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Tagli spese inutili? Sempre fra 3 anni

di Fabrizio Binacchi | 25 Novembre 2013

Come sempre si fanno grandi annunci e poi  i veri risparmi sono programmati “dopo”, almeno “fra due anni”, e cioè quando presumibilmente c’è qualcun altro a rispondere, un altro Governo un altro ministro, un altro contesto.

tagliallaspesaPer favore diteci cose a cui possiamo credere. Dopo quello di una parte della spesa pubblica, il vero spreco degli sprechi è quello della nostra pazienza. Spending rewiew? Se non ci date risultati entro pochi mesi beh non ci crediamo più. E l’inizio di questa nuova tornata non è promettente. Già su queste colonne nel nostro piccolo non essendo funzionari del Fondo Monetario Internazionale o addetti alla Ragioneria dello Stato ma ancora in possesso di una quota di buon senso avevamo azzardato l’ipotesi che in più di 810 miliardi di spesa pubblica italiana annuale almeno l’1 per cento (cioè almeno 8 miliardi) poteva essere aggredito e indirizzato verso lidi più produttivi. Il nuovo responsabile della Spending Rewiew Cottarelli che viene dal Fondo Monetario Internazionale ha annunciato che si farà sul serio e che da una sua analisi preventiva, sembra che si possano risparmiare addirittura 30 – 40 miliardi di euro. Ma quando? Beh entro il 2016. Ah ecco. E nel 2014?  Beh per l’anno prossimo circa un miliardo. Programmato o sperato.”Attraverso una revisione di funzioni in ambito della pubblica amministrazione”. Ci vuole quasi un traduttore. Che dire? Che come sempre si fanno grandi annunci e poi  i veri risparmi sono programmati “dopo”, almeno “fra due anni”, e cioè quando presumibilmente c’è qualcun altro a rispondere, un altro Governo un altro ministro, un altro contesto. Si rincorrono gli annunci e poi si dice che ci vuole tempo, guardare ai provvedimento nell’arco di un “triennio”.  Ripetiamo con molto rispetto: per favore annunciateci obiettivi a cui possiamo credere perché altrimenti sprecate un’altra occasione, e alla prossima verifica di adesione tra elettori ed eletti avremo nuove sorprese. Non dovremo stupirci se a votare vanno sempre meno e se vanno a votare movimenti di protesta. Un segnale viene anche dalle recentissime elezioni regionali in Basilicata dove la maggioranza degli elettori è rimasta a casa ed è andato alle urne meno della metà degli aventi diritto. Una regione quella travolta dallo scandalo delle spese ingiustificate. E di fatto non c’è zona d’Italia che non sia stata toccata dallo scandalo dei rimborsi indebiti delle spese per attività istituzionale. E d’altra parte già nel Vangelo c’era il grande monito verità: “Chi è senza peccato scagli la pietra”disse. E Lui poi quando ha  alzato lo sguardo e non ha visto più nessuno. L’altro giorno papa Francesco ha incontrato i vertici della cooperazione sociale italiana, un tè per 4 e uno dei partecipanti mi ha detto che il Papa è molto attento a capire come le organizzazioni economiche possono aiutare chi ha bisogno. Il bisogno come priorità sociale e umana.  Eravamo il Paese della grande affluenza alle urne, in dieci anni abbiamo sprecato anche l’adesione elettorale dei cittadini. Abbiamo affievolito la partecipazione. Un altro peccato mortale. Si fa presto annunciare una bella revisione della spesa, ci vuole molto coraggio e molta forza, oltre che molto potere, realizzarla e cominciarla e portare a compimento un processo. Finora siamo rimasti alle belle parole inconcludenti: costi standard, allineamento delle prestazioni, aree di compensazione, spese campione ecc. ma non abbiamo mai raggiunto risultati concreti sostanziali. Il risultato è l’allontanamento non solo nei tempi ma anche della fiducia. Che è quella più grave, più allarmante, perché comporta la revisione di atteggiamenti profondi, molto più pesanti di un costo standard.

Pubblicato in : CornerBlog

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. michele d.

    26 Novembre 2013 alle 12:32

    possibile che fra la pletora( pare circa 8000(ottomila) di enti praticamente inutili e sicuramente costosissimi perchè costantemente in perdita di regioni, comuni e provincie non se ne trovi uno da chiudere e risparmiare il costo del suo consiglio di amministrazione zeppo di “trombati” ed amici????

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