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Tanti giovani senza lavoro: non basta dire, bisogna fare

di Fabrizio Binacchi | 8 Giugno 2014

In sei anni, dal 2008 ad oggi, i ragazzi e i giovani occupati nella fascia più dinamica e professionalmente prorompente, cioè 25 – 34 anni ( beh a 34 anni si era quasi in pensione vent’anni fa) sono diminuiti di 1 milione e 400 mila.

giovaniGià i numeri fanno impressione ma quando al posto delle cifre ci metti le facce beh allora l’impressione si moltiplica, si decuplica. Sono i numeri della disoccupazione giovanile, vero disastro nazionale, che ogni mese arrivano come un bollettino di tempesta. A ogni mese tutti li commentano, tutti ci fanno pezzi qualcuno esecra, qualcuno impreca, qualcuno propone ma alla fine nulla si dispone. E le cifre si aggravano. Un giovane su due entro i 24 anni è senza lavoro. Bel primato. In sei anni, dal 2008 ad oggi, i ragazzi e i giovani occupati nella fascia più dinamica e professionalmente prorompente, cioè 25 – 34 anni ( beh a 34 anni si era quasi in pensione vent’anni fa) sono diminuiti di 1 milione e 400 mila. Anche questa sembra una cifra da poco, in realtà è un esercito: pensate sono tanti quanti gli abitanti dell’Abruzzo o quasi della Liguria. Come se una intera regione fosse a casa. Nelle regioni del sud le cifre sono ancora più incandescenti: qui non lavorano e non trovano lavoro due su tre. Abbiamo la generazione mille euro quella dei call center e degli impieghi part time verticali od orizzontanti che cerca di mettere su casa con 835 euro al mese, e abbiamo la generazione zero virgola, quella che non arriva nemmeno a un punto pieno di occupazione in certe fasce e in certe zone. Generazione che diventerà adulta senza aver conosciuto una forma di occupazione o di lavoro e di impiego. Certo ci sono casi e situazione che vanno controcorrente: cooperative di giovani digitali, associazioni di piccole micro imprese per l’assistenza sociale, gruppi di giovani che fanno gli artigiani digitali e tecnologici per piccole imprese e gruppi, ricercatori nel piccolo e nel gigante, ma sono episodi, sono casi purtroppo ancora troppo limitati. L’esercito dei giovani senza lavoro non sa nemmeno o non immagina nemmeno che basterebbe avere un pc e una connessione per trovare un’idea una opportunità, un contatto. Il tragico è che l’esercito de giovani senza lavoro non ha nemmeno una connessione ed episodi. Non trovi nemmeno le parole giuste quando una ragazza o un giovane ti dicono: le posso mandare un curriculum? E tu rispondi: certo. E cominci a pensare a chi posso girarlo, come posso aiutarla o aiutarlo in questo deserto pubblico privato di opportunità? E non t’arrischiare nemmeno di chiedere qualche particolare su titoli e tesi o progetti o master perché salirebbe ulteriormente la frustrazione. Centinaia di super formati con tesi di super ricerca che sono a cercare contatti e piccoli incarichi per rimanere nel giro, per non avere l’immediata sensazione di aver sprecato anni di libri mesi di laboratorio, quintali di fotocopie, decine di biro. Sarebbero da invitare i politici che si occupano di lavoro e di far incontrare imprese e nuove risorse in qualche cerimonia di diploma e di master, far vedere le facce di quelle e quelli che sono pronti a buttarsi e impegnarsi per lavorare e magari cambiare il mondo ed invece là fuori c’è ancora lo stagno, c’è la palude, c’è il blocco. E sentono subito parlare di esodi e prepensionamenti di crisi e di mobilità, di flessibilità in uscita e duttilità in entrata.  La generazione zero virgola non ce lo perdonerà. Sarà come averli mandati in una guerra silenziosa senza dirglielo.

Pubblicato in : CornerBlog

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Luigi Marchiorello Dal Corno

    9 Giugno 2014 alle 12:52

    Caro Fabrizio, fa sempre piacere leggere chi si preoccupa di problemi gravi, concreti e attuali.
    Peccato che non abbozzi nemmeno un tentative di intervento, se non di soluzione.
    Credo che questa situzione drammatica, art 1 della Costituzione: “L’Italia è un Repubblica fodata sul lavoro” debba essere affrontata con le armi nucleari della fusione, ma questa è solo la mia opinione, che sono un po’ radicale.
    Invece per quanto riguarda gli Independentisti Veneti cui vanno le mie simpatie, credo si accontenterebbero temporaneamente, fino alla ottenuta indipendenza del Veneto, anche di misure più lievi.
    Ad esempio tutti i giovani superiori ai 21 anni, disoccupati e non impegnati nello studio, potrebbero con apposita Legge, essere arruolati nel servizio Civile con trasferimento obbligato nelle ex Caserme Militari, che quindi non devono venire dismesse a favore dei soliti affaristi, dove fare lavoretti per la comunità con disciplina Militare e ad esempio per Cento Euro al Mese, fino all’istante stesso in cui producono un offerta di lavoro.

    Rispondi

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