
Tempi di attesa di un anno per fare una Tac o un’ecografia; due per una mammografia; tre per un intervento chirurgico. Fatti salvi i casi in cui il medico di base può invocare l’urgenza e l’esame deve essere eseguito entro 72 ore. È la realtà della sanità italiana. Di fronte a queste argomentazioni, c’è chi afferma ancora che la nostra è la migliore del mondo o fra le prime.
L’argomento è delicato ed entriamo nel concetto di relativo; migliore rispetto a quale modello? Se paragoniamo la sanità italiana a quella del Paesi europei, quali Svezia, Norvegia, Danimarca, Austria la nostra nazione rimane sicuramente indietro. Se viceversa raffrontiamo il sistema Italia, con l’assistenza gratis per tutti, sicuramente i cittadini italiani ricevono un’adeguata assistenza. È bene ricordare che, salvo eccezioni come l’Italia, nel resto del mondo per potersi curare bisogna avere un’assicurazione che paga le prestazioni ospedaliere.
Altra fonte d’indagine, la Bloomberg colloca l’Italia al quarto posto delle nazioni con la migliore sanità.
Fatte queste doverose premesse, bisogna prendere atto del fatto che fino a un certo punto il modello Italia ha retto, ma la situazione attuale non è più accettabile. Nel corso della pandemia le persone hanno iniziato a rinunciare a curarsi per le note difficoltà dovute al Covid; attualmente il problema è costituito dai tempi di attesa e non solo. Molti cittadini non si sottopongono più ai controlli a causa del costo dei ticket, che non rappresentano più un contributo parziale della prestazione, ma un esborso di 60/70 euro per un esame del sangue. È pur vero che ci sono le fasce di esenzione per reddito, nelle quali rientrano solo coloro che hanno entrate al limite della sopravvivenza.
Il risultato che scaturire da questa situazione è che milioni di cittadini, hanno rinunciato a curarsi, con conseguente aumento della mortalità e della cronicizzazione delle malattie.
Di fronte a una situazione preoccupante qual è quella della sanità italiana, che fare? I cittadini devono protestare con tutti i mezzi, riunendosi in movimenti,associazioni e attraverso i partiti.
Occorre far sentire la propria voce in tutti i modi, per non rischiare il collasso del nostro sistema sanitario.
Roberto Fronzuti

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