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Il ritorno della politica in Italia e in Europa

di Angelo Giubileo | 8 Giugno 2014

Sul presente ed il futuro del nostro paese pesano e peseranno soprattutto le scelte di politica fiscale, comprese tra un’implementazione del livello generale di tassazione e/o una riduzione della spesa pubblica.

italia_e_europaL’esito delle elezioni europee conferma nel complesso l’orientamento democratico del voto popolare e la volontà politica generale di pervenire ad un modello di Unione Europea che non sia quello finora sperimentato degli stati e dei governi nazionali ma dei cittadini.

Per la prima volta, anche se in maniera confusa, il voto è stato indirizzato dall’indicazione dei partiti di nomina del proprio candidato alla presidenza della Commissione, il cui insediamento è previsto per novembre di quest’anno. Questa indicazione è determinante da un punto di vista strettamente politico, in particolare per tre ordini di ragioni: i) democraticamente, le indicazioni del voto non possono essere disattese ii) in un rinnovato parlamento europeo, eletto su base proporzionale, lo schieramento politico del PPE rappresenta una forza di maggioranza relativa e quindi da sola insufficiente ad operare le scelte future, in primis quella del presidente della Commissione. Sulla questione, di riflesso, è intervenuto il premier inglese, il quale, in mancanza di un accordo sostanziale, ha minacciato di anticipare il già programmato referendum nazionale (iii) sull’adesione della comunità inglese all’Unione Europea.

Quanto in specie all’Italia, l’esito delle elezioni offre al paese l’occasione, insperata alla vigilia, di interpretare un ruolo diverso in Europa, rispetto ad un recente passato perfino da protagonista, ed in forza soprattutto di una posizione di maggioranza relativa acquisita all’interno dello schieramento democratico e socialista del PSE.

E tuttavia, rispetto ad una siffatta evoluzione del quadro politico europeo, perdura direi una fase di stagnazione sul piano economico, oltre l’ambito europeo e in un contesto mondiale in cui risalta il dato in calo del PIL statunitense relativo al primo trimestre 2014. Ne consegue che, per quanto concerne in particolare il nostro governo e paese, sarebbe senz’altro sbagliato sostenere ed alimentare facili illusioni.

Infatti, da un punto di vista produttivo ed occupazionale, la questione assolutamente prioritaria resta pur sempre quella di “agganciare” la ripresa, considerata anche la difficoltà – a causa dell’enorme peso del debito pubblico attualmente cifrato al 132% circa del PIL – d’incentivarla. A tale proposito, i governi Monti e Letta ci hanno provato ripetutamente, prevedendo di escludere le spese d’investimento dai parametri europei relativi al contenimento del deficit entro il 3% del PIL, ma a quanto pare invano. Per ragioni, che possiamo anche giudicare comprensibili, ma, tutto sommato ritenute insufficienti sul piano della contabilità generale. In linea con l’ultimo giudizio diffuso ieri da Bruxelles, che invita il governo italiano a compiere “sforzi aggiuntivi, in particolare nel 2014”.

E’ quindi bene ribadirlo, anche dopo le otto raccomandazioni rivolte lunedì scorso all’Italia (http://ec.europa.eu/europe2020/pdf/csr2014/csr2014_italy_it.pdf), che sul presente ed il futuro del nostro paese pesano e peseranno soprattutto le scelte di politica fiscale, comprese – a fronte di un elevato rischio da debito pubblico elevato – tra un’implementazione del livello generale di tassazione e/o una riduzione della spesa pubblica. Sono dunque queste, le scelte politiche di sistema a cui il governo del paese è chiamato da circa un ventennio.

Per quanto mi è qui consentito esprimere in termini di facile giudizio, insisto nell’auspicare un processo di riforme strutturali che da un lato razionalizzi la spesa ed eviti gli sprechi e quindi riduca il livello generale della spesa pubblica, dall’altro provveda al riordino del sistema fiscale e dei controlli e quindi riduca anche il livello generale della tassazione. E comunque, oltre ogni annuncio o messaggio, possiamo ben dire che è ritornato il tempo della politica.

Pubblicato in : Editoriale, Metamorfosi

Info Angelo Giubileo

Angelo Giubileo (Torchiara, Salerno, Italy 1 aprile 1965), filosofo, giornalista e scrittore.
Già cultore della materia presso le cattedre di “Filosofia del diritto”, “Teoria dell’interpretazione” e “Logica giuridica” all’Università degli Studi di Salerno (aa.aa. 2000-2003).
Autore di numerosi saggi e articoli, pubblicati in Italia e all’estero.
In qualità di redattore:
– dal 2007 collabora con “Pensalibero” (Vicedirettore dal 2016 al 2023);
– dal 2016 collabora con “Il Quotidiano di Salerno”;
– dal 2018 al 2022 ha collaborato con “Antiche Curiosità” e la rivista “Destrutturalismo”;
– dal 2018 al 2023 ha collaborato con “Asino Rosso”;
– dal 2019 collabora con il “Nuovo Giornale Nazionale”;
– dal 2024 collabora con “PaeseRoma”;
– dal 2025 collabora con il movimento poetico-artistico d’avanguardia “DinAnimismo”.
Tra i saggi, si segnalano: “Scritti politico-liberali” (2016), “Pensioni: modello cileno per l’Italia?” (AA.VV. 2018), “L’essere e il nulla nell’era della tecnica” (2018), “La Macchina del tempo” in “TDay” (AA.VV. 2019), “L’alba del Mondo Nuovo” (2020), “Da Parmenide a Heidegger e ritorno” (2023), “Tutto è eterno” (2024); tutti disponibili in qualsiasi store.
Nel 2022 è stato cofirmatario dell’appello “Per una nuova bandiera euro-nazionale” pubblicato su Le Journal du Dimanche. In quanto autore dell’articolo “L’essere oltre la profezia”, pubblicato in “Dell’anno 2100” (AA.VV. 2023), è stato citato da Günter Berghaus nel suo periodico catalogo “A bibliography of Publications on Futurism” (2023). Nel 2025, è stato autore della prefazione “Il volo” alla versione italiana del saggio “Meccanica irrazionale” del fisico transumanista Giulio Prisco.

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