
Dalla ripresa dell’anno accademico sono ancora molti gli studenti fuori sede che lamentano del caro affitti.
In tenda davanti alle università è la nuova forma di protesta degli universitari stanchi degli affitti sempre più alti, pertanto chiedono un tavolo con gli atenei e la Regione per riconvertire edifici per dare alloggi a prezzi modici al fine di trovare una soluzione a tale problematica.
Malgrado siano passati circa quattro mesi e mezzo dalle ultime proteste, gli studenti da Roma, Torino, Firenze, Pavia, sono tornati a manifestare in tutta Italia e sempre più persone aderiscono alla mobilitazione così che il sindacato studentesco Unione degli Universitari (Udu),ha lanciato una sollecitazione a livello nazionale ,lo stesso fa notare che vi è un assenza governativa di strategia su tali alloggi .
Questa emergenza abitativa dovuta al caro affitti non è nuova, ma sta tornando alla ribalta proprio grazie alle proteste di molti studenti e studentesse fuori sede e non solo a causa del proliferare incontrollato degli affitti brevi degli immobili quasi proibitivi.
I prezzi elevati delle residenze studentesche spesso non coperti nemmeno dalle borse d studio erogate dagli atenei.
Canoni di locazione aumentati per spazi che non sono realmente a misura di studenti, ma da aggiungere spese derivate dalla tassazione universitaria, quelle per il materiale scolastico per le utenze e per le spese quotidiane così che studiare fuorisede diventa sempre più insostenibile.
La sistemazione più ricorrente è la casa in condivisone con altri studenti o lavoratori, dividendo spazi anche all’interno della propria stanza ove a volte anche prive di finestre.
Secondo i dati del Centro studi Immobiliare.it, rispetto ai prezzi del 2019 si registrano in diverse città italiane notevoli aumenti fino al 40%.
In questi giorni mediante tende fuori dalle università gli studenti universitari hanno iniziato ufficialmente un flash mob, una mobilitazione nazionale con presidi e striscioni presenti in 25 città universitarie d’Italia.
Gli studenti e lavoratori rivendicano un tavolo interministeriale per salvaguardare il diritto allo studio che non rappresenti un privilegio per pochi. Tuttavia urge trovare soluzioni simili al governo di Lisbona e Germania al fine di intervenire su studentati pubblici ,borse di studio e rendere gli affitti più accessibili ed equi anche mediante una ricognizione di possibili strutture dismesse.
Dolores Di Mambro

Lascia un commento