• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

STRATEGHI DI SCONFITTE/1

I dirigenti della Rosa Nel Pugno sono passati dai “penultimatum” ai “terzultimatum”. Una serie di bluff conclusi con l’accettazione di un ministero qualsiasi e qualche posto di sottosegretario. Per sedare il malcontento sempre più diffuso, soprattutto nella componente SDI e in periferia, occorre una intelligente svolta politica.

di Redazione Pensalibero.it | 18 Maggio 2006

Imbarazzante. E’ l’unico termine che può dare un’idea della parabola della Rosa Nel Pugno e del suo gruppo dirigente, radicale e socialista. Un gruppo sempre più simile a quei giocatori di poker che sono costretti ad aumentare la posta per recuperare le perdite, con il risultato di affondare sempre di più.
In questo Pannella e Boselli, Bonino e Intini sono stati addirittura patetici: costretti ad usare bluff puntualmente scoperti, minacce che nessuno ha mai preso in considerazione e che non hanno mai avuto seguito. Se in passato, di altri, era stato detto che facevano ricorso ai “penultimatum”, per loro è stato coniato il termine beffardo di “terzultimatum”.
Ripercorriamo la parabola della RNP: campagna elettorale (appoggiata da Corriere della Sera ed altri poteri forti) basata su Pacs, laicità, scuola pubblica; richiesta di “primarie” per la Presidenza della repubblica; candidatura di Emma Bonino alla medesima presidenza; candidatura della medesima Bonino al ministero per gli esteri; corpo a corpo con Mastella per mandare la Bonino alla Difesa; rifiuto di qualsiasi ministero che non fosse la Difesa; accettazione di un ministero qualsiasi; amnesia dei temi sollevati in campagna elettorale (scuola pubblica, laicità e pacs) con i quali i ministeri via via richiesti e accettati niente hanno a che fare.
L’ultima pietosa bugia raccontata alla base ( che non è stupida e non ci crede) dal vertice della Rosa è che il declassamento è stato accettato in cambio del recupero dei quattro senatori reclamati: una toppa peggiore del buco, se si considera che i radicali sono (in teoria) per il maggioritario secco ed ora si trovano a reclamare senatori in nome di una interpretazione esasperata del proporzionale.
La verità è diversa. I rapporti fra radicali e socialisti della RNP sono ormai tesissimi e quel posto di ministro con l’aggiunta di qualche sottosegretario servivano come il pane per soddisfare gli appetiti insoddisfatti dal magro bottino elettorale.
Per sedare il malcontento sempre più diffuso, soprattutto nella componente SDI e in periferia, occorre una intelligente svolta politica. Ma nessuno pensa che possa essere attuata da chi ha determinato questa situazione.
Anche I Socialisti di Bobo Craxi ed il PSDI vivono lo stesso dramma e le stesse insoddisfazioni.
Craxi, non eletto in Parlamento, è stato risarcito con un posto di sottosegretario ma si è perso per strada tutto il suo partito. Il segretario del PSDI Giorgio Carta, invece, non è riuscito ad andare al governo e minaccia di trarne conseguenze politiche.

Pubblicato in : Primo piano

Info Redazione Pensalibero.it

Redazione della testata

Interazioni del lettore

Commenti

  1. achille canzi

    22 Maggio 2006 alle 09:25

    LA ROSA NEL PUGNO E’ UN ASSEMBLAGGIO POLITICO DEI RADICALI IN FASE DEFINITIVAMENTE CALANTE CON DEI SOCIALISTI FRAZIONISTI, CIOE’ SOCIALISTI CHE PUNTANO SEMPRE A DIVISIONI PERSONALI. IL PERSONALISMO DEI SOCIALISTI STA ALLA BASE DI TUTTI I FALLIMENTI. E PER NON PARLARE DI DE MICHELIS………………………………..
    NON SI CAPISCE COME MAI BOSELLI CHE IN UN PRIMO TEMPO SEMBRAVA ENTRARE NEI DS, POI SI E’ RIVOLTO AI RADICALI. POCHE IDEE MA STRATEGIA CONFUSA.
    IL TENTATIVO DI RICOMPORRE L’AREA SOCIALISTA IN QUESTO MOMENTO E’ PORTATO AVANTI DA UNA LISTA COMPOSITA DI SOCIALISTI, SOCIALDEMOCRATICI E LIEBRALDEMOCRATICI CON SIMBOLO GAROFANO E GABBIANO.

    Rispondi
  2. ramon de castagno

    20 Maggio 2006 alle 12:34

    Si può convenire con il sig. Caruso: la Rosa Nel Pugno, per sopravvivere, ha dovuto acconciarsi ai compromessi della politica, che sono poi quelli della vita.
    Ma è incomprensibile quello che i vertici della RNP stanno facendo ai militanti e agli elettori. Spostano continuamente la linea della ritirata, o addirittura dichiarano che è in corso una nuova offensiva mentre le truppe stanno in realtà “rinculando” (e chiedo scusa se privilegio l’efficacia dell’immagine rispetto alla scarsa raffinatezza del termine). Non è una strategia che può essere mantenuta a lungo. E, sopratutto, non è una dinmostrazione di grande considerazione per l’intelligenza del proprio elettorato.

    Rispondi
  3. pietro caruso

    19 Maggio 2006 alle 21:14

    L’editoriale in questione è “spietato”. Contiene, è vero, elementi di verità nell’analisi impietosa della realtà, ma risponde alla fine sempre alla stessa teoria: era meglio andare alle elezioni come “terza forza”…superando quel problemino rappresentato dall’orribile legge elettorale, quella in vigore peggiore dell’altra molto brutta ed insufficiente per realizzare un regime di “democrazia compiuta”. Allo Sdi, dopo la chiusura della Margherita, non solo per ragioni di potere…sul numero dei parlamentari…e la volontà egemonica dei Ds non restavano molte alternative. Scartata, almeno fino allo scorso aprile, l’ipotesi di andare come “terza forza” da soli allo scontro elettorale…sparire dal Parlamento non era meglio di questa soluzione. Ci sarebbe, invece, da chiedersi perchè nel Centrosinistra: Mre, Psdi, I Socialisti abbiano scelto di ricevere soltanto gli spiccioli di un’elemosina senza presentarsi talvolta neppure alla Camera da soli o perché nel Centrodestra: Pri, Nuovo Psi (alleato alla Dc e agli autonomisti siculi) e Pli senza colpo ferire abbiano ricevuto spiccioli di elemosina nelle capaci tasche di Forza Italia, salvo presentarsi da soli al Senato.
    Quante di queste “microformazioni” si sarebbero presentate, o si presenteranno, alle prossime politiche in un unico blocco: laico, liberale, repubblicano e socialista?
    Purtroppo sono scettico: le cose non fatte quando si viaggiava fra il 10 e il 20% non si ripetono quando tutti insieme non si raggiungono, separati, il 4% su scala nazionale. Questi non sono tempi di rischi ideali e personali. Siamo alla morta gora nella Prima Repubblica-Bis, che qualcuno avrebbe spacciato per terza. Rnp ha commesso errori, vivacchia, ma per favore chi “è senza peccato”…

    Rispondi
  4. marcello

    19 Maggio 2006 alle 19:43

    Cosa non si fa per una poltroncina!
    Ci meraviglia l’accondiscendenza della RNP, e dei due gruppi che la formano, ad accettare quanto offerto dopo aver detto “o la Difesa o niente”. Evidentemente la richiesta si riferiva alla difesa di uno scranno qualsiasi.
    Siamo da sempre sostenitori dei Radicali e delle loro battaglie di laicità e libertà ma come movimento di opinione, meno come partito.
    La costituzione della Rosa non ci convinceva e non ci convince. Brutta fine dello SDI che si annulla in una coalizione decisamente laica ma velleitaria dati i rapporti di forza con gli altri partiti della coalizione, soprattutto Ds e Margherita.
    Spostando l’attenzione in cas “socialista” Che dire poi del povero Bobo Craxi fino a due giorni fa convinto di fare il ministro perché “promesso da Prodi”.
    Ma quante promesse avrà fatto il neo Presidente del Consiglio, come quella di impegnarsi a reintepretare la legge elettorale per ripesacre i mancati Senatori della Rosa.
    Pia illusione del Partito della RNP o mascheratura per accettare la poltoncina visto che comunque al Senato la RNP non è presente e alla Camera il voto è ininfluente?. Chissà.
    Marcello

    Rispondi
  5. Stenio Pirrone

    19 Maggio 2006 alle 14:00

    La Rosa nel Pugno ha una sola via per non ripercorrere la strada di tante formazioni laico-socialiste che nella prima repubblica si dissanguavano per garantire la governabilità del Paese subendo attacchi da destra (DC) e manca (PCI). Si sfili subito dal governo Prodi. Infatti, è stata determinante per la vittoria dell’Unione, ma non ha in Parlamento i numeri per contare. E lo si è visto bene anche nella ripartizione delle poltrone. Dunque, esca (tanto il governo resta in piedi) e si dedichi SERIAMENTE a costruire con altri il nuovo soggetto laico liberale e socialista che manca in Italia.
    E’ il momento del coraggio, non del tran tran e della paura.

    Rispondi
  6. Rosaria Valente

    19 Maggio 2006 alle 13:54

    SENTIRE A RADIO RADICALE EMMA BONINO SPIEGARE QUANTO E’ DIVENTATO IMPORTANTE IL SUO MINISTERO DOPO CHE LO HANNO DATO A LEI MI HA FATTO UNA GRAN PENA.
    POSSIBILE CHE ANCHE LEI ABBIA PERSO TUTTO IL SUO SPIRITO CRITICO PER DIVENTARE LA PIU’ GIUSTIFICAZIONISTA DI TUTTI?

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti