
Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha criticato il primo ministro Pedro Sanchez per aver “incoraggiato” i manifestanti filo-palestinesi prima dell’annullamento della tappa finale della Vuelta, che considera una “vergogna” per la Spagna. “Qualche giorno fa, il primo ministro spagnolo si è lamentato di non avere una bomba atomica per fermare Israele. Ha incoraggiato i manifestanti a scendere in piazza”, ha scritto Saar sulla piattaforma social X. Il ministro degli Esteri israeliano ha sostenuto che “la folla filo-palestinese ha ascoltato i messaggi incitanti e ha attaccato la Vuelta”. “L’evento sportivo che e’ sempre stato motivo di orgoglio per la Spagna e’ stato annullato. Sanchez e il suo governo: vergogna per la Spagna!”, ha concluso. L’esercito israeliano ha colpito un edificio che ospita la più grande collezione archeologica della Striscia di Gaza. Lo ha reso noto l’Ecole Biblique et Archeologique Francaise de Jerusalem, che già mercoledì aveva denunciato come le Idf avessero minacciato di distruggere l’edificio. Nel fine settimana gli archeologi hanno eseguito una missione di recupero con l’obiettivo di mettere in salvo i reperti più importanti della collezione, ma la maggior parte dei reperti non è stata trasferita, precisa Haaretz, e rischia di essere stata distrutta.
Sirene che avvertono di una sospetta infiltrazione di droni risuonano nella città più a sud di Israele, Eilat. Lo riferisce ‘The Times of Israel’, secondo cui l’Idf fa sapere che sta indagando sui dettagli. Ieri mattina, un drone lanciato dagli Houthi in Yemen è stato abbattuto dalle difese aeree vicino all’aeroporto di Ramon, a nord di Eilat. Dopo l’attacco di Israele contro i leader di Hamas a Doha martedì, il direttore del Mossad David Barnea ha inviato una lettera a tutta l’agenzia spiegando perche’ si era opposto all’attacco e non era disposto a che l’agenzia di spionaggio vi prendesse parte, riporta Channel 12. Barnea spiega nel testo che in quel momento non voleva che Israele procedesse con l’attacco, perchè i funzionari di Hamas presi di mira si erano riuniti per discutere una nuova proposta, sponsorizzata dagli Stati Uniti, per un cessate il fuoco a Gaza e il rilascio degli ostaggi rimasti. Il capo di stato maggiore delle IDF, tenente generale Eyal Zamir, e il consigliere per la sicurezza nazionale Tzachi Hanegbi concordano entrambi con la valutazione di Barnea e i tre raccomandano che Israele sospenda il fuoco finche’ non emerga un quadro piu’ chiaro, si legge nel rapporto. La posizione dello Shin Bet, secondo cui era improbabile che Hamas fornisse una risposta positiva e che il tempo a disposizione per portare a termine l’attacco era limitato, sarebbe stata condivisa dal primo ministro Benjamin Netanyahu e dal ministro della Difesa Israel Katz. Il presidente israeliano, Isaac Herzog, ha esortato il suo Paese a “non bruciare i ponti” creati con i suoi alleati regionali a pochi giorni dal raid in Qatar che ha provocato una sollevazione generale e una condanna unanime in Medio Oriente contro il governo di Tel Aviv. Ci sono molti Paesi “con i quali, nonostante i disaccordi – a volte molto profondi e persino posizioni che respingo fermamente – Israele ha legami ampi e significativi, compresi importanti legami economici”, ha dichiarato a una cerimonia in onore dei presidenti e dei primi ministri israeliani deceduti. Le IDF hanno completato gli ultimi preparativi per l’offensiva terrestre a Gaza, radunando centinaia di carri armati, veicoli di trasporto truppe e bulldozer lungo il confine settentrionale della Striscia. Lo riporta Ynet, secondo cui unità di fanteria regolare guideranno l’incursione, supportate dalle brigate già operative sui fianchi della città. L’operazione, chiamata ‘Carri di Gedeone II’ si svolgerà gradualmente, con le brigate di combattimento che stringono un anello attorno alla città, riporta ancora Ynet. Il governo israeliano “sta aprendo una porta pericolosa all’estremismo e al terrorismo nella regione e nel mondo”, e per questo motivo Israele dovrebbe essere isolata e i suoi leader dovrebbero essere processati. Lo ha scritto Hamas in una lettera inviata ai ministri degli Esteri di Paesi arabi e musulmani, nonché a organizzazioni internazionali, in seguito al tentato assassinio di suoi alti esponenti in Qatar, chiedendo di boicottare e isolare Israele.Lo riferisce Ynet. Secondo le nuove stime dell’esercito israeliano (Idf), finora oltre 300.000 palestinesi hanno evacuato Gaza City verso altre zone della Striscia. Decine di migliaia di persone hanno abbandonato la zona nei giorni scorsi. Lo riporta il Times of Israel. Si stima che circa un milione di palestinesi risiedessero nella città di Gaza prima che le Idf iniziassero a preparare una grande offensiva contro Hamas.
E i suoi grandi amici, ministro Gideon Sa’ar, cioè gli Stati Uniti, sono geograficamente lontani.
Giuseppe Basilico

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