
Wall Street ha chiuso venerdì in rialzo, con l’S&P 500 appena sotto lo zero ma dopo aver registrato un nuovo massimo storico durante la sessione Usa. Il Dow Jones, per contro, ha fatto registrare un leggero calo (-0.59%) mentre il Nasdaq 100 ha toccato nuovi massimi chiudendo poi a +0.42%. Il Nasdaq è salito dello 0,4%,tecnologico è stato trainato da un balzo del 7,4% di Tesla e da un guadagno dell’1,7% di Microsoft dopo che l’azienda aveva evitato una potenziale multa antitrust dell’UE, sostenendo il settore in generale. I titoli tecnologici e dei beni di consumo discrezionali hanno sovraperformato, mentre i settori dei materiali e dell’assistenza sanitaria sono rimasti indietro. Gli investitori hanno interpretato, ancora una volta, i deboli dati sull’occupazione in un contesto di controllo delll’inflazione, come segnali di un possibile taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, attesa alla decisione mercoledì prossimo. Gli operatori stanno ampiamente scontando un taglio dei tassi di 25 punti base alla riunione del 17 settembre, con una piccola possibilità di una riduzione più ampia di mezzo punto base, dati gli attuali dati economici. Nel corso della settimana, l’indice S&P 500 ha guadagnato l’1,6%, segnando la sua migliore performance dall’inizio di agosto, il Nasdaq è salito del 2% e il Dow Jones è avanzato dell’1,1%, registrando il suo primo guadagno settimanale in tre.
ATTESA PER LA FED.
Le decisioni di politica monetaria saranno al centro dell’attenzione questa settimana, mentre le autorità monetarie si trovano ad affrontare l’incertezza su crescita, debito e commercio. La Federal Reserve sarà il main driver, soprattutto per quel che riguarda le proiezioni economiche (dot plot). Ma c’è attesa anche per le decisioni di politica monetaria della Boj, Boe, e della Boc, oltre a quelle dei paesi emergenti, quali Brasile, Sudafrica e Indonesia. Nel frattempo, i funzionari di Stati Uniti e Cina si incontreranno per continuare a discutere di dazi. Sul fronte dei dati, le vendite al dettaglio e la produzione industriale statunitensi andranno a misurare il sentiment dei consumatori e le reazione delle industrie alle tariffe doganali. Oltre a ciò, saranno pubblicati i numeri sull’inflazione per Regno Unito, Canada, Giappone e Sudafrica, con infine, quelli sulle bilance commerciali di Eurozona, India, Giappone e Australia. Infine, la pubblicazione mensile dei dati della Cina offrirà aggiornamenti sulla maggiore economia asiatica.
VALUTE.
EurUsd ancora sopra1.1700 ma incapace di violare le resistenze chiave poste a 1.1790 e 1.1830. La perdita di momentum e le notizie negative sul declassamento del rating sovrano della Francia da AA- ad A+ non hanno aiutato di certo la moneta unica che rischia di scendere al test dei supporti chiave posti a 1.1660 e 1.1550.La tendenza, va detto, rimane rialzista, ma fino a quando non romperemo i livelli chiave richiamati, il momentum rischia di perdere di intensità. Cable sopra 1.3550 con possibile target a 1.3780 mentre il UsdJpy rimane nel solito range e stabile tra 146.20 e 149.00. Oceaniche in recupero contro dollaro ma sempre sotto le aree cruciali di 0.6700 e 0.6000 rispettivamente per Aud e Nzd. UsdCad che distribuisce a massimi decrescenti senza però ancora aver violato i supporti statici di 1.3830 area. Cross risk on risk off come EurAud ed EurNzd che cominciano a distribuire con obiettivi a 1.7250 e 1.99520.
DATI USA.
Il sentiment dei consumatori dell’Università del Michigan è sceso a 55,4 a settembre 2025, in calo rispetto al 58,2 di agosto e ben al di sotto delle aspettative del mercato di 58. Si è trattato del secondo calo mensile consecutivo, spingendo il sentiment al livello più basso da maggio, con cali più marcati tra le famiglie a basso e medio reddito. Le condizioni di acquisto di beni durevoli sono migliorate, ma altre componenti si sono indebolite a causa delle crescenti preoccupazioni per le condizioni aziendali, l’occupazione e l’inflazione. L’indice delle condizioni correnti è peggiorato a 61,2 da 61,7, e l’indicatore delle aspettative è sceso a 51,8 da 55,9. Nel frattempo, le aspettative di inflazione per l’anno successivo sono rimaste stabili al 4,8%, mentre le aspettative a cinque anni sono aumentate per il secondo mese consecutivo al 3,9% dal 3,5%.
FITCH DECLASSA LA FRANCIA.
Venerdì, Fitch Ratings ha declassato il rating sovrano della Francia da AA- ad A+, citando le turbolenze politiche e l’aumento del debito. Il declassamento arriva pochi giorni dopo le dimissioni di François Bayrou da Primo Ministro, a seguito della sconfitta subita in concomitanza con il voto di fiducia parlamentare sul bilancio. Il nuovo rating, il più basso mai registrato da un’importante agenzia di rating per la Francia, prevede comunque un outlook stabile, secondo Fitch. Questa settimana il Presidente Macron ha nominato Sébastien Lecornu, un conservatore lealista, per formare un nuovo governo dopo che i legislatori hanno estromesso il veterano centrista François Bayrou in un voto di fiducia sulla sua proposta di un taglio al bilancio di 44 miliardi di euro (52 miliardi di dollari). Il rating di Standard & Poor’s per la Francia è attualmente AA- con outlook negativo. Moody’s ha valutato la Francia per l’ultima volta ad Aa3 con outlook stabile.
LA RUSSIA TAGLIA I TASSI.
La Banca centrale Russa ha tagliato il tasso di interesse di riferimento di 100 punti base, portandolo al 17%, nella riunione di settembre. Si è trattato del terzo taglio consecutivo, sebbene più contenuto rispetto al consenso del mercato che prevedeva un taglio più netto di 200 punti base. La decisione ha segnato una riduzione di 400 punti base dai massimi storici del 21%. Il board ha osservato che le condizioni monetarie si sono allentate nel corso dell’anno, ma rimangono sufficientemente restrittive da contrastare gli elevati livelli di inflazione, che si sono mantenuti al di sopra del 4% per oltre due anni. Gli ultimi dati hanno mostrato che la crescita annua dei prezzi è scesa all’8,1%, il livello più basso da oltre un anno. Tuttavia, i membri del board hanno sottolineato che i consumi interni hanno registrato una leggera accelerazione, mentre i rischi pro-inflazione prevalgono nel breve termine, a fronte di un deterioramento delle ragioni di scambio.
DATI CINA.
La produzione industriale cinese è cresciuta del 5,2% su base annua ad agosto 2025, in calo rispetto al 5,7% di luglio e al di sotto delle aspettative del 5,8%. Si è trattato dell’aumento più debole della produzione industriale da agosto 2024, trainato da una crescita più lenta dell’attività manifatturiera e della produzione di elettricità, riscaldamento, gas e acqua, a fronte di una domanda interna debole. Nel frattempo, la produzione mineraria ha continuato a crescere costantemente, con un incremento del 5,1% rispetto al 5,0% di luglio. Nel settore manifatturiero, 31 dei 41 principali settori hanno registrato una crescita, tra cui automotive, computer, comunicazioni, e cantieristica navale. Nei primi otto mesi dell’anno, la produzione industriale è cresciuta del 6,2%. Su base mensile, la produzione industriale è aumentata dello 0,37%. Buona giornata.
Saverio Berlinzani

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