
Il nostro pianeta sta vivendo un cumulo di emergenze: guerre, fame, clima, migranti, aumento popolazione, mancanza di fonti energetiche, poca acqua dolce, scarsità di cereali e fertilizzanti.
Tra i conflitti, spicca quello tra Ucraina e Russia, dura ormai da dodici mesi. Questo ha impedito il normale approvvigionamento di gas (dalla Russia) e dei cereali (dall’Ucraina e Russia) come grano – orzo – mais nonché dei fertlizzanti (da Russia e Bielorussia) verso numerosi Paesi dell’Africa, del Medio ed estremo Oriente. Ogni anno (dati ONU) muoiono per inedia circa 10 milioni di esseri umani, mentre la popolazione mondiale aumenta di 100 milioni all’anno. La scarsità di cibo potrebbe presto interessare 50 milioni di individui. In alcuni Paesi del Magreb e dell’Africa centrale e del sud il prezzo dei cereali è più che raddoppiato e la carestia per la scarsità delle precipitazioni è ormai alle porte. Negli U.S.A. i prezzi dei prodotti alimentari corrono più dell’inflazione. Insomma la povertà nel mondo sta aumentando, preoccupando seriamente i governi. In Cina alluvioni frequenti hanno messo in ginocchio i raccolti e sono difficili le operazioni di semina per la scarsità dei fertilizzanti. La FAO, l’istituzione dell’ONU deputata all’attenzione sulla fame nel mondo, si vede pregiudicare di molto la sua azione per la diminuzione di derrate a disposizione.
Altro elemento aggravante è l’embargo che i vari Stati si muovono l’un l’altro, limitando la libera circolazione dei generi alimentari. Poi l’emergenza clima fa capolino destando serie preoccupazioni. I Paesi industrializzati non vanno d’accordo per stabilire severi provvedimenti per diminuire gradualmente i gas serra in circolazione, che causano il pericoloso aumento della temperatura segnalato al 2%, che causa lo scioglimento dei ghiacci dei poli e la crescita del livello dei mari e degli oceani.
L’aumento della popolazione sta raggiungendo percentuali che sfuggono al puro calcolo matematico. Nel pianeta fra un trimestre raggiungeremo gli 8 miliardi di abitanti e fra un ventennio supereremo i 10miliardi, con le prevedibili conseguenze sulla sfamabilità dell’intera popolazione mondiale.
È un dovere umanitario disinnescare le prevedibili mine sociali che possono sfociare in ulteriori conflitti, guerre civili, terrorismo e violenti tumulti delle popolazioni.
Giusto impegnarsi per estinguere le cause delle gravi emergenze che pervadono la vita degli esseri umani tutti e gli uomini politici servono per dare l‘avvio alle soluzioni e non a mantenere colpevoli staticità.
Osmano Cifaldi

Lascia un commento