Da oltre trent’anni il “Trittico” di Giacomo Puccini – formato dagli atti unici Il tabarro, Suor Angelica e Gianni Schicchi – non veniva rappresentato a Firenze, a causa soprattutto degli elevati costi di produzione; basti pensare che occorrono complessivamente più di 40 cantanti, nonché scenografie e costumi diversi per ognuna delle opere. Così, dovendo fare un bilancio di questo Trittico “in economia” andato in scena al Teatro del Maggio, non possiamo non definirlo positivo, soprattutto considerando il buon successo di pubblico, malgrado qualche dissenso verso il regista, accorso numeroso per assistere ad uno spettacolo di rara rappresentazione.
La regia di Denis Krief, come preannunciato, si basava su una scenografia fissa, costituita da una poderosa struttura in pannelli lignei, disposti diversamente nei tre atti unici in base alle esigenze drammaturgiche (in orizzontale per la chiatta nel Tabarro, in verticale per le pareti dell’opprimente chiostro in Suor Angelica e della casa in Gianni Schicchi). Una soluzione nel complesso efficace nella sua essenzialità, che permetteva di passare con scioltezza da un atto all’altro; per quanto riguarda invece i costumi, emergeva maggiore “fedeltà” nelle prime due opere all’epoca e alle ambientazioni che le caratterizzano, mentre in Gianni Schicchi, il regista ha scelto di adottare costumi contemporanei, ben lontani da quel 1299 in cui si svolge la vicenda.
Nel cast dei cantanti si sono distinti il mezzosoprano Anna Maria Chiuri, che ha denotato ottime qualità vocali nei panni della Zia in Suor Angelica e di una spassosa Zita in Gianni Schicchi, il soprano Maria José Siri, un’intensa Suor Angelica, Franco Vassallo e Angelo Villari, che hanno rispettivamente ben caratterizzato Michele e Luigi nel Tabarro, ed infine il baritono Bruno De Simone, un vulcanico ed esilarante Gianni Schicchi nell’omonima opera. Completavano il folto gruppo di interpreti i giovani e bravi interpreti dell’Accademia ed anche alcuni coristi del Maggio.
Sul podio il viareggino Valerio Galli, seppure tendente a qualche eccesso nelle sonorità, ha tenuto con saldezza la guida delle masse orchestrali e corali.
Prossime repliche, mercoledì 20 e sabato 23 novembre.
Luca Summer

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