
“Un vergognoso e pessimo esempio delle intenzioni ‘pacifiche’ della Russia. Un altro attacco sconsiderato e cinico ha preso di mira le sottostazioni che alimentano le centrali nucleari di Khmelnytskyi e Rivne: Mosca è disposta a rischiare un disastro nucleare per infliggere nuove sofferenze. L’Ucraina non è sola. Il sostegno dell’Ue continua”. Lo afferma la portavoce del Servizio di Azione Esterna dell’Ue, Anitta Hipper. Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato il Consiglio Supremo di Difesa, al Palazzo del Quirinale, per lunedì 17 novembre 2025 alle ore 16.30. L’ordine del giorno prevede l’esame dell’evoluzione dei conflitti in corso e delle iniziative di pace, con particolare riferimento all’Ucraina ed al Medio Oriente. Inoltre, il Consiglio valuterà le minacce ibride con riferimento anche alla dimensione cognitiva e alle possibili ripercussioni sulla sicurezza dell’Unione Europea e dell’Italia. L’Ucraina ha chiesto la convocazione del Consiglio dei governatori dell’Aiea (Agenzia internazionale per l’energia atomica) a causa degli attacchi russi al suo sistema energetico. Lo riferisce il viceministro dell’Energia ucraino Mykola Kolisnyk: “L’obiettivo è quello di creare meccanismi per prevenire gli attacchi della Russia alle infrastrutture critiche e rafforzare la pressione internazionale sulle questioni relative alla sicurezza nucleare e radiologica”, spiega in una dichiarazione riportata sui canali social del ministero. L’Unione Europea non ha fissato alcuna scadenza o misura concreta per il ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia: lo ha dichiarato la portavoce della Commissione Ue, Paula Pinho. “Non vi sono altri elementi concreti in questo momento su future misure che riguardino le sanzioni”, ha spiegato: “Il lavoro sulle sanzioni è riservato, così come la tempistica, ma, naturalmente, ci stiamo lavorando costantemente”, ha concluso. Il diciannovesimo pacchetto di sanzioni europee contro la Russia era stato adottato il 23 ottobre scorso, e comprendeva il divieto di acquisto dal gas naturale liquefatto russo a partire dal primo gennaio del 2027. Il primo ministro polacco Donald Tusk ha dichiarato in un’intervista pubblicata ieri dal quotidiano polacco Gazeta Wyborcza che in ogni società europea si sta combattendo “una guerra” promossa dalla “quinta colonna” putiniana. “La guerra che Putin ha dichiarato all’Occidente si sta svolgendo anche all’interno delle nostre società”, ha osservato il primo ministro parlando al quotidiano polacco.”Putin ha gli strumenti per distruggere l’Unione Europea come organizzazione, ma anche l’Europa come fenomeno culturale”, ha proseguito Tusk. La situazione finanziaria dell’Ucraina nel 2026 dovrebbe essere più difficile rispetto a quest’anno a causa dell’incertezza su come coprire il deficit di bilancio, ha dichiarato lunedì il viceministro delle Finanze Oleksandr Kava. Kava ha dichiarato durante una conferenza che il deficit non finanziato per il 2026 e il 2027 è di circa 60 miliardi di dollari e che Kiev è ancora in trattativa con i partner su come raccogliere i fondi necessari. L’Ungheria già beneficia di deroghe europee per poter importare petrolio russo. Deroghe concesse nel 2022 quando fu introdotto l’embargo come sanzione europea contro la Russia. Lo rendono noto i portavoce della Commissione europea. “L’Ungheria ha effettivamente beneficiato di un’esenzione dalle sanzioni a livello Ue sulle importazioni di petrolio dalla Russia, perché abbiamo riconosciuto le specificità dell’Ungheria in quanto paese senza sbocco sul mare. “Gli europei credono che l’Ucraina possa vincere la guerra e difendere i propri interessi con mezzi militari”, ha dichiarato lunedì ai cronisti il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. Secondo lui, si tratta tuttavia di una convinzione “illusoria” di Kiev. “La situazione sul fronte indica il contrario”, ha affermato. Secondo Peskov, la fine del conflitto sarà possibile solo “quando la Russia avrà raggiunto tutti gli obiettivi che si era prefissata all’inizio”. Mosca chiede che l’Ucraina rinunci ad aderire alla Nato e ceda alla Russia le regioni di Donetsk e Luhansk, che formano il Donbas nell’est, quelle di Kherson e Zaporizhzhia nel sud, oltre alla Crimea annessa nel 2014. Condizioni inaccettabili per i leader ucraini e i loro alleati occidentali.
Consigliere Dmitri Peskov, vuol dire che in Ucraina gli ucraini non ci sono più?
Giuseppe Basilico

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