
Non deve tirare aria buona per il governo Meloni, se un giornale, per vocazione filogovernativo come il Corriere della sera, titola in prima pagina sull’esistenza di “tensioni su giustizia e tasse”.
Sulla giustizia, Nordio appare intenzionato a andare comunque avanti e oltre all’abuso di ufficio intende procedere anche all’eliminazione di altri reati, come quello di partecipazione esterna ad associazione di stampo mafioso.
Di fatto, in questo modo, si apre uno scontro tra politica e magistratura, su cui anche il Presidente della Repubblica Mattarella è intervenuto invocando collaborazione.
In Parlamento queste tensioni non potranno non farsi sentire quando inizierà l’iter per la discussione delle riforme approvate dal governo.
A dare segnali di nervosismo è il leader della Lega Matteo Salvini che, all’indomani dell’approvazione di una legge delega sul fisco, che promette altri colpi alla progressività prevista in Costituzione, chiede un ennesimo condono a favore degli evasori, una “pace fiscale per liberare i tartassati”, in altre parole un ulteriore insulto ai tanti italiani che pagano regolarmente le tasse.
Il clima si sta facendo pesante dentro la maggioranza governitiva, aggravato anche dal caso La Russa e dalle indagini sulla ministra Santanchè.
A completare i dispiaceri della premier Meloni è arrivato inoltre il bollettino economico di Bankitalia che sull’economia smonta la narrazione positiva costruita dal governo.
Bankitalia ridimensiona le previsioni di crescita del nostro PIL, a causa dell’andamento negativo che ha preso il settore manifatturiero e a causa dell’aumento dei prezzi, legato alle speculazioni, che frenano i consumi.
La politica economica del governo Meloni si sta rivelando un fallimento.
L’unica cosa su cui questa maggioranza risulta coerente e unita è infatti la difesa ad oltranza dei profitti.
In Commisione lavoro alla Camera ha detto no secco al salario minimo a 9 euro che avrebbe trasferito tre miliardi all’anno nelle tasche dei lavoratori poveri.
Il segno di classe, la difesa degli interessi dei più forti sembrano essere il collante fondamentale che tiene insieme questa maggioranza; i poveri e i più indifesi si accontentino dell’elemosina di un euro al giorno.
Competizione tra le forze politiche che sostengono il governo e agitazione sui temi della giustizia, insieme alla crisi dell’economia e all’aumento della povertà possono diventare una miscela esplosiva.
La fortuna, per questo governo, è che per ora l’opposizione è divisa.
Ma anche questo non durerà in eterno. Se il PD dal solo non vince è altrettanto vero che anche le altre forze politiche hanno bisogno del PD per non perdere regolarmente. E alla fine gli elettori si stufano e chiedono il conto.
Enrico Rossi

Dire che il Corriere è filogovernativo non corrisponde a verità. È un quotidiano di sinistra moderata, come il suo direttore e i principali editorialisti (liberal) che certamente non amano la coalizione di governo attuale e a suo tempo osteggiarono Berlusconi.