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Strategia dell’Unione europea secondo von der Leyen

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si è soffermata, nell’ambito del discorso pronunciato all’Europarlamento sullo stato dell’Unione (Soteu), il quinto della sua carriera e probabilmente il più complicato, su questi punti: sanzioni alla Russia, congelamento dei loro beni dal valore di 200 miliardi da usare come prestito all’Ucraina, una conferenza internazionale per il rimpatrio dei bambini rapiti, critiche all’uso della fame in Medio Oriente come arma di guerra e la sospensione parziale dell’accordo con Israele, almeno per i rapporti commerciali tra il Paese e l’Ue.
Malumori in aula, aspre polemiche dai partiti principali di maggioranza dell’Ue e per molti, la solita lista della spesa: un discorso che è apparso deludente ad una porzione di Europarlamento ma che ha avuto toni combattivi e fermi.

di Salvatore Rondello | 15 Settembre 2025

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen si è soffermata, nell’ambito del discorso pronunciato all’Europarlamento sullo stato dell’Unione (Soteu), il quinto della sua carriera e probabilmente il più complicato, su questi punti: sanzioni alla Russia, congelamento dei loro beni dal valore di 200 miliardi da usare come prestito all’Ucraina, una conferenza internazionale per il rimpatrio dei bambini rapiti, critiche all’uso della fame in Medio Oriente come arma di guerra e la sospensione parziale dell’accordo con Israele, almeno per i rapporti commerciali tra il Paese e l’Ue.
Malumori in aula, aspre polemiche dai partiti principali di maggioranza dell’Ue e per molti, la solita lista della spesa: un discorso che è apparso deludente ad una porzione di Europarlamento ma che ha avuto toni combattivi e fermi.
La presidente della Commissione a Strasburgo ha detto: “L’Europa è in guerra per assicurare un continente integro che viva in Pace”. Il discorso della presidente Ursula von der Leyen, è il primo sullo stato dell’Unione europea nel nuovo mandato.
Sul fronte russo-ucraino, la presidente ha ribadito il proprio impegno nella costruzione del 19esimo pacchetto di sanzioni. Inoltre, sul congelamento dei beni russi si è parlato di 200 miliardi da investire nella ricostruzione dell’Ucraina, come prestito a Kiev, in attesa che la Russia paghi i danni arrecati. Al fianco dell’Ucraina, anche per la costruzione di droni, gli stessi grazie ai quali la Russia non ha ancora vinto la guerra e gli stessi che la Russia ha usato oggi per entrare oltre i confini della Polonia, prima dell’esercitazione che si tiene ogni quattro anni e con la quale Mosca mostra i propri poteri al confine orientale dell’Europa. Un evento per il quale la presidente von der Leyen ha espresso la propria solidarietà ai Paesi, dal Mar Nero al Baltico.
Per quello che riguarda il Medio Oriente arriva chiaro il messaggio della presidente: “Siamo al fianco della civiltà israeliana, sconvolta dall’attacco di Hamas del 7 ottobre, ma non possiamo tollerare la fame come arma di guerra, quella che da mesi, ormai, sconvolge i cittadini palestinesi e che sta quasi causando più morti delle armi. La carestia provocata dall’uomo non deve essere usata come arma di guerra. Si deve porre fine a queste atrocità. Proporremo la sospensione parziale dell’accordo di associazione sulle questioni commerciali d’Israele, ma non ci sarà mai posto per Hamas, né ora e né mai. Il nostro obiettivo è garantire sicurezza a Israele, ma un presente e un futuro per i palestinesi. Questo presuppone il rilascio degli ostaggi, l’accesso degli aiuti, un cessate il fuoco. La soluzione dei due Stati (Israele, Palestina) è l’unico traguardo possibile. La Nato resterà fondamentale per la sicurezza europea, ma serviranno progressi ulteriori per garantire l’indipendenza dell’Unione europea in tema di sicurezza e difesa. Dal Mar Baltico al Mar Nero dobbiamo investire per sostenere i Paesi del fronte orientale dell’Europa, dotare l’Ue di mezzi strategici, sorveglianza spaziale in tempo reale, rispondere all’appello degli amici baltici e costruire un muro di droni per il fondamento di una difesa credibile. Una capacità europea mantenuta congiuntamente che non dia adito a dubbi sulle intenzioni. L’Ue difenderà ogni centimetro quadrato del suo territorio con forza. E per farlo, avvierà una tabella di marcia chiara fissando obiettivi precisi e creeremo un semestre europeo della difesa entro il 2030”.
Il tema della competitività europea nei vari settori commerciali e della ricerca scientifica è uno dei nodi più cari alla presidente della Commissione, la quale ha ribadito che per essere autonomi, l’Ue deve puntare ad annullare le proprie dipendenze da altri Paesi, creando valore proprio.
Per rimuovere gli ostacoli che intralciano il mercato unico la Commissione Europea prepara un’altra “roadmap”, dopo i rapporti Draghi e Letta, con orizzonte 2028. In tal senso ha dichiarato: “Come sottolineato dal rapporto Letta, il mercato unico rimane incompleto, soprattutto in tre settori: finanza, energia e telecomunicazioni. Abbiamo bisogno di scadenze politiche chiare. Per questo motivo presenteremo una tabella di marcia per il mercato unico fino al 2028. Su capitali, servizi, energia, telecomunicazioni, il 28esimo regime e la quinta libertà per la conoscenza e l’innovazione. Oltre il 70% dell’energia prodotta nell’Unione europea è energia pulita”.
Von der Leyen ha citato l’Accordi di Parigi, gli obiettivi per il 2040, la necessità di ridurre la combustione di combustibili fossili e il bisogno di elettrificare i settori produttivi europei: “L’Ue deve tutelare le sue industrie nella decarbonizzazione”.
Il riferimento al settore dell’automotive e alle prospettive di renderlo totalmente green le è costato qualche interruzione e qualche fischio. La presidente ha parlato della volontà di realizzare una “E-Car” che sia europea, economica, elettrica”.
Il problema sarà quello dell’approvvigionamento delle materie prime necessarie.
Un altro tema toccato è stato quello dei posti di lavoro di qualità: “una questione di giustizia sociale”. La presidente, intende varare una serie di pacchetti  sulla accessibilità economica e sul costo della vita, garantire entro il 2050 l’eradicazione della povertà e, soprattutto, di quella infantile. Così come un “Piano per alloggi accessibili” che “sarà uno sforzo europeo, ma radicato nelle comunità locali” per i quali convocherebbe il primo vertice dell’Ue sugli alloggi.
La presidente ha spiegato: “Ho sentito tanti commenti sull’accordo sui dazi e capisco le reazioni iniziali”. Il riferimento è all’accordo che ha concluso in Scozia, durante l’estate, con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump riguardante le tariffe da imporre all’import-export. Un accordo che von der Leyen ha definito “il migliore possibile e grazie al quale abbiamo conferito alle nostre imprese un vantaggio perché alcuni nostri concorrenti hanno dazi maggiori”. Ma sui rapporti tesi che ci sono nell’ambito della regolamentazione sull’ambiente o sul digitale, accusata dagli Stati Uniti di essere troppo stringente, la presidente ha aggiunto: “L’Europa stabilirà sempre le proprie regole”.
E poi la parola chiave in tema di accordi con Paesi extra europei è “diversificazione”. Non più una concentrazione di scambi commerciali solo con i soliti partner, ma accordi con “il Messico o il Mercosur o con l’India, con la quale concluderemo un accordo che arriverà entro la fine dell’anno: stiamo puntando a diversificare i partenariati, solo così riduciamo le dipendenze e rafforziamo l’economia. Noi dobbiamo sviluppare rapporti commerciali con il mondo. La disinformazione e manipolazione rodono la democrazia”.
In tal senso ha annunciato la realizzazione di un centro per la resilienza dei media liberi, con fondi e finanziamenti dedicati, a tutela anche dello Stato di diritto. La Presidente della Commissione ha dichiarato: “In molti Stati l’informazione è in crisi: i cittadini informati che possono fidarsi di ciò che leggono e ascoltano possono operare al meglio, monitorare la corruzione e le pratiche sleali dei propri governi. Il primo passo della strategia di un autocrate è sempre quello di neutralizzare i media indipendenti, dobbiamo fare di più per proteggerli. Un programma che sosterrà il giornalismo indipendente necessiterà di finanziamenti: nel prossimo bilancio aumenteremo i fondi destinati ai media. Una stampa libera è il fondamento di qualsiasi democrazia”.
E contro le big tech che operano usando algoritmi si è pronunciata così: “Come madre di sette figli e nonna di quattro nipoti mi immedesimo nell’ansia che nutrono i genitori riguardo i social e internet. A crescere i nostri figli devono essere i genitori e non gli algoritmi. Potremmo adottare lo stesso progetto australiano, relativo, cioè, al divieto dei social media sotto i 16 anni, e mi affiderò ai migliori esperti per capire come affrontare il problema in Europa”.
Infine, il nodo dell’immigrazione: “Non è accettabile che solo il 20% delle persone che non ha il diritto di restare lasci l’Europa. Non possiamo perdere altro tempo. Il Patto su migrazione e asilo deve essere attuato nella sua totalità quando entrerà in vigore: è autorevole, ma giusto. L’Europa è la nostra casa, siamo noi a decidere chi entra e a quali condizioni, non gli scafisti e i trafficanti. Dobbiamo distruggere il loro modello di attività: sono ancora troppe le persone che muoiono lungo il percorso per entrare nell’Unione europea. Ci serve un nuovo regime sanzionatorio per privare dei loro profitti i trafficanti: nessuno scafista o trafficante di umani deve restare impunito in Europa”.
Al termine del discorso è arrivato un applauso, durato circa 30 secondi. La capogruppo socialista, Iratxe Garcia Perez, ha applaudito rimanendo seduta, come molti colleghi del gruppo, mentre molti eurodeputati del Ppe e i membri del collegio dei commissari si sono alzati in piedi.
Finalmente sembra che qualcosa si stia muovendo positivamente in Europa per proseguire il cammino verso l’unità politica, tuttavia non sono stati affrontati il problema della omogeneizzazione fiscale e dell’abbattimento di quei paradisi fiscali che sono ancora presenti nell’Unione Europea come anche la necessità di omogeneizzazione del mercato del lavoro.
Intanto, all’orizzonte si intravede soltanto uno scenario di guerra dove la difesa va necessariamente potenziata assieme alla Nato, visto il punto in cui si è arrivati.

Salvatore Rondello

Pubblicato in : Editoriale, EsteriTag: commissione europea, Palestina, Russia, trattati di pace, Ue, von der leyen

Info Salvatore Rondello

Salvatore Rondello è nato a Trapani il 11 luglio 1954. Dal 1982 vive e lavora a Roma.
Dopo aver conseguito la maturità con il massimo dei voti, ha proseguito gli studi in economia e commercio presso l’Università degli Studi di Venezia “Ca’ Foscari”.
Studioso di problematiche sociali, economiche e politiche con particolare attenzione alle tematiche del credito, del welfare e del mercato del lavoro, ha organizzato diversi convegni ai quali sono intervenuti importanti personalità del mondo accademico, politico e sindacale.
Opinionista, consulente artistico e poeta, ha coordinato diversi dibattiti culturali tra i quali sono annoverati diverse presentazioni di nuove pubblicazioni librarie.
Alcuni suoi scritti sono stati pubblicati in diverse riviste e quotidiani. Da settembre 2016 collabora con la Redazione del quotidiano “Avanti on line”.
Nel febbraio 2015 pubblica per Aletti Editore la raccolta di poesie “Vagazioni” classificata finalista nella II edizione del Premio Internazionale “Salvatore Quasimodo”.
Si è sempre battuto socialmente per la tutela del patrimonio artistico e naturale, per la diffusione della cultura, per la difesa Resistenza dei diritti umani e dei valori della Costituzione della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza.

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