Ultimi giorni, se non ore di campagna elettorale. Si può già trarre un primo bilancio di come ha funzionato, almeno nella fase pre-voto, la nuova legge elettorale proporzionale e senza le preferenze. Paradossalmente il risultato è stato ottimo per coloro che quella legge hanno avversato, il centro sinistra, e disastroso per chi l’ha voluta, il centro destra. Non tanto per la reintroduzione del proporzionalismo ma per il meccanismo delle liste bloccate. La legge infatti non ha inciso sul bipolarismo, le coalizioni sono sostanzialmente rimaste coese anche se poi i partiti hanno dovuto chiedere i voti più per se che per l’alleanza, ma ha cambiato il modo di cercare i voti. Anzi, l’ha cambiato solo per il centro destra. Il centro sinistra, da sempre, ha una capacità di mobilitazione altissima che prescinde dal modo come si vota. Per il centro destra invece vale l’esatto contrario. Così sul versate Casa delle Libertà nessuno, o quasi, ha fatto campagna elettorale. Le ragioni sono soprattutto due: 1) Forza Italia, non ha nessuna reale struttura sul territorio, non sa come si fa una campagna elettorale, non sa come si tengono rapporti con i media. I dirigenti sono quasi sempre cooptati dal gruppo di vertice e quindi più che di tenere contatti con i loro elettori si preoccupano di non dispiacere chi li ha promossi. Se funziona lo stellone del Berlusca bene, in caso contrario sono dolori; 2) Senza il voto di preferenza l’elezione dipende solo dal posto che si occupa in lista che deriva ancora una volta da una concessione dei vertici. La conseguenza è che una volta ottenuto il posto e pagata una quota per le spese generali non resta voglia, e forse anche disponibilità economica, per contattare personalmente i potenziali elettori. Quindi, poche manifestazioni a cui vanno sempre i soliti ultraconvinti e nessun contatto porta a porta per convincere gli incerti, i delusi o semplicemente per chiedere un voto ad un amico sul piano personale e al di là delle idee politiche.
Insomma un suicidio studiato a tavolino. Anche perché mai come in queste elezioni risulta determinante il voto delle frange marginali dei votanti, elettori incerti o svogliati possono, mobilitandosi, dare la maggioranza all’uno o all’altro schieramento. A sinistra c’è la molla dell’antiberlusconismo, a destra niente. Se la gente non va a votare da sola non sarà stata certo la campagna elettorale a motivarla.
Senza tema di smentita. Se la Casa delle Libertà perderà le elezioni per due o tre punti sarà il risultato della scarsa mobilitazione dei suoi candidati.
Pericolo liste
Grazie alle liste bloccate il centro destra corre il rischio di perdere le elezioni. Il suicidio degli apprendisti stregoni di Forza Italia

I rischi degli stregoni e dei loro apprendisti
In verità io non sono così sicuro che la vittoria del Centrosinistra sia già incassata e, personalmente, me la auguro anche se Prodi Don-Abbondio non è quasi mai stato brillante, ma Berlusconi Don-Rodrigo ha digrignato troppo i denti e questa politica del “solo contro tutti” come ha evidenziato l’editoriale è una sorta di referendum o con me o contro di me. Tutto o nulla. I grandi condottieri ragionavano così, ma anche coloro che non amano le mediazioni della democrazia. Se Berlusconi vincerà lo potrà fare soltanto ad alcune condizioni: premere sulla pancia degli elettori, spaventarli, riportarli a votare per oltree l’80 per cento come nel 2001 e nel 1994. Tutto è incerto, almeno dal mio angolo di visuale. E la cosa che si può davvero dire è che un partito che ha fatto in undici anni due soli congressi nazionali e per conoscere il pensiero del suo leader deve accendere la televisione…non è certo il modello di democrazia con il quale conservatori e progressisti si contendono il potere nella maggior parte dei Paesi europei o nel Nord America. E’ vero: siamo a metà fra Africa ed Europa…con buona pace dei celtici nostrani, così lontani da uno stile e un rituale di moderna democrazia. Certo c’è poco da stare allegri. Qui non siamo a Yale o a Oxford. Qui delle finezze e del confronto leale non se ne parla nemmeno. Per questo penso che uno spirito libero può, forse, votare anche per qualcuno dei partiti del Centro-Destra. Più problematico pensare di rafforzare il partito del Presidente, il cui ego ha costruito un logo più grande del simbolo: solo che in quel simbolo ci sono i colori dell’Italia.
Meditino i ghibellini fiorentini, per quanto non certo entusiasti (e come esserlo?), del Centro-Sinistra.