
I paesi ricchi, nel Novecento, dopo aver saccheggiato il mondo ed essersi spartiti il bottino sulla pelle di centinaia di milioni di morti tra militari e civili, hanno capito che con le armi non c’era più nulla da prendere. Così si sono reinventati il vecchio gioco di far combattere i poveri contro altri poveri, vendendo loro al prezzo dell’oro puro lance, frecce, droni, specchietti e perline colorate. Non è un caso se più di un quarto del pianeta, 56 Stati su 193 membri dell’ONU, è oggi in guerra. L’accanimento con cui si continuano a fornire armi all’Ucraina è il fatto più eclatante dai tempi della guerra dei Balcani. I conflitti “importanti” garantiscono all’Occidente vent’anni di benessere, poi bisogna inventarsene un’altra. Il tenore di vita dei miliardari che comandano il pianeta non può rallentare. Forse aspettano solo che lo spazio diventi abitabile, così potranno rifugiarsi in orbita con tutti i comfort prima di dare l’ok a far esplodere una bomba atomica nel Vecchio Continente. Cinicamente una catastrofe simile consentirebbe ai potenti – Stati o individui che siano – di mantenere e accrescere i propri privilegi almeno per un secolo intero. Tutto qui? Tutto qui. Finché la metà dei poveri sarà disposta a massacrare l’altra metà, il sistema reggerà. È su questo che contano i ricchi: ci sarà sempre un disperato pronto a uccidere per sopravvivere un giorno in più. Cinico? No, realista. Forse è tempo di una nuova Rivoluzione francese. Ma se chi propone di tassare i super-ricchi dell’un per cento chiede pure scusa, non avremo mai un capitano coraggioso da seguire. E ne avremmo bisogno, non tanto per mangiare, ma per non essere presi in giro da chi quell’un per cento non lo noterebbe nemmeno se diventasse dieci. I ricchi hanno un principio incrollabile: se al topolino dai un pezzettino di formaggio, poi vorrà tutta la forma. Da lì sono partite le rivoluzioni, dalla forma intera. E hanno garantito secoli di giustizia e riforme. Vi pare giusto sacrificare centinaia di migliaia di giovani soldati ucraini sapendo che andavano a morire per testare un nemico che nessuno ha avuto il coraggio di affrontare a viso aperto? Oggi la pace è un privilegio dei paesi ricchi che fanno affari nelle 56 guerre che loro stessi alimentano per conservare i propri, inutili, privilegi. Pensateci: il sovrano della Thailandia possiede 300 auto, 52 yacht, 38 aerei con rifiniture d’oro e 17.000 case. Per defecare in ognuna di esse una volta nella vita dovrebbe soffrire di dissenteria cronica. E intanto muoiono persone perbene per queste imbecillità.
Caro Landini, lascia stare i talk show e pensa a tutto questo mentre lotti per un salario più decoroso. C’è poco da capire e ancor meno da spiegare, quando per esempio l’operatore di un call center oltre ad essere insultato prende 15 euro al giorno. Poi ci lamentiamo che non nascono bambini. Ma tassiamoli questi ricchi prima che prendano la residenza sulla luna, dov’è lo scandalo?
Angelo Santoro

Lascia un commento