• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Suicidio tribale

di Davide Giacalone

di Davide Giacalone | 19 Settembre 2011

Le lotte tribali ci stanno portando al suicidio collettivo. Gli opposti stregoni sono disposti a giocarsi la vita (degli altri) pur di addentare il cuore dell’avversario. Ogni tanto qualcuno alza il ditino e invita alla consapevolezza della crisi, avverte l’imminenza dei pericoli, ma poi stringe il pugno sulla clava e con quella cerca di sfondare il cranio dei vicini. Una scena pazzesca, in un frullato d’irresponsabilità e desiderio di rivalsa che si riverbera su una collettività cui si sollecitano gli istinti peggiori, cui s’indica nella vendetta sociale la via maestra per il riscatto.

Il governo ha ottenuto, per la cinquantesima volta, la fiducia. L’ha ottenuta su un decreto la cui genesi è stata a dir poco imbarazzante, ma la cui struttura deriva dalle indicazioni della Banca Centrale Europea e della Banca d’Italia, sotto la regia del Quirinale. Un decreto il cui contenuto è considerato come necessario e (al momento) sufficiente dalle autorità europee. Eppure il fatto è commentato sostenendo che conta poco, per non dire niente, rispetto alle intercettazioni telefoniche che escono e ai magistrati di Napoli che pretendono d’interrogare chi guida il governo. In un quadro in cui non solo il diritto è andato a farsi benedire, ma in cui tutto è possibile, anche oltraggiare l’interesse nazionale, pur di regolare i conti. Non servirà a nulla, ma è nostro dovere avvertire che questo gioco al massacro può finire solo male. Per inquadrarlo dovrò usare immagini e parole urticanti.

Nessuna sana democrazia può essere governata da chi è dedito alle orge e passa ore al telefono con soggetti squalificati e squalificanti. Non è questione di moralismo, né, all’opposto, di rispettare la privacy. E’ questione di decenza. Non serve esprimere giudizi sulle condotte private, ma è impossibile trascurarne gli effetti sulla vita pubblica. E neanche si tratta di fare il censimento dei puri e dei casti, rischiando di contabilizzare falsi e ipocriti, ma è impossibile andare avanti pensando che sia accettabile la crapula di Stato. Tutto questo, però, deve essere portato davanti ad un solo tribunale: quello elettorale. Sono gli elettori a dovere stabilire se il bilancio di chi li ha governati è attivo o passivo, anche mettendo nel conto lo stile di vita.

Non è solo legittimo, è doveroso. Qui, invece, si pretende di risolvere la faccenda in sede penale, salvo il fatto che se ne occupa chi non ha la competenza, usa trucchi da baraccone, come quello di pretendere che parli una falsa vittima, per farne un vero indagato, e diffonde a piene mani intercettazioni che la legge ha già proibito. Il fine non giustifica affatto i mezzi, perché il fine è illegittimo in sé, ovvero espropriare l’elettorato di un potere che gli compete in esclusiva.

La sinistra, assecondando questa roba, si condanna ad una doppia sconfitta: la prima consiste nel consegnarsi ostaggio dei peggiori squadristi, di quanti vogliono mantenerla all’età delle pietre e renderle impossibile l’aspirare seriamente al governo; la seconda s’incarna nel patetico appello a che sia l’avversario politico a farsi fuori con le proprie mani, autoesiliandosi dalla politica, giacché una normale gara elettorale, in queste condizioni, darebbe esiti non scontati.

Ma il problema non è solo la sinistra, anche la Presidenza della Repubblica lo è diventato. So bene che questo è terreno minato, ma i coaguli d’ipocrisia e viltà m’inducono all’opposto dell’omertà. Leggo quel che ha scritto l’ottimo e sempre ragionevole Stefano Folli, bene informato e mai corrivo con il pettegolezzo: si dice che fra le intercettazioni, maneggiate con tanta disinvoltura da magistrati che non processeranno mai né gli indagati né la loro presunta vittima, ce ne sarebbero alcune in cui si parla di governanti d’altri paesi.

Ebbene, questa sì che sarebbe un’ottima ragione per fare un decreto legge e proibirne la pubblicazione. Per interesse nazionale, cui il Quirinale non può e non deve essere insensibile.
Chi ci legge sa che non credo affatto questa sia la soluzione per la piaga delle intercettazioni, oramai infetta per ogni dove, nella nostra disgraziata Italia. Credo che si dovrebbe usarle per indagare e non per provare, quindi mai depositare e mai pubblicare. Ma se fosse vero quel che, con prudenza e urgenza, oggi si ventila, allora l’interdizione dovrebbe essere immediata e totale.

Invece arriva il veto, che prolunga la lotta tribale e facilita il suicidio collettivo, a sua volta sollecitando attacchi al governo e facendo passare in cavalleria il fatto che, per la cinquantesima volta, ottiene la fiducia del Parlamento. Tutto questo non farà che alimentare la rabbia cieca, avvelenando ulteriormente il clima e ostruendo le vie d’uscita. Che ci sono, le abbiamo esposte, si possono imboccare, se solo la si finisce di credere che l’unico problema italiano sia impalare o salvare uno solo.

Davide Giacalone – Pubblicato da Libero

Pubblicato in : Primo pianoTag: banca centrale, banca centrale europea, conti, crisi, democrazia, governo, intercettazioni, intercettazioni telefoniche, interesse nazionale, italia, napoli, parlamento, presidenza della repubblica, repubblica, riscatto, soluzione, stile di vita, usa

Info Davide Giacalone

Dal 1980 al 1986 è stato segretario nazionale della Federazione Giovanile Repubblicana e dirigente del PRI. Dal 1981 al 1982 è stato Capo della Segreteria del Presidente del Consiglio dei ministri, Giovanni Spadolini. Dal 1987 al 1991 è stato consigliere del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni Oscar Mammì. È stato consigliere d’amministrazione e membro del comitato esecutivo delle società SIP, Italcable e Telespazio. Pubblicista dal 1985, lasciata la politica, è direttore de La Ragione e di Smoking, ed editorialista de L’Opinione. È stato anche consulente della Fininvest. Attualmente è una delle firme di Libero e collabora con l’emittente radiofonica nazionale RTL 102.5 dove ogni mattina, da lunedì a sabato, alle 7:10 circa durante la rassegna stampa contenuta nel programma Non stop news, commenta una notizia apparsa sulle prime pagine dei quotidiani nazionali. Da questa esperienza è nato il libro Diario Civile, edito nel 2005. Scrive inoltre articoli pubblicati sul suo sito www.davidegiacalone.it.

Nel gennaio 2010 il consiglio dei ministri (Governo Berlusconi IV) lo nomina presidente di DigitPA, nuova denominazione del “Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione” [5]. Nel 2011 è nominato Presidente dell’Agenzia Nazionale per la Diffusione delle Tecnologie dell’Innovazione, creata da Renato Brunetta, allora Ministro della Funzione Pubblica e l’Innovazione.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Trevigiano

    22 Settembre 2011 alle 20:24

    Caro Nicola,
    Dove sei?
    Non ne posso più di questi Giudici di m. che in 20anni che spiano Berlusconi anche in bagno e sotto le mutande, non l’hanno mai trovato a fare del male nemmeno a una mosca.
    Tutto quello che hanno scoperto, sono i soldi che da giro a tutti, ma proprio a tutti quelli che gli arrivano a tiro!
    Poiché loro godono a far tutti poveri: A questi non potevi dare per questo, a quelle non potevi per altro, MA SIAMO MATTI DOVE é LA PERSONALITA che fa del male agli altri che giustifica il ricorso alla legge penale?
    PM BUFFONI E GOLPISTI RENDERANNO CONTO DEL MALE CHE FANNO.
    Sto pensando di portare la mia residenza in Kenya, cosa ne dici?

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti