Quando si parla di sviluppo della Toscana, l’attenzione delle istituzioni della politica così come quella delle imprese e delle organizzazioni dei lavoratori si indirizza soprattutto verso l’insufficiente dotazione infrastrutturale della regione.
Nel corso degli anni si sono succeduti piani e programmi a livello nazionale poi tradotti a livello regionale nei quali si ritrovavano numerosi progetti, ma tra il dire ed il fare poi c’è di mezzo il mare: dall’inclusione nei programmi alla realizzazione passano tempi biblici, valga l’esempio della variante di Valico, opera certamente complessa, per la quale tra la decisione e l’ultimazione sono passati trent’anni mentre per l’Autostrada Tirrenica ogni poco si rinnova la scelta di completarla, ma negli ultimi vent’anni se ne sono realizzati IN TUTTO quattro chilometri.
Questa situazione tende a confondere l’opinione pubblica che è subissata di notizie spesso ripetitive, a volte contraddittorie, che si inseguono negli anni.
Cosa si è chiesto ai cittadini
L’Associazione E.S.T – sulla base dell’esperienza già realizzata per le città candidate a capitale italiana della cultura – ha deciso di sentire l’opinione dei cittadini toscani ponendo due semplici domande.
Con la prima si chiede quali ritengono più importanti sono prioritarie per lo sviluppo della regione tra un elenco di dodici (tra le quali non sono ricomprese quelle comunque in fase di faticosa ultimazione – fra tutte la Siena Grosseto, il cui mancato completamento grida vendetta e per la quale si chiede al governo Renzi di indicare una data certa per l’inaugurazione di tutta l’arteria, così come ha fatto in questi giorni per la Salerno Reggio Calabria – ed altre che, per quanto importanti, sono state a suo tempo scartate rispetto a soluzioni alternative comprese nell’elenco, vedi la Barberino Incisa rispetto alla Terza Corsia dell’A 1.

Una forte scelta discrezionale è stata la selezione delle 12 opere da sottoporre al giudizio: reti (autostradali e ferroviarie), impianti aeroportuali e portuali, attrezzature culturali ed economiche che complessivamente coprono l’intera regione: agli intervistati è stato chiesto di indicare le tre più importanti per la Toscana
Prima Domanda. Indicare le tre opere ritenute più importanti per la Toscana
- Ferrovia Pontremolese (potenziamento da Carrara – La Spezia a Parma, direttrice Tirreno Brennero)
- Aeroporto Pisa (nuove piste e terminal)
- Porto Livorno (Darsena Europa e scavo fondali fino a 20 metri)
- Autostrada Tirrenica (completamento da Cecina a Civitavecchia)
- Arezzo Fano (completamento asse che collega il Tirreno via Arezzo a Fano sull’Adriatico)
- Terza corsia A1 (da Firenze Sud a Incisa V.no)
- Sottoattraversamento di Firenze (realizzazione per collegamenti AV sotto città di Firenze)
- Fortezza da Basso (nuovo centro fieristico)
- Aeroporto di Firenze (nuove piste con orientamento parallelo autostrada Firenze mare)
- Terza Corsia A11 (tra Prato e Montecatini)
- Ferrovia Pistoia Lucca (raddoppio binario tra Pistoia e Lucca)
- Polo Museale S.Maria della Scala (completamento spazi espositivi nell’antico Ospedale di Siena)
Dai risultati si è cercato di comprendere se esiste una visione delle priorità condivisa a livello territoriale perché come evidente dalla massa di studi ormai stratificata e dalla percezione quotidiana dei cittadini la toscana è plurale: dopo attenta riflessione, abbiamo deciso di optare per la partizione Toscana della costa e Toscana interna.

Con la seconda domanda si è chiesto di indicare, con risposta libera, i due interventi ritenuti essenziali per lo sviluppo del territorio della provincia di residenza, non compresi nell’elenco delle dodici della prima domanda.
Che tipo di indagine abbiamo realizzato
Abbiamo chiaramente indicato che le interviste realizzate non costituiscono un’indagine campionaria con pretesa di rappresentatività dell’universo, ma offrono risultati che a nostro avviso sono comunque di rilevante interesse per i decisori e l’opinione pubblica.
Peraltro anche i sondaggi su campioni rappresentativi presentano crescenti criticità, in particolare il fatto che siano estratti da elenchi telefonici esclude più della metà della popolazione italiana.[1] cui si aggiunge la diminuzione del tasso di risposta sceso da quasi il 20% di dieci anni fa al 10% di oggi: per campioni che si vorrebbero costruiti con criteri di rigida casualità questi sono certamente problemi seri.
Le conclusioni sono chiare: “ciò che manca è una cultura del sondaggio. Bisognerebbe abbassare le pretese rispetto alla loro funzione di “sfere di cristallo” cioè qualcosa cosa che non sono e non possono essere”[2]
Abbiamo utilizzato la tecnica di ascolto già sperimentata nelle indagine sulle capitali italiane della cultura 2016-2017[3], intervistando oltre 140 persone, con un livello culturale superiore a quello medio della popolazione la cui partecipazione attiva sui social media testimonia un’attenzione ai diversi temi del dibattito culturale e politico altrettanto superiore alla media.
E’ stato scelto di escludere gli stakeholder, gli esponenti cioè di soggetti collettivi (istituzioni, associazioni, categorie) che “per mestiere” si occupano di questi temi, non per disinteresse per le loro opinioni – sicuramente importanti – ma perché queste sono ben note in quanto espresse in documenti pubblici con ampia circolazione.
Il risultato del lavoro condotto in collaborazione con Giorgio De Filippi è la lettura del tema – le priorità infrastrutturali in Toscana – dal particolare punto di vista del nostro panel di intervistati: l’obiettivo è quello di innescare riflessione e dibattito, meglio ancora se induce altri a mettere in campo più approfondite analisi[4].
Prendiamo i risultati per indizi, “spie” che ci avvicinano alla comprensione della realtà, per dirla con Carlo Ginzburg[5].
Chi abbiamo intervistato
Sono state intervistate in tutto 143 persone di cui 74 maschi e 69 femmine (52% e 48%), con la presenza femminile che è di particolare interesse perché il tema infrastrutture è normalmente considerato “affare da maschi adulti ”: oltre a garantire un rapporto equilibrato tra i sessi, si è cercata di assicurare la voce degli under 35, i “nativi digitali” , che hanno pesato per un terzo (34%) sul totale.
L’altra proporzione che si è cercata di assicurare è stata quella con la popolazione residente nelle due grandi aree della Toscana interna ( province di Pistoia, Prato, Firenze, Arezzo, Siena) e della Toscana della costa (province di Massa Carrara, Lucca, Pisa, Livorno, Grosseto) dove risiedono rispettivamente 2,2 ed 1,6 milioni di abitanti: sono state realizzate 84 interviste nella Toscana interna (59%) e 59 ( 41 %) nella Toscana della costa, assicurando anche una rappresentanza proporzionale delle diverse province.
La classifica delle infrastrutture strategiche alla scala regionale
Dalle interviste esce una individuazione chiara delle opere valutate decisive per lo sviluppo della regione: sul podio tre interventi tutti localizzati sulla costa con il primo posto occupato dal potenziamento dell’Aeroporto di Pisa seguito a distanza dalla realizzazione della Tirrenica mentre al terzo posto si colloca il potenziamento del Porto di Livorno con la Darsena Europa.
E’ la piattaforma logistica costiera che si afferma come potenziale motore dello sviluppo regionale, cuore del piano regionale della infrastrutture e della mobilità.

I risultati mostrano una evidente differenziazione tra maschi e femmine: i primi ripropongono la terna della classifica generale (anteponendo la Tirrenica all’aeroporto di Pisa) mentre le donne subiscono il fascino della divisa da pilota, includendo nelle prime tre opere entrambi gli aeroporti assieme alla terza corsia dell’A1.
| Maschi | Femmine | under 35 | ||||||
| Tirrenica | 41 | 55% | Aeroporto Pisa | 38 | 55% | Aeroporto Pisa | 29 | 59,2% |
| Aeroporto Pisa | 35 | 47% | 3° corsia A1 | 23 | 33% | Tirrenica | 21 | 42,9% |
| Porto Livorno | 27 | 37% | Aeroporto FI | 23 | 33% | 3° corsia A1 | 17 | 34,7% |
Se gli over 35 confermano le tre indicazioni della classifica generale, i più giovani, i “nativi digitali” antepongono anch’essi la terza corsi dell’A1 al Porto di Livorno, opera appunto appunto da maschio adulto.

Il potenziamento dell’Aeroporto di Pisa rappresenta la più votata tra le 12 opere sottoposte agli intervistati: se andiamo tuttavia a costruire le graduatorie distinte per le due Toscane – che mostrano scale diverse di priorità – vediamo che entrambe mettono al primo punto il potenziamento degli aeroporti: la costa ovviamente Pisa, l’interno naturalmente l’Aeroporto di Firenze ma anche, al terzo posto, quello di Pisa, perché Prato e Pistoia puntano ad ovest scegliendo Pisa anziché Firenze.
L’orientamento alla costa di Pistoia e Prato è confermata dall’inserimento tra le tre opere prioritarie il porto di Livorno mentre l’aeroporto di Firenze è invece la priorità nelle tre province di Firenze, Arezzo e Siena.
Tab. 5 Classifica opere strategiche per numero indicazioni per territori e % su rispondenti
| Toscana interna (PT-PO-FI-AR-SI) | Toscana della costa (MS-LU-PI-LI-GR) | ||||
| Aeroporto FI | 37 | 44% | Aeroporto Pisa | 42 | 71% |
| 3° corsia A1 | 32 | 38% | Tirrenica | 37 | 63% |
| Aeroporto Pisa | 31 | 37% | Porto Livorno | 24 | 41% |
E’ evidente come l’opera sulla quale si registra la più marcata divergenza di valutazioni tra gli intervistati della Toscana costiera e la Toscana dell’interno è il potenziamento dell’aeroporto di Firenze con la nuova pista da 2.400 metri: è anche l’opera sulla quale si registrano le più forti tensioni, assieme all’Autostrada Tirrenica.

Ma le opposizioni sono connaturate al cambiamento, al nuovo: firme sono state raccolte anche contro il raddoppio della linea ferroviaria Pistoia Lucca, ad un solo binario come nel 1859: la sindrome NIMBY dilaga ovunque, né esiste débat public che tenga.
Le urgenze infrastrutturali nelle diverse province
La seconda domanda cui gli intervistati dovevano rispondere riguardava le opere e gli interventi ritenuti più importanti nelle diverse province.
Per ogni singola provincia si sono distintamente indicati, optando per un linguaggio lieve, gli interventi “più gettonati” , mettendo in fila per numero decrescente di indicazioni ricevute quelli che hanno avuto almeno due segnalazioni, e le segnalazioni sparse nelle quali sono inseriti gli interventi che sono stati indicati da un solo intervistato.
Per queste rinviamo al testo completo della ricerca che richiesto a estassociazione@gmail.com
Solo un cenno a Firenze
Tram ovunque e comunque: lo straordinario successo della linea 1 è penetrato in profondità nell’immaginario collettivo, è visto come la soluzione a tutti i problemi di mobilità e registra un consenso che nessuna opera può vantare in nessun’altra provincia toscana. Una Ola.

Note
[1] Corriereuniv.it “Perché i sondaggi “non ci azzeccano”? È colpa dell’elenco telefonico” , 22 dicembre 2015
[2] R. Benvenuto e M. Bracconi “Le certezze perdute dei sondaggi” Inchieste de La Repubblica, 7 aprile 2015
[3] Associazione E.S.T. “CAPITALI ITALIANE DELLA CULTURA 2016 e 2017:le più amate dagli italiani” settembre 2015
[4] “…pur al netto del campione statisticamente poco rilevante, può comunque rappresentare una percezione credibile della nostra città… Questo sondaggio sarà anche solo un debolissimo segnale d’allarme, ma ignorarlo, magari continuando a dirci come siamo belli in salotto, forse è un errore” M. Pratelli “Como Capitale della Cultura? Al nono posto”, QTIME,
29 settembre 2015.
Un instant poll realizzato dal quotidiano La Stampa sempre nel settembre 2105 con diverse migliaia di votanti di fatto ha confermato la graduatoria delle città formata da E.S.T. con 102 interviste distribuite nelle diverse parti d’Italia.
[5] C. Ginzburg , Spie. Radici di un paradigma indiziario, in Miti, emblemi, spie. Morfologia e storia, Einaudi, Torino, 1986

Lascia un commento