Cara Beata la tua morte tragica ha come poche altre cose evidenziato lo squallore del giornalismo e della politica di casa nostra.
Muore una ragazza americana a Firenze, in un quadro tutt’altro che complesso per altro, si alza subito un elicottero in volo, si accendono i riflettori, prime pagine e copertine TG.
Muore in modo tragico e con una situazione tutt’altro che semplice una ragazza di Varsavia che viveva da venti anni qui, con due figli, che lavora facendo le pulizie e a livello nazionale non frega un cazzo a nessuno.
Ti hanno subito messa in Serie B.
Ma peggio, la foto che hanno usato con la sigaretta ammiccante, i nomi dei figli sbattuti in prima pagina come se avessero vinto il torneo dell’oratorio, ci hanno “informato” che i figli erano di due padri diversi e che non vivevano in Italia, ci hanno “informato” che venti anni fa lavoravi in un locale notturno a Montecatini…
Sapete una cosa, andatevene affanculo.
Ma peggio la politica che non poteva marcare una distanza o una superiorità di intelletto, quindi ha preferito fare schifo.
Beata 20 anni fa sarebbe stata una dipendente del Comune, oggi tutto è in appalto esterno ad una cooperativa, dalle pulizie, allo spazamento strade, alla manutenzione del verde pubblico, appaltiamogli anche il pensiero che tanto peggio non può andare.
Che sia un omicidio o un suicidio stiamo comunque parlando di una donna, una persona fragile, che ha avuto una vita molto meno fortunata di molti di noi, che è stata in tutta evidenza maltrattata anche dopo la morte.
Neanche un pensiero dal Sindaco, neanche un pensiero dall’assessore alla alla cuRtura, che sono donne e che fanno grosso sfoggio di quelle cazzo di scarpette rosse o di quei cazzo di nastrini rosa.
Neanche un pensiero dalla Commissione Pari Opportunutà, sulla cui funzione stanno facendo ricerche scienziati da tutto il mondo da anni ormai senza risultati.
Spero almeno che il Comune decida di farsi carico delle esequie per far partecipare l’intera collettività a quello che è un fatto tragico per una comunità tranquilla come la nostra.
Addio Beata riposa in pace, almeno questo so per certo che te lo meriti.
Storie di donne tragicamente morte e diversamente maltrattate
Due donne morte tragicamente a poca distanza: Firenze e Empoli. I riflettori mediatici in un caso, l’oblio nell’altro. In entrambi i casi l’eco di pregiudizi che si perdono nei secoli come riflessi condizionati.

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