
Riguardo al problema delle cartelle esattoriali, che gravano su famiglie e imprese, Matteo Salvini aveva promesso in campagna elettorale; l’attuazione della cosiddetta “pace fiscale” una sorta di condono per venire incontro ai cittadini che non ce la fanno più. Noi siamo fra coloro che hanno creduto che Matteo Salvini avrebbe rispettato l’impegno preso con gli italiani. Purtroppo, le promesse del segretario leghista sono rimaste solo nelle sue intenzioni. Giorgia Meloni, si era ben guardata di avallare le proposte di Salvini ed è andata per la sua strada, lasciando il suo vice premier a fare una gran brutta figura.
La storia dell’annullamento delle cartelle, emesse dall’Ufficio delle Entrate entro il 2015, equivale a una mancetta che non risolve i problemi principali che hanno originato la questione: dare sollievo alle famiglie in difficoltà e smaltire il lavoro degli uffici pubblici. Il 2015 è un termine molto remoto; frattanto c’è stato il covid, con le “cosiddette chiusure” e la conseguente crisi economica. Il fatturato delle aziende industriali e delle piccole imprese è crollato negli anni 2020 – 2022. Un provvedimento, che comprendesse gli importi fino a 5.000 euro per la cartelle emesse fino al 2022, avrebbe avuto un senso.
Per avere un’idea della dimensione del problema delle cartelle esattoriali, qualche anno si stimavano in 50milioni; ora si parla di miliardi di documenti accatastati in capannoni, con conseguenti costi di affitto per lo Stato.
Roberto Fronzuti

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