Per ora avvisaglie di un programma non se ne avvertono. E nemmeno si capisce se e quali saranno gli alleati. Tutti aspettano Renzi, anche se con opposti sentimenti. Toccherà a lui costruire e presentare una piattaforma. E non sarà semplice.

Ecco, in questi ultimi tempi, a parte le politiche, il PD ha vinto ogni genere di elezione, regionale, provinciale, comunale, circoscrizionale. Eppure, mentre si infervora la campagna per l’esito finale delle primarie, pare di cogliere attorno a quel partito un acre e mesto odore di sconfitta: per cui, “ di vittoria in vittoria, verso la sconfitta”.
Renzi, Civati e Cuperlo se ne danno di santa ragione. E ancora di più i rispettivi eserciti in periferia: tessere fasulle, congressi fantasma, immancabile intervento della magistratura (e come ti sbagli!) a Salerno.
Sono segnali inequivocabili di un partito autoreferenziale, ripiegato su se stesso. La scissione sarebbe una sciocchezza, ma la tentazione è largamente diffusa tra i militanti della tradizione post-comunista che temano lo “snaturamento” ad opera del grande favorito della kermesse, Matteo Renzi.
Eppure, tutte queste differenze tra Cuperlo, Renzi e Civati nessuno, almeno fra coloro che non sono direttamente coinvolti nelle vicende congressuali, le avverte. Saranno, senza dubbio, percezioni, sensazioni dettate dagli atteggiamenti e dal linguaggio dei tre candidati. Ma le proposte agli italiani per non lasciarsi sfuggire ancora una volta la vittoria a portata di mano quali sono?
Berlusconi sarà pure alla frutta. Ma pare di vedere nel suo campo che si siano già delineati un programma e lo schieramento atto a sostenerlo. Quanto al programma, la ridefinizione delle condizioni per la nostra permanenza in Europa, la lotta allo strangolamento fiscale e i temi della Giustizia saranno pure temi rozzi e di protesta. Ma fanno presa, e giustamente, perché puntano dritti alla pancia della gente. Quanto allo schieramento, persino la scissione di Alfano potrebbe rivelarsi un punto a favore di Berlusconi.
Nel PD, impegnato allo spasimo a trovare il nuovo segretario, per ora avvisaglie di un programma non se ne avvertono. E nemmeno si capisce se e quali saranno gli alleati. Tutti aspettano Renzi, anche se con opposti sentimenti. Toccherà a lui costruire e presentare una piattaforma. E non sarà semplice. Se si vorrà tenere tutti uniti, si correrà il rischio di presentarsi con una melassa che non arriverebbe a suscitare sentimenti di speranza tra gli elettori. In caso contrario, ecco pronta l’accusa a Renzi di “non avere niente a che fare con la sinistra”. Per non parlare del problema, tutto da affrontare, della convivenza con un governo che si avvia verso la impopolarità e che è tuttavia presieduto da un proprio esponente.
C’è il fondato timore che, nonostante le reiterate dichiarazioni di morte politica di Berlusconi, il PD si appresti ancora una volta ad attaccarsi al pericolo caimano per corroborare la sua campagna elettorale. Per favore, almeno questo risparmiatecelo.

prima che si sprechino i commenti sul “trio” e il loro dibattito, vorrei far notare come la politica sia diventata una gara, quel confronto non aveva niente di interessante, tre candidati per accedere a un premio, poco importa se si tratti del cuoco piu’ bravo, dello scrittore migliore, del mister piu’ sexy, o della miss piu’ perfetta.
Un concorsino, a questo la politica si è ridotta, perdenti i cittadini, vincenti quelli che si candidano per la propria boria e sete di potere e soldi. Una messinscena ridicola, fatta passare per “confronto” e “dialogo” e che invece è una farsa di non diversa levatura dei talent show. The voci of Italy? The boss of PD? Trovatemi la differenza, io non la intravedo.
Analisi perfetta, solo che purtroppo il PD resta ,non sò per quanto,l’alternativa al centrodestra e con i suoi errori strascina alla sconfitta tutti quanti.
Io penso che sia venuto il che i partiti che hanno ancora riferimenti culturali certi anche se diversi si pongano l’obiettivo di dare speranza all’Italia, in una sorta di CLN di rinascita. Penso in particolare al mio PSI , di cui sono militante da 43/anni, basta con l’inseguire la possibilità accasarsi con altri per avere la massa critica per eleggere qualcuno, l’elettorato potenzialmente nostro stà nel 50% DI ELETTORATO CHE NON VOTA, se ad esso sommiamo il voto al 5Stelle iQuesto parlamento pretende di rappresentare l’Italia con il 35% dell’elettorato.
L’italia di sinistra, l’Italia che ancora non si rassegna , l’Italia che ha la rivoluzionaria ambizione di diventare un paese normale, deve trovare nel PSI un punto di riferimento ,ma noi dobbiamo uscire dalla nostra piccolezza , non tanto elettorale ,ma politica.
Inserisco il commento di Vincenzo Gallo:
“Di certo vedo solo la sconfitta del popolo che lavora e che viene solo tartassato da imposte e tasse sempre più esose in cambio di servizi veramente vergognosi.
La sinistra ha gia perso dando vita a questo Pd che ha abbandonato il suo elettorato di riferimento per cercare i consensi in questa borghesia della pagnotta, che senza alcun ideale, forma di coerenza o dignità si è venduta al migliore offerente, il quale ha ben capito che le elezioni si vincono con la pancia (leggi Sig.B unico grande vincitore!!).”