
Sempre adatta ad una piccola orchestra , nel senso numerico del termine, Il “ Trittico botticelliano” di Ottorino Respighi, rievoca quadri del celebre Alessandro Filipepi, meglio conosciuto come Sandro Botticelli, nei tempi concessi dall’interpretazione visiva dei quadri a loro volta ispirati dalla poesia polizianesca che Respighi usò nel 1927 in omaggio al grande pittore. Così per la “ Primavera” nel tempo Allegro vivace, seguito per l’ “ Adorazione dei Magi “ dall’ Andate lento-Moderato, mentre per la pagana “Nascita di Venere” l’Allegro Moderato. La commistione delle tre arti, ciascuna poi celebrativa delle altre, non è appunto anche in musica una novità. Esse, sia pur di materia diversa, di differente espressione temporale, racchiudono il sentimento dell’artista, permettendo di esaltare ciò che appartiene al bello ed edifica il sentimento alla conciliazione con la natura, spesso vittima più che compresa dall’umanità. Se a tratti questa erudita composizione poco conosciuta dal grande pubblico può apparire lontana ha il pregio di essere, invece, fonte vibrante, evocata dall’orchestra pratese in particolare.
L’anno, in seno solare si chiude così al margine dell’equinozio d’inverno, con Mozart e la sinfonia nr 36 detta “ Linz”, la prima tra le sinfonie mozartiane ad avere un tempo primo introduttivo, lento e teatrale, questo in do maggiore, che prosegue nell’allegro spiritoso, omaggio all’amico Joseph Haydn. Mozart scrisse questa sinfonia di passaggio nella cittadina di Linz. E’ probabilmente in questo periodo, siamo nel 1783, che Mozart compone il duo per violino e viola k 423 e 424 per Michael Haydn che era malato, e suo maestro d’infanzia, dedicandogli anche quel tempo introduttivo della sinfonia, riconoscente dei giorni in cui il bambino prodigio Mozart compose una delle prime cantate sacre Die Schuldigkeit des ersten Gebotes in collaborazione, appunto, di Michael Haydn e A.C. Aldgasser. Nell’esposizione serale della Camerata, si esprime così nei quattro inconsueti tempi della sinfonia, l’organico musicale con elegante spirto diretta da Webb, che chiude il terzo concerto stagionale davanti al pubblico plaudente sul brillante ed ottimistico finale sinfonico regalatoci da Mozart. Si ringrazi per ciò, gli oboli, i fagotti, le trombe, i timpani, e gli archi tutti.
Enrico Martelloni

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