Dopo il lungo ed incalzante affondo sferrato da tutti i leaders del Centro Destra all’incauta, ma quanto mai importante, affermazione di Romano Prodi sulle “tasse” che intende far pagare agli italiani nel prossimo quinquennio di legislatura in caso di vittoria, finalmente Romano Prodi, nel corso della trasmissione di Lucia Annunziata, “In mezz’ora”, ha ammesso di aver sbagliato nell’indicare la cifra di € 250.000, 00 come tetto minimo per l’applicazione della tassa patrimoniale. A questo punto, però, ad alcuni interrogativi deve essere data risposta:
1. ma il programma dell’Unione che è lungo intorno a 300 pagine, di che cosa parla? Possibile che un Programma così dettagliato, debba, al contrario, essere così carente su un punto che è importantissimo per i cittadini?
2. quanti sono questi milionari che con i loro “giri di patrimonio” dovrebbero garantire all’erario il gettito necessario a realizzare l’abbassamento di 5 punti del cuneo fiscale, proposto nel Programma dell’Unione?
3. perchè coloro che si sacrificano risparmiando, magari per una vita intera, per garantire ai figli un futuro migliore, devono vedersi decurtato ulteriormente il capitale, dopo averci già pagato sopra abbondanti tasse? Non ci dimentichiamo che “il lupo perde il pelo ma non il vizio”: il Presidente del Consiglio Amato impose una tassa straordinaria sui depositi bancari; Romano Prodi, poi, ci chiese il contributo straordinario per entrare in Europa: mai restituito!!!!
4. è mai possibile che, la sinistra, in caso di necessità, non sappia mai fare altro che colpire i risparmi dei cittadini, invece di proporre politiche che favoriscano l’imprenditorialità, lo sviluppo e l’occupazione, attraverso minori vincoli al mercato e promuovendo maggiore concorrenzialità?
Ah, ci tengo, a dirlo: sfortunatamente io non sono nemmeno un lontano parente di Paperone dei Paperoni e, dunque, non ho nessun interesse a battermi in difesa di costoro, “i milionari”).
E’ il principio su cui deve fondarsi una società liberale che più mi preme.
Non è, infatti, ammissibile che si debba obbligatoriamente e ricorrere a prelievi sui capitali dei cittadini, anziché proporre forme ed organizzazioni dello Stato che ne consentano lo sviluppo equilibrato.
Ma, la risposta è fin troppo semplice: nel primo caso si prendono, con estrema facilità, risorse finanziarie dove sono e senza il minimo sforzo!
Nel secondo caso, invece, c’è da lavorare (intendo per il Governo!) …… e quando c’è da lavorare: “voglia mia saltami addosso”. A questo proposito, mi torna in mente quella frase che qualche anno fa vidi scritta sul muro di un’azienda metalmeccanica: “Ma se il lavoro è tanto buono, perché i padroni non se lo tengono”.
La morale è che, per chi lavora, produce e crea il capitale, c’è sempre il momento di pagare!
Invece, su questo argomento ritengo che non si possa scherzare affatto; e chi si propone alla guida del Paese deve dire chiaramente cosa intende fare.
Maestro Alberto da Bologna

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