Khamenei, respinge ogni negoziato con gli Stati Uniti se l’obiettivo è quello di privare l’Iran dell’energia nucleare. “Gli americani dicono: ‘Negoziamo sulla vostra energia nucleare, e il risultato della negoziazione dovrebbe essere che non avrete questa energia!’. Se così è, non c’è spazio per la negoziazione; ma se i negoziati devono davvero aver luogo, determinarne l’esito in anticipo è un atto sbagliato e stupido” scrive Khamenei su X. Araghchi, ministro degli Esteri della dell’Iran, in un intervento alla Conferenza del disarmo, a margine dei colloqui sul nucleare con gli Usa. “Ci auguriamo che questi colloqui portino a una soluzione negoziata e duratura” ha aggiunto. “L’Iran – ha continuato – rimane pienamente pronto a difendersi da qualsiasi minaccia o atto di aggressione” e le “conseguenze di qualsiasi attacco contro l’Iran non si limiteranno ai suoi confini”. Ha definito “costruttivi” i nuovi colloqui con gli Stati Uniti tenutisi ieri a Ginevra, aggiungendo tuttavia che non è stata fissata una data per un prossimo incontro, un terzo round di colloqui, poiché entrambe le parti svilupperanno bozze di testo per un potenziale accordo prima di stabilire una data. La questione della gittata, traiettoria e del tipo di missili iraniani non riguarda gli Stati Uniti, ha dichiarato la Guida suprema iraniana Ali Khamenei. “Il possesso di mezzi di deterrenza è una necessità. Qualsiasi Paese che non disponga di armi deterrenti verrà annientato dai nemici, ma gli americani stanno cercando di interferire sulla questione delle armi, dicendo: non si possono avere questo tipo di missili o missili di questa gittata. Tuttavia, questa questione non li riguarda”, ha dichiarato Khamenei, citato dall’agenzia di stampa iraniana Fars. Il comandante dei Pasdaran, Alireza Tangsiri, ha detto che le Guardie della rivoluzione sono pronte “a chiudere lo Stretto di Hormuz in qualsiasi momento” se le autorità della Repubblica islamica daranno un ordine in tal senso. Tangsiri sta monitorando le esercitazioni nello Stretto, con gli iraniani che hanno già interdetto alcune zone marittime. La tv di Stato non ha precisato per quanto dureranno le chiusure.
Giuseppe Basilico

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