• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Tassati a morte

Improvviso interesse del governo a un disegno di legge che porta alle stelle la tassa di successione. A fronte delle nobili intenzioni dichiarate ci troviamo dinanzi all’ennesimo provvedimento per rimpinguare le esangui casse dello Stato.

di Giuseppe Macrina | 27 Febbraio 2016

Non si sono ancora placate le preoccupazioni per il disegno di legge “povertà” di cui abbiamo avuto modo di parlare nel precedente numero di Pensalibero che già si profilano nuovi pericoli per le tasche degli italiani.

Anche questa volta si tratta di una iniziativa legislativa e l’oggetto del desiderio del governo in tale occasione sono le tasse di successione.

Ad attirare l’attenzione sulle mire dell’esecutivo è un noto giornale economico che annuncia l’intendimento dell’attuale governo di volere “rispolverare” una proposta di legge  presentata da tempo e lasciata nel cassetto, volta ad alzare le aliquote sulla tassa di successione in misura notevole rispetto alla disciplina oggi in vigore. E questa volta, sempre secondo quel giornale, l’esecutivo sembrerebbe seriamente intenzionato ad andare sino in fondo.

Se si dovesse arrivare all’approvazione di quella proposta , le conseguenze sarebbero importanti: infatti se il valore dell’eredità supera i 5 milioni di euro, le aliquote arriverebbero anche al 45%.

Vediamo specificatamente come si articola il disegno di legge.

Innanzitutto le aliquote, come sopra accennato, subirebbero un notevolmente incremento:  7%: per il coniuge ed i parenti in linea retta (genitori e figli), con una franchigia massima di 400.000 euro (attualmente, l’aliquota è al 4%, e la franchigia a 1 milione di euro); 8%, per fratelli e sorelle, con una franchigia di 100.000 Euro (attualmente, l’aliquota è al 6%, e la franchigia è uguale); 10%, senza franchigia, per gli altri parenti fino al quarto grado, affini in linea retta, affini in linea collaterale fino al terzo grado ( attualmente l’aliquota è pari al 6%); infine 15%, senza franchigia per gli altri soggetti (attualmente l’aliquota è pari all’8%). Se però il valore del patrimonio ereditario supera i 5 milioni di euro, le aliquote verrebbero triplicate.

Inoltre se nell’asse ereditario risultano immobili, il valore di questi verrebbe determinato moltiplicando la rendita catastale, rivalutata del 5%, per coefficienti che mutano in crescendo a seconda della categoria catastale cui appartiene l’ immobile. Insomma,  sarà il caso di valutare se conviene di più fare una donazione della casa quando si è ancora in  vita.

Nella relazione al disegno di legge è scritto che lo stesso mira a dare attuazione  all’art. 53 della Costituzione laddove sancisce che il sistema fiscale debba essere improntato a criteri di progressività e al contempo –  a seguito di una maggiore imposizione fiscale sui lasciti ereditari più alti – assicurare maggiori risorse da destinare alle politiche pubbliche, realizzando, in tal modo, una più equa politica di distribuzione della ricchezza.

Un altro fine che intenderebbe perseguire la proposta di legge sarebbe rappresentato dalla mobilità sociale che verrebbe generata da un aumento dell’imposizione fiscale dei beni trasferiti, per eredità, ai componenti delle classi di reddito medio-alte e che invece, proprio a causa dei meccanismi attuali, è fortemente limitata. Secondo i parlamentari proponenti, si legge ancora nella relazione, l’attuale meccanismo di trasmissione della ricchezza per via ereditaria – unito ad una bassa o parziale imposizione fiscale – favorirebbe eccessivamente e inopportunamente le classi di reddito più alte, rappresentando una delle forme maggiori di disuguaglianza e di immobilità sociale.

 

Sin qui la proposta di legge che, come detto,  si appella  a  principi costituzionali e alla  volontà  politica di una più equa  distribuzione della ricchezza. Ma quali le ragioni che stanno a monte di questo interesse a mettere mano adesso a una iniziativa di legge che si abbatte così pesantemente sulle eredità?

Questo interesse non nasce per caso ma appare invece  conseguente ad un doppio azzardo fatto da Renzi che da una parte ha scommesso su un’ulteriore flessibilità da parte dell’Europa e dall’altra ha puntato tutto su una stima di  crescita del pil  (0,9% nel 2015 e dell’1,6% nel 2016) che,  dagli ultimi dati forniti dall’Ocse, risulta sballata per eccesso di ottimismo.

 

C’è quindi il serio pericolo che il rapporto defict/pil schizzi al di sopra del famigerato 3% che comporterebbe per il nostro Paese l’apertura di una procedura d’ infrazione.  L’attuale governo – stretto tra le promesse (non alzeremo le tasse) e la realtà (i conti che non tornano) – deve trovare la quadratura del cerchio che darà luogo nei prossimi mesi ad innumerevoli provvedimenti nelle cui pieghe si troveranno le soluzioni agli affanni che lo affliggono.

Uno di questi è per l’appunto la rimodulazione della tassa di successione che, come abbiamo appena detto,  diventerà progressiva con un drastico abbassamento della franchigia  e un parallelo  innalzamento delle aliquote .

Ecco perché si dubita fortemente sulle reali motivazioni che spingerebbero il governo a portare avanti  il disegno di legge, che pure ha una sua precisa genesi  ed uno specifico orientamento politico (l’iniziativa è partita da deputati di SEL circa un anno fa).

Il vero intendimento non è fare equità ma piuttosto far cassa.

E d’altronde solo così si spiega questo improvviso interesse a tale manovra da parte di un governo che si trova il più delle volte in piena sintonia con la Confindustria e che ha in Marchionne  uno dei suoi più strenui sostenitori.  E d’altronde che Renzi abbia cercato alleati a destra o a sinistra a seconda della convenienza non è cosa nuova.

Il sospetto che si tratti anche in questa occasione di mero opportunismo è dunque più che mai lecito.

 

Pubblicato in : EditorialeTag: aliquote, confindustria, conti, costituzione, euro, genitori, genitori e figli, governo, manovra, orientamento, Pensalibero, proposta di legge, provvedimenti, renzi, sel, tassa, tasse

Info Giuseppe Macrina

Vissuto a Roma, dove ha compiuto gli studi laureandosi in Giurisprudenza e specializzandosi in Diritto penale e Criminologia, si è trasferito a Firenze nel 2003. Per oltre trent’anni ha lavorato presso importanti Società autostradali quale responsabile della gestione dei contratti relativi ad appalti di lavori, servizi e forniture. Giornalista pubblicista, è autore di numerosissimi saggi su svariati temi di interesse per le imprese: dalla contrattualistica alle normative di semplificazione amministrativa e a quelle attinenti alle prescrizioni di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri. Su appalti pubblici e normativa antimafia ha
anche pubblicato tre libri.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti