Meno male che sugli studi di settore del distretto Pratese sono intervenuti i Parlamentari Locali altrimenti poteva andare peggio. Allora? Ma come fa un artigiano, un piccolo imprenditore a dichiarare più di quello che ha incassato, in particolare a Prato dove da diversi anni le cose vanno sempre peggio? E’ un fatto ormai risaputo, il tessile oramai è emigrato grazie anche agli incentivi statali. E’ forse lì, dove è stato dislocato che andrebbero applicati gli studi di settore, visto che la Cina come altre nazioni sono state sbandierata come grande opportunità. I piccoli artigiani a Prato sono alla disperazione, se avessero alternative abbandonerebbero volentieri il settore, ma devono pur vivere e campare le proprie famiglie. Sarebbe necessario poter dichiarare solo quello che il lavoro consente di poter dichiarare, così come previsto dalla nostra Costituzione. Se questi artigiani saranno costretti a cessare l’attività, qualcuno dovrà pensarci o è meglio farli lavorare in modo che possano pensare alle proprie famiglie senza chiedere niente allo Stato?
Francesco Mazzeo
Segretario de “I Socialisti Per Le Libertà”

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